Genitori di bimbi che frequantano la scuola “San Giovanni Bosco“, denunciano la persistenza, a pochi metri dalla scuola, di strutture prefabbricate, mai rimosse, costituite da pannelli e coperture in amianto.
Tali strutture rappresentano un grave pericolo per la salute pubblica in quanto, essendo ormai diroccate ed esposte alle intemperie, liberano nell’aria circostante spore di amianto.
Alcuni anni fa un gruppo di genitori, denunciò all’ autorità giudiziaria l’esistenza di una tale situazione. Putroppo, l’iniziativa non ha avuto alcun esito.
A pochi metri, come tutti sappiamo, esiste un nucleo abitativo (“I bipiani”) occupato da immigrati Albanesi, Africani , ecc..
Queste persone, vivono da decenni nell’amianto, e si ammalano…. anche….


Continuiamo a denunciare, esporre interrogare………. Non succede nulla. I nostri figli-ma anche il personale della scuola- continua ad essere esposto al rischio delle polveri di amianto. Le istiituzioni locali (ed i politici) sono una specie di ectoplasmi che nella migliore delle ipotesi scrive una lettera o riempie un modulo. Le mie figlie partecipano ai progetti sulla legalità: come farò a spiegar loro che proprio chi deve garantire la legalità puntualmente la ignora?
Il comune li doveva abbattere da alcuni anni. La gara per questo è stata già fatta. Alcuni bipiani sono stati smantellati ( lato Ponticelli ). Gli altri aspettano di essere sgomberati. Il comune paga penali alla ditta che deve abbattere le strutture, soldi che vanno al vento. Perchè non riesce a liberare dagli occupanti gli edifici. Il sindaco non se ne frega, il presidente della municipalità nemmeno e i consiglieri eletti a Ponticelli di che si occupano?
La salute mica è meno importante di un incubatore d’ impresa?
Mi sono permesso di interpellare,in modo informale ed amichevole, Raffaele Carotenuto e Nazario Malandrino.
Entrambi hanno promesso di farsi partecipi del problema e usare il Blog per di ogni eventuale comunicazione o iniziativa (in questo modo ogni atto sarà pubblico, trasparente e “partecipato” )
Come promesso, ho incontrato, insieme all’ass. municipale alle politiche sociali, una delegazione di 20 donne albanesi. A differenza di 3 anni fa, (quando al termine del percorso che costruimmo con associazioni, istituzioni e comunità migranti, riuscimmo a rendere disponibile la struttura di via delle industrie + un bonus per chi abbandonava i bipiani) molte di loro sono spaventate per i nuovi casi di tumore registrati e sono più disposti di allora ad accettare un bonus per l’affitto (considerato che di alloggi da assegnnare non se ne parla proprio).
La cosa sta nei termini descritti da Peppe D’anna nel post precedente, cioè il comune paga una mora alla ditta aggiudicatrice perchè questa non può abbattere la restante parte dei bipiani. Sebbene questa non versi nella situazione che costrinse immediatamente all’abbattimento della gran parte del lato ponticelli, il permanere di una struttura lato ponticelli (all’epoca non abbattuta per far fronte all’esigenza di un malato in dialisi ivi domiciliato) fra l’altro con pezzi di pannelli compromessi e a vista, rende la situazione forse più grave rispetto a quando era in piedi tutto il lato ponticelli dei bipiani. Si trattava di comunità Rom che non avevano lasciato integre le strutture e quindi contribuito alla dispersione di fibre amiantose, inoltre la situazione peggiorò con l’arrivo di famiglie rumene che venivano costrette a pagare per occupare locali sigillati e dunque entrarono subito in conflitto con gruppi etnici serbo-albanesi che, profittando del lungo periodo di inattività del volontatiato locale, riuscirono a costruire saldi legami con la malavita ponticellese e così ad imporsi sui nuovi arrivati. La situazione degenerò velocemente, con episodi che mi trovai a dover affrontare durante la gestione De Cicco, che non stò a raccontare per ora.
In definitiva, gli impegni che abbiamo preso con la rappresentanza dei bibiani (fra l’altro ci sono anche famiglie italiane ora) sono 3:
1) verifica disponibilità condizioni e durata di erogazione per evtl. bonus affitto all’epoca rifiutato.
2) verifica condizione benficiari assegnazione alloggi, laddove si lamentano sopraffazioni e ingiustificate esclusioni
3) istituzione fondo di garanzia per conduttori e locatari in caso di affitto ad immigrati.
Il tutto va ora verificato con gli Assesorati comunali al Patrimonio e alle Politiche Sociali e dovrebbe essere oggetto di un consiglio analogo a quello che stiamo convocando su questoni analoghe di sicurezza abitative per le cento cammerelle di Vigliena.
Saluti echtoplastici
Nazario Malandrino
Intervengo, perché mi è stato richiesto, a proposito dei Bipiani evidenziati in foto.
Sulla loro “cronostoria” ometto di argomentare poiché ci allontaneremmo dalle risposte chieste alla politica e vado al dunque.
E’ appena il caso però di ricordare solo che la mediazione della politica, piaccia o meno, determinò lo smantellamento dei Bipiani a metà per volta (esattamente nella condizione in cui ci troviamo), motivo giustificato dalla mancanza di vere alternative alloggiative alle minoranze ivi presenti (la colpa è tutta politica).
A tutt’oggi, la ditta incaricata ha risolto il contratto giuridico con il Comune di Napoli per lo smantellamento e la riqualificazione dell’intera area a causa dei motivi su esposti.
Va detto, senza mezzi termini, che il Comune di Napoli si è pericolosamente rilassato nel momento in cui non ha chiesto alla medesima ditta di smantellare e “bonificare” l’area oggetto del parziale intervento.
Allo stato ho già avuto modo di interessare, di nuovo, la VI° Direzione Centrale – Riqualificazione Urbana, Edilizia e Periferie, affinché si proceda immediatamente a porre in essere una gara di somma urgenza per eliminare, sul lato non abitato, la pericolosità dovuta allo sprigionamento di fibre d’amianto.
E’ appena il caso di ricordare che a tal proposito vi sono precise “omissioni” istituzionali oltre al Comune di Napoli che riguardano l’ASL NA 1 e qualsiasi altro organo deputato alla salvaguardia della salute dei cittadini, ben consapevoli della problematica territoriale avanzata e finanche delle storie personali dei “politici eletti a Ponticelli”.
Le battaglie portano nomi e cognomi, il resto è puro esercizio accademico.
Tanto si doveva per opportuna conoscenza.
Darò io stesso comunicazione, su questo autorevole blog, di tutto quello che saprò mettere in campo.
Cordialità.
Il Presidente del Gruppo Comunale P.R.C.
Raffaele Carotenuto
I bipiani…maledetto terremoto del 1980…ancora ne paghiamo le conseguenze..e chissa per quanti anni ancora dobbiamo sopportare queste malformazioni territoriali…E’ una questione vecchia destinata a rimanere ancora cosi chi sa per quanti anni. Qualcuno ha pensato che mandando via i Rom la cosa fosse risolta.Niente affato, lo scempio rimane insieme a tutto quello che comporta come inquinamento…Ma il partito dei verdi della municipalità di che cosa si occupa in questo territorio le sa queste cose..credo proprio di no..beh..a risentirci Salvatore Cortini
E’ noto l’impegno di Nazario Malandrino e Raffaele Carotenuto, rispetto alle problemematiche connesse agli immigrati.
Mi sento di ringraziarli per l’interessamento rispetto al problema.
Ho però l’impressione ( e gli stessi Nazario e Raffaele, implicitamente, lo fanno capire) che la sistemazione di centinaia di persone in altro luogo sia di non semplice nè immediata risoluzione.
Anche la sollecitazione di Raffaele a bandire una “gara di somma urgenza…” mi pare richieda molti mesi prima di essere esplicata.
Allora chiedo se esistono soluzioni, che permettano in tempi ragionevoli, almeno, di mettere in sicurezza quel prefabbricato non abitato.
Ma esiste una specie di ufficio tecnico del comune o dell’ ASL, predisposto a risolvere “praticamente” problemi come il nostro ?
Ad esempio, in via cupa Lettieri ( vedi blog http://comitatolettieri.wordpress.com )uno speciale ufficio tecnico dell’ ASL provvede periodicamente a recuperare le tonnellate di immondizia che si accumulano ( a causa della negligenza dell’ASIA)
grazie
Ieri, 24 Gennaio, del problema grave ed annoso dei bipiani si è occupata anche una cronista di una televisione privata. Alcuni genitori di bambini che frequentano l’istituto S. Giovanni Bosco sono stati intervistati ed hanno espresso le loro preoccupazione per la salute degli alunni e del personale della scuola ( ma anche di quella degli occupanti stessi dei bipiani e dei cittadini che vivono nelle loro vicinanze). All’incontro con la cronista era presente anche un consigliere della VI° municipalità del gruppo di rifondazione comunista di cui non ricordo il nome. Questo consigliere, ribadendo il proprio impegno nella risoluzione del problema continuava a parlare della difficoltà oggettiva di sistemare gli accupanti dei bipiani.
Pare a chi scrive che questo sia un problema che non riguarda i bipani fatiscenti e vandalizzati i quali sono disabitati e quindi possono esseri rimossi risolvendo- sia pure solo in parte- il problema. Il consigliere presente ribadì anche che la municipalità non ha competenze in merito e che quindi si aveva necessità della collaborazione dei cittadini (?)Mah…. Ma a chi giova questo istituto della municipalità che costa all’amministrazione (ed alle tasche del cittadino)? E quali sono le sue competenze?Insomma a chi e a cosa serve oltre che ai consiglieri?
Se la politica è l’arte del possibile si inizi a mettere in sicurezza i bipiani disabitati………. Si avrà da parte dei cittadini l’impressione che si stia iniziando a muovere qualcosa e le istituzioni finalmente daranno una minima dimostrazione di buon senso…..
‘
Prot. n. 16 del 25/01/2008
All’Assessore all’Edilizia
Avv. Felice Laudadio
E p.c. VI° Direzione Centrale
Riqualificazione Urbana, Edilizia, Periferie
D.C. Ing. Giordano
Oggetto: interrogazione urgente a risposta in aula (art. 52 R.F.C.C.)
Premesso
che nell’ambito del programma di recupero urbano di Ponticelli – Sub-Ambito n. 6 – Campo Bipiani di Via Volpicella è prevista una nuova configurazione di struttura integrata residenziale-terziaria, da realizzare attraverso la ristrutturazione urbanistica dei complessi edilizi attuali;
che tale programma prevede la demolizione degli attuali prefabbricati temporanei;
che a tutt’oggi uno solo dei due campi individuati è stato in parte abbattuto;
che “resistono” inopinatamente alcuni Bipiani vuoti ma praticamente all’intemperie, sprigionando fibre di amianto nell’area;
che esiste, pertanto, una legittima preoccupazione delle famiglie circostanti l’intero complesso, oltre alla numerosissima platea scolastica dell’I.C. 57° Circolo Didattico confinante con la struttura di cui si argomenta;
il sottoscritto consigliere comunale Raffaele Carotenuto – in qualità di Presidente del Gruppo P.R.C.
interroga
l’Assessore all’Edilizia e la competente VI° Direzione Centrale per sapere con estrema urgenza:
a) se si indice una gara di somma urgenza per eliminare il pericolo dovuto alle fibre d’amianto esistenti in alcuni prefabbricati vuoti ed all’aperto (lato sgomberato)
b) se si ravvisano responsabilità dovute alla negligenza della ditta incaricata dei lavori di smantellamento, poiché, quest’ultima, nonostante le difficoltà esistenti, non ha inteso “mettere in sicurezza” ciò che non è riuscita ad abbattere.
Napoli, 25 gennaio 2008 Il Presidente del Gruppo P.R.C.
Raffaele Carotenuto
A parziale chiarimento di quanto precedentemente detto mi sento in dovere di riportare alcuni elementi in merito alla mia presenza giovedì 24 gennaio…
Mi occupo della questione bipiani dal 1997 prima come presidente della commissione politiche sociali della ex circoscrizione di Barra , carica ho ricoperto per 9 anni, e poi da assessore alle Poitiche Sociali della sesta Municipalità. I tanti anni habbiamo condiviso insieme a tanti una battaglia per il diritto alla casa di chi abita e abitava queste “pseudo case” e per il diritto alla salute di ci vive negli immediati dintorni, assumendo spesso posizioni scomode e inpopolari. Nonostante come circoscrizione prima e come Municipalità poi non habbiamo nè risorse nè competenze per affrontare la vicenda Bipiani, lo habbiamo fatto perche credo che l’istituzione più prossima ai cittaini ha il dovere , quando non può direttamnete essere determinate , di sollevare le questioni ed indirizzare la lotta dei cittadini che legittimamente rivendicano un diritto. In questo modo in questi lunghi anni habbiamo incontrato tante vertenze come questa e molte le habbiamo vinte. Le istallazioni di antenne per la telefonia mobile non fatte istallare a Barra, le lotte per la riqualificazione dei rioni popolari inagibili (Rione Massimo D’azeglio)che ora sono divenati un fiore all’occhiello e modello di vivibilità, le lotte con i comitati di mamme per lasciare aperti istituti scolastici a rischio di chiusura per l’autonomia scolastica.
In tutti questi casi anche senza avere poteri di intervento istituzionale, insieme alla gente, semplice , in carne ed ossa e pronta alla lotta senza saccenza e puzza sotto il naso, habbiamo vinto. Certo tante volte non ci è andata bene, ma la nostra parte l’abbiamo sempre fatta , con tanti limiti ma l’abbiamo fatta.
Come chiaramente ha espresso Nazario in precedenza,stiamo cercando di convincere chi abità i Bipiani ad acettare il Bonus previsto da una delibera che, la scorsa amminstrazione comunale sotto la costante pressione delle circoscrizioni di Barra e ponticelli ha approntato, prevede un bonus per l’affitto che ci metterebbe in condizione di liberare l’aria e Bonificarla. Ha differenza di qualcuno coem il sig. Aniello ,che credo aver capito chi sia, non rappresentiamo qualcuno in più che noi stessi ed habbiamo il dovere di quardare il muro da abo i lati. Capisco che la nostra e città e purtroppo piena di gente che si occupa dei problemi solo quando riguardano solo il loro stesso personale , e non di dico che non sia legittimo, ma vi chiedo di rispettare chi si impegna per gli altri e con tutti i limiti fa la sua parte. La formazione del comitato è un’atto importante perche crea un ‘iterlocutore diretto che noi cercheremo di sostenere. Spero che nei prossimi giorni potermo avere un momento di incontro in modo da unire le forze e tentare di riaprire una questione che solo insieme possiamo riportare a rango di priorità.
MINACCIA DI RIVOLTA ……….. VIA L. VOLPICELLA.
ABITO AL SUDDETTO CIVICO DA 14 ANNI E VI ASSICURO ,NE HO VISTI DI ALBANESI,ROM, AFRICANI ECC.. DI ANDAR VIA E DI RITORNARE SEMPRE PIù NUMROSI. DEGRADO, DEGRADO E ANCORA…
LE ISTITUZIONI MA? AMIANTO CHE SVOLAZZA DAI TETTI TANTO,TANTO.
QUALCHE TEMPO FA HO SEGUITO PER UN PO’LO SMANTELLAMENTO DEL LATO PONTICELLI DEI COSIDDETTI BIPIANI,IMPRESA EXREGIONALE OF CORSE POICHE QUELLA REGIONALE NON ERA IN GRADO?
LI VIDI LAVORARE CON LENA E PROFESSIONALITA’RISOLSERO IL PROBLEMA IN BREVE MA , NE RESTO’ UNO SOLO(PROSTITUZIONE RUMENA,CAMORRA,CONCUSSIONE CON…).IL PROBLEMA, LA CANCEROGINITA’RIMANE, HO DUE FIGLI MINORENNI CHI SA’CHE TIPO DI CALCINOMA( MANC’ E CAN) IO ORMAI EX QUARANTENNE NO PROBLEM.
DI SEGUITO ALLO SMANTELLAMENTO PER UN PERIODO CI FURONO ANCHE IN PRIMIS V.U. E DOPO G.U.ADESSO TUTTO è ASSESTANTE
ERBACCE ALTISSIME SECCHE ANNAFFIATE CON RIFIUTI DI NATURA SVARIATA SOPRATUTTO TOSSICI E NOCIVI.
RICORDO CHE IL GIORNO DELL’EPIFANIA IL COMUNE DI NA. E POI LA DIOCESI MANDANO DONI PER I NOMADI E GLI EXTRACOMUNITARI
BENE, BENE
POTREI RACCONTARE ANCORA DI QUANDO I ROM ATTACCATI DAI DEGASPERANI IN MASSA ALLE 4 DEL MATTINO SCAPPAVANO DAI LORO INSEDIAMENTI DI FORTUNA GRIDANDO “CHIAMATE LA P.S.” AVEVANO OFFESO LA “MADAMA”.
CREDEVAMO CHE FOSSE UN MANDRIA DI MUUU…
POTREI ANCORA RACCOINTARE CHE OGGI 31 01 2008 PER FAR ALZARE DUE MESTOLI DI SPAZZATURA DA UN SITO LEGGERMENTE DISTANTE DAI CONTENITORI DAI DIPENDENTI ASIA ho dovuto “pregare”
POTREI ANCORA RACCONTARE………..
IL RESTO VE LO DICO SE TROVO UN INTERLOCUTORE IN GRADO DI CAPIRE, FORSE è TROPPO
AL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA’
AGLI ASSESSORI DELEGATI AL COMUNE DALLA ZONA ORIENTALE
AGLI ASSESSORI DELEGATI ALLA REGIONE E ALLA PROVINCI A DALLA ZONA ORIENTALE
N.B. SE VOLETE IL RESTO DELLA STORIA FATEMI CAPIRE CHI SONO I MIEI INTERLOCUTORI ALTRIMENTI,FACITEVE NA RESATA.
Sorvolo sul bisogno di sapere chi io sia, manifestato dal consigliere Gragnano nel suo commento. Tra l’altro dal commento si evince che tale bisogno sia stato in qualche modo già soddisfatto. Ai fini della questione dei bipiani era più che sufficiente quanto ciascuno sapeva dell’altro: il Sig Gragnano è assessore alle politiche sociali alla VI° municipalità; io un cittadino nonchè padre di due bambine che da 5 anni frequentano la scuola S. Giovanni Bosco, sul cui retro si sviluppa lo scenario desolante dei bipiani all’amianto.
Tacciare di “saccenteria” o di interesse privato chi come me ha parlato anche a nome di altre famiglie, “mi puzza” sì:mi puzza di politica fumosa ma soprattutto ambiguamente morale.
Con gli anni mi vado convincendo che i requisiti della chiarezza e della concretezza sono i grandi assenti dal dialogo tra società civile ed istituzioni ( anche quelle più legate al territorio), con grande rovina di entrambi i dialoganti. Senza dialogo chiaro e su obiettivi concreti e controllabili la società civile somiglia tanto alla figura dell’ingenuo descritto in un testo di F. De Andrè “costretto a vagare una vita da scemo” in un’attesa perenne. Per chi conosce questo testo sa che poi l’ingenuo diventa “blasfemo”.
Il versante della politica è non meno desolante:se non costruisce un dialogo chiaro su obiettivi concreti e controllabili, la politica è solo un mestiere come altri mestieri, anzi peggiore degli altri, con tanto di stipendio a fine mese e senza alcun obbligo di risultato…
A proposito di chiarezza: i bipiani di cui si chiede intanto la rimozione non sono abitati. Pertanto mi chiedo: perchè si continua a parlare di problemi di “ordine pubblico” o si menziona “il bonus ” da erogare alle famiglie dei bipiani ancora abitati? Chiaritemelo, vi prego!
Mentro facevo una ricerca sul web mi sono imbattuto in questo blog. Sono padre di una bambina che ha frequentato l’asilo nido che sta di fianco alla S. Giovanni Bosco e di un bambino iscritto per l’anno prossimo alla scuola elementare. Condivido tutte le iniziative intraprese finora, tuttuvia propongo di costituire formalmente un comitato con il versamento volontario di una quota in denaro finalizzata immediatamente a dare mandato a un penalista specialista di reati ambientali e della P.A. per scrivere come si deve un esposto alla Procura della Repubblica con tanto di nomi, cognomi e date di nascita dei responsabili. Se aspettiamo ASL, ARPAC, ecc. la cosa si risolverà (se mai si risolverà) come sempre “a babbo morto” (spero di non essere io…).
per eventuali contatti
stedambrosio@hotmail.com
saluti
stefano d’ambrosio
Ho sentito dire che il comune ha reso disponibile un bonus di 300 euro per chi lascia i Bipiani.
A me sembra una cattiva idea, considerando che 300 euro non sono utili per pagare un affitto. inoltrela distribuzione di soldi, predispone a possibili irregolarità,
E poi, i soldi, li date solo ai regolari ? e i clandestini ?
Secondo me, sarebbe molto meglio usare quesi soldi per risanare i bipiani dall’amianto, cioe sostituire i pannelli e le coperture. POI censire le persone che realmente abitano quei luoghi e assegnare , in via provvisoria, le abitazioni, in attesa di trovare a questa gente una adeguata e definitiva sistemazione.
In questo modo :
1) Le persone continuerebbero a vivere in strutture provvisorie, ma perlomeno non sarebbero esposte ad amianto.
2)i soldi sarebbero ben spesi
3) Si provvederebbe ad un censimento delle persone che realmente abitano i bipiane e quindi si renderebbe più difficile la pratica del subaffitto.
Intendo ringraziare chi ha inteso comprendere la mia sollecitazione facendo sentire la sua opinione sulle nostre proposte e magari suggerirne delle altre. Questo è lo spirito giusto!
Riguardo a ciò che suggerisce R. De Cristofaro, la soluzione proposta è interessante ma necessita di tempi di realizzazzione un pò troppo lunghi. Purtroppo la soluzione dei bonus era quella che permetteva di tenere dentro tutte le esigenze senza dimenticare l’aspetto dell’urgenza. Certo avere una soluzioni abitative sarebbe la soluzione miglire , ma allo stato questa è assolutamente assente. Riguardo agli immigrati irregolari ho riproposto , anche rispetto alla vicenda ROm, una serie di ipotesi tra cui quella di recuperare lo stabile di Via delle industrie che dovremmo destinare a centro di accoglienza. Inoltre per molti degli immigrati , di concerto con la provincia di Napoli , stiamo lavorando per un progetto ministeriale per i richiedenti asilo che ci consentirebbe di far rientrare la maggioranza degli africani che vivono in quei lughi.
Purtroppo la monnezza, l’udeur e la caduta del governo sposta l’attenzione della città verso atri lidi…
Tocca a tutti fare sentire la nostra voce. L’unica risposta che si può dare ora è la lotta.
Numeroso. «Nell’ultimo anno – spiega il presidente – il numero dei furti è aumentato da 97.358 a 106.806, le rapine da 14.946 a 16.560, le estorsioni da 943 a 1102, ma tutti questi dati sono approssimati per difetto perchè sappiamo che nella realtà sono molto di più i reati commessi in questo campo, ma moltissimi non denunciano». Secondo Numeroso, i napoletani non denunciano più «per la preoccupazione di perdere tempo negli uffici delle forze dell’ordine perchè sono convinti che non potranno mai identificare gli autori di rapine o scippi di cui sono state vittime e quindi non possono avere giustizia. Dunque, non denunciano».
E’questo uno stralcio dell’ articolo denuncia- apparso sul corriewre della sera del 25 gennaio 2008.
In esso e’ contenuto lo stato d’animo della maggior parte dei cittadini napoletani,POI, PONTICELLI è una realta’ ancora piu’ scandalosa se si vanno a ricercare i dati.
CON QUESTO, VORREI FOCALIZZARE L’ ATTENZIONE DELLE ISTITUZIONI sulla frustrazione in cui versano quelle che tutti noi consideriamo le nuove generazioni prima e dei cittadini tutti poi.
Segnalare pertanto,la realta’ quotidiana in cui versa una particolare zona di Ponticelli”via BARTOLO LONGO” ,DAL PARCO EUROPA SINO ALLA FINE DI VIA MANZONI.
TRATTO DI STRADA IN CUI si verificano spessissimo vere e prropri assalti ai passanti da parte di balordi che sistematicamente ,a bordo di motorini … intimoriscono le loro vittime avvicinandosi e mostrando la pistola ,pretendendo, cosi’, denaro, prezziosi o cellulari.
Faccio appello alle istituzioni e agli organi proposti a interloquire con chicchessia al fine, non di controllare un po’ di piu’, ma di inizzializzare un inversione di tendenza da parte dell’ opinione pubblica,in particolare per le nuove generazioni che in quella strada vivono.
UN NUOVO FRONTE
MICROCRIMINALITA’
UN DIBATTITO POSSIBILE?
La problematica bipiani è ferma al palo! Era d’aspettarselo, la lentezza e l’ insufficienza dell’ amministrazione comunale non fanno sconti a nessuno, manco ai bambini che vanno a scuola, alla faccia della dispersione scolastica e di tutte le belle parole di sindaco e assessore quando si parla di scuola.
Eppure i genitori non chiedono niente di trascendentale, abbattere o mettere in sicurezza un edificio disabitato che mostra di se tutta la pericolosità. Lo chiede Aniello nel post del 2 febbraio, non si chiedono deportazioni di occupanti abusivi o riscritture del P.R.G. comunale. Semplicemente abbattere ciò che doveva già essere stato abbatuto.
Anche il Presidente Carotenuto fa la stessa cosa chiedendo all’ assessore Di Mezza d’ interpretare il proprio ruolo, con una interrogazione del 25 gennaio.
Oggi è il 27 febbraio, non si muove foglia, c’è bonaccia nel Mar dei Sargassi. Chissà quanto bisogna aspettare per avere un pò di vento in poppa.
Sono un 21enne albanese che da 17 anni vive nei bipiani.17 che nella smorfia napoletana significno disgrazia.
La disgrazia di vivere in abitazioni che portano numerose malattie gravi,una delle quali il gennaio scorso ha portato via la madre di una mia cara amica.
La disgrazia di essere stranieri perchè se così non fosse stato,a quest’ora dormiremmo al sicuro in alloggi comunali,gli stessi che circa 10 anni fà furono assegnati alle numerose famiglie italiane che come noi vivevano qui,meritevoli di quegli alloggi solamente perchè ITALIANE(parere personale).
La disgrazia di essere presi in giro dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarci(non come stranieri ma come persone):dove la trovi una casa a 300euro di affitto?
300 euro che una volta abbandonate queste abitazioni non è nemmeno tanto sicuro che vengano offerti.
è molto facile lamentarsi quando non si è coinvolti in prima persona….”chi se ne frega,mandiamoli tutti via…anche in mezzo ad una strada!”
Se si vuole fare qualcosa di concreto si dovrebbe camminare insieme e non divisi in gruppi o razze….
L’unica mia domanda è:si vuole davvero fare qualcosa che possa accontentere tutti?O ci si vuole solo liberare di un sasslino nella scarpa e chi si è visto si è visto?