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Veniamo adesso dalla Direzione Provinciale PD Napoli – entusiasmati dall’intervento di D’Alema – grande capacità di analisi della situazione campana e nazionale e alcune riflessioni andrebbero socializzate…
1) è possibile trovare analogie con il confronto elettorale in Spagna tra un centro sinistra e una destra-destra; difatti senza l’UDC (e aggiungerei senza D’Amato nella PDL) il Cavaliere e i suoi Padani, insieme ovviamente alla destra finiana, restituiscono un’immagine della politica molto nordista, intollerante (pensate ai temi dell’immigrazione, della sicurezza, etc)e illiberale ( candidano il leader dei tassisti che bloccarono la liberalizzazione del settore proposta da Bersani).
Irragionevole l’attaccamento dei socialisti italiani ad un simbolo che non hanno mai proposto negli ultimi 15 anni –e qui è il vicepresidente dell’internazionale socialista che parla!- soprattutto in una fase così importante del processo di unione delle culture riformiste italiane cui pure hanno partecipato da protagonisti.
La critica da sinistra al metodo di tenere dentro imprenditori e operai cancella anni di strategia del PCI che aveva fatto dell’alleanza proletariato-ceto produttivo il suo punto di forza, come d’altra parte dovrebbe fare un grande partito che si chiami alla responsabilità di governare un sistema paese piuttosto che alla semplice testimonianza di un’ideale.
2) i danni causati dalla crisi immondizia sono incalcolabili, eppure prima del bombardamento mediatico e della sua eco all’estero, non si registrava un calo netto e devastante dell’immagine nel settore produttivo e turistico… come dire: un modo sbagliato di indicare le responsabilità della crisi genera, in maniera irresponsabile, altrettanto, se non più grave, danno.
3) sulla questione Bassolino e responsabilità: il governo si assume le sue responsabilità qualora il piano De Gennaro non sortisse i dovuti effetti e l’IMPEGNO del Governo a farsi carico fino in fondo delle conseguenze positive o negative della sua azione (e dunque del giudizio dei campani sulla strategia di soluzione della crisi) emerge chiaramente nella scelta di schierare tre ministri nelle liste campane.
Ha concluso ribadendo che è qui per dare una mano ma certo dalla crisi di una classe dirigente si esce producendo scelte all’altezza del compito e riprendendoci da campani la nostra sovranità… come a dire: i democratici campani non hanno bisogno che altri intervengano (nè pdl nè pd romano) per trovare rimedi democratici al problema delle responsabilità locali (vd Presidenza della Regione).
Terminiamo (in fondo è sabato sera) citando l’unica cosa che ricordiamo della relazione della coord. Giammattei è: “come nella lezione gramsciana, il nuovo non non è improvvisa esplosione ma avviene per successive combinazioni”…. Il resto dell’intervento invece ci è sembrato troppo vetero-accademico e intriso di storicismo hegelo-vichiano (al momento del passaggio di microfono a D’Alema l’audio è partito e dopo un paio di minuti di interferenze il baffetto ha commentato/beffato: “…i guasti della cultura umanistica”)…
Saluti innovatori e democratici
Massimo De Luca e Nazario Malandrino
la composizione delle liste dei candidati alla camera e al senato non mi piacciono,pur tuttavia occorre il massimo impegno da parte di tutti per condurre in questi giorni una battaglia decisiva per le sorti del nostro paese e creare, al tempo stesso,le condizioni prer una vera discontinuità a livello locale dell’inrtera classe dirigente a tutti i livelli.Ritengo necessario affrontare in maniera aperta i temi che ci vengono posti da questa competizione elettorale che riguardano essenzilamente il lavoro,la precarietà,i diritti,lo sviluppo produttivo del nostro mezzogiorno,l’ambiente e gli strumenti da mettere in campo per salvaguardare la salute dei cittadini della nostra regione.Purtroppo debbo constatare che il luogo e gli strumenti di decisione per mettere in campo almeno alcune delle sopracitate iniziative manca del tutto,ciò in ragione della mancata costituzione dei circoli territoriali del Partito Democratico.Poichè avverto in molti cittadini del nostro quartiere il crescere di un interesse elettorale che fino a poche settimane fà era dettato da un senso di frustrazione e di sfiducia verso la politica e su di noi,è opportuno che facciamo sentire la nostra presenza e la novità che il P.D.ha introdotto nell’attuale panorama politico,pue sapendo che andremo incontro a critiche severe soprattutto se rapportate alla mancata soluzione del problema dei rifiuti,e,più in generale alla cattiva conduzione delle Istituzioni Municipali e Regionale.
Come primo punto penserei ad una grossa iniziativa locale o territoriale con un esponente di grosso rilievo politico del nostro Partito per lanciare l’avvio della campagna elettorale.E così difficile contattare Massimo D’Alema o Marco Follini?I nostri candidati alla Camera e al Senato, unica espressione del nostro territorio,i nostri referenti storici del quartiere che hanno costruito l’Ulivo e creduto nella formazione di questo nuovo partito come pensiamo di coinvolgerli per questa campagna elettorale sapendo che possono darci un contributo notevole in termini di credibilità e di iniziative politiche?.Sono certamente interrogativi ma che debbono trovare soluzioni e concretezze a brevissimo tempo.Sono,come sempre,disponibile a dare il mio modesto contributo.
Leggendo le liste dei candidati in Campania 1 e mi limito a quella della Camera dei Deputati perché per il Senato il mio fisico ancora non regge, mi verrebbe da dire: ed i giovani tanto promessi da Veltroni, Franceschini e Nicolais dove sono andati a finire?
Tenuto conto che il più giovane candidato in Italia per il Pd Amedeo Cortese di 25 anni è piazzato in 15esima posizione e tutti gli altri ancora più giù nei gironi danteschi e tenuto conto che alle scorse politiche del 2006 (in cui sostanzialmente vi è stato un pareggio) dalla Lista CAMPANIA 1 sono usciti 13 eletti (sommando L’Ulivo, Rosa nel Pugno e Italia dei Valori) giungo a tale conclusione:
1. Dalle prossime elezioni (in caso di vittoria) il Pd si presenterà alla Camera dei Deputati con soli 2 o 3 giovani dalla lista CAMPANIA 1 (l’ottimismo)
2. Il rinnovamento tanto acclamato almeno quì in Campania non c’è. (la realtà)
3. E’ inutile riempire la lista di giovani e donne quando poi in realtà ne salgono ben pochi. (l’arrabbiatura)
4. A fine Marzo quando ci sarà Veltroni spero che con il pullman si porti via un pò di spazzatura (intendo quella materiale che abbiamo sotto casa). (il consiglio che rivolgo a Veltroni per accaparare i voti degli indecisi)
5. Io speriamo che me la cavo. (l’augurio che rivolgo a tutti i lettori di questo sito)
Inutile dire che le liste avrebbero potuto essere più “fresche” se una comunità intera, riprendendosi sovrantità decisionale, avesse deciso di investire strategicamente sui giovani (anche se nel 2006 il più giovane eletto d’italia era il nostro Arturo, allora 26 enne, oggi fortunatamente papà e sfortunatamente capolista in Sx Arcob.)
Amedeo, qualche chance in meno, ma non troppo considerato che d’alema opterà per la Puglia e Nicolais speriamo lavori per le Regionali: ha 25 anni, più giovane di Arturo, anch’egli già segr. Sg, (ricordo prese la mia delega cultura e formazione quadri, quando dalla segr. provinciale Sg passai a quella Regionale, fra l’altro in quel periodo frequentavamo tantissimo Pina Picierno della Margherita – oggi capolista PD in Campania2 – … ERE GEOLOGICHE fa!)
Di fatto, purtroppo, la lista e la situazione campana è semi-commissariata e in tempo di guerra, si sa, bisogna accontentarsi delle gallette e di ciò che passa l’esercito (in qs caso tenenti colonnelli, generali, un’alto prelato e, almeno, una donna simbolo – la D’Antona -che potrebbe sorprenderci.)
Segnalo tuttavia le presenze interessanti e ottimamente posizionate di Bossa (unica amministratrice locale promossa e blindata da Veltroni in persona) e del rettore dell’Orientale Ciriello, per il mondo dei saperi (a buon intenditore…)
Fra l’altro il rinnovamento c’è, se è quello che passa per le primarie votate dai cittadini il 14 ottobre. Trattasi di presenze sicuramente non riconducibili alla corrente bassoliniana, grande esclusa alla Camera, anche loro in posizioni semi blindate: Salvatore Piccolo, Eugenio Mazzarella (mio grande prof. di filosofia teoretica alla Federico II, un heideggerriano di ferro!) e il ministro scienziato Gino Nicolais, pioniere della lista alle primarie Ambiente Innovazione Lavoro, che tra l’altro ha visto crescere i suoi simpatizzanti/aderenti, fra l’altro impegnatissimi e presenti nella lista anche a titolo simbolico (non parlo di Luisa Bossa e Ciriello qs volta, quanto di De Biase, Moxedano, Di Marzio…)
Non va dimenticato infine che ci sono tre Ministri del Governo Prodi, che limitano certo il rinnovamento ma di sicuro danno il senso dell’impegno e del coinvolgimento del Governo Prodi nella questione Campana.
Basta però con stà storia della monnezza: non è possibile che invece di reagire diventiamo il pennello di chi ci dipinge a tinte fosche:
ieri eravamo il popolo della camorra e della pizza…
oggi della monnezza e della clientela: quando rifiuteremo le nomee, forse cominceremo a fare un po’ di bene a noi stessi!
Saluti reattivi
Nazario
Non posso che notare per onestà e per coerenza che questo blog purtroppo ha fatto una scelta di campo accettando tutti gli ordini di scuderia
L’invito, che rivolgo a chi decide di questo blog, è quello di fare un passo indietro per poi, attraverso quel coraggio che non gli manca, fare di questo sito un luogo di discussione sopratutto politico e non partitico!
trasformare, nella sequela delle comunicazioni mediatiche , un sito per la discussione in un blog propagandistico rischia di innescare quel processo irreversibile che farà della casa del popolo di ponticelli una sorta di casa dello zerbino per pochi eletti ………
Uno dei tratti salienti che inizialmente mi aveva portato a scrivere su questo sito era l’idea di coinvolgere quelli del quartiere …. per ritornare a discutere a proporre a fare una buona politica per il territorio a ponticelli come a barra e san giovanni, insomma vedevo questo strumento utile per riavvicinare quella parte sana della gente comune,(vedi i molti compagni ed amici che sono oramai da anni alla finestra)
trovare un luogo per ridiscutere su cosa fare per il disadattato per il disoccupato per i rom….mi sembrava un nobile scopo.
Purtroppo devo costatare invece che, in questo sito, ci sono forzature propagandistiche che porteranno alla sclerotizzazione di qualsiasi confronto perchè diventa un confronto solo di parte!
Per questo spero che l’invito ad aprire il blog a tutte le anime della sinistra con la stessa attenzione che noto per il partito democ……sia il giusto volano per riprendere la sana via del confronto.
saluto tutti
sabatino
Quando rifiuteremo una classe dirigente regionale che non ha saputo governarci, forse cominceremo a fare un pò di bene a noi stessi!!!
Caro Sabatino, non ci conosciamo e spero non te la prenda se ti do del tu come si fa tra compagni… non è un mistero che i DS di Ponticelli, e tra questi la Casa del Popolo, siano stati convinti fautori dell’evoluzione da PDS (partito democratico della sinistra, di occhettiana memoria) al PD (partito democratico -del centrosinistra). Credo che in fondo sono cose che uno intuisce quando digita dsponticelli.wordpress.com… quello che sfugge forse è che quando da Segr. DS chiamai Gabriele nell’esecutivo affidandogli la delega alla comunicazione, lui mi sorprese per la tenacia con cui adottava un metodo che – l’ammetto – cominciavo a dimenticare: favorire l’inclusione, la diffusione delle informazioni finalizzata alla formazione dell’opinione oltre che al far conoscere le cose, poche, che mettevamo in campo come amministrazione.
Mi fa piacere che anche tu lo veda come uno strumento “utile per riavvicinare quella parte sana della gente comune,(…)trovare un luogo per ridiscutere su cosa fare per…”
La penso esattamente come te: credo che tra tanti non-luoghi (a proposito ti segnalo la mostra fotografica sul tema – dal 1 aprile alla Casa del Popolo) debba esserci un LUOGO fuori dalla rissa del quotidiano, non per isolarsene sterilmente, ma per contribuire, con altre forze e tensioni della società, alla CHIARIFICAZIONE; allo scioglimento dei grumi di violenza che di quella rissa sono causa ed effetto.
Per questo nel resto del blog -non certo in questa sezione dedicata alla campagna elettorale- trovi a piene mani interventi anche dell’altra sinistra, che non ostacoliamo ma incoraggiamo: anche perchè ci aiutano a supplire al grave problema di non avere un eletto al comune che rappresenti, da Ponticelli, quell’evoluzione dal PDS al PD.
Per questo ci fa piacere che Carotenuto, amico e compagno di vecchia data, ci aiuti a far vivere questo progetto: magari qualche volta esagera un po’ con 2/3 interventi di fila sullo stesso tema e sottolinea le eccellenze di un assessore PRC rispetto ad un altro del PD… ma sa che i problemi, le responsabilità amministrative sono cose che condividiamo e che affrontiamo insieme, anche se insieme non siamo in questa campagna elettorale e dunque nello spazio che la Casa del Popolo dedica ad essa.
Non credo allora che le tue preoccupazioni siano fondate, a meno che le nostre intelligenze smettano di colpo di produrre ciò per cui ti sei avvicinato al sito, per cedere ai pregiudizi e ai divisionismi.
Io mi sforzo di crederci e di seguire un metodo costantemente e – ti assicuro – per me è più difficile di quanto possa essere per te!
In questa costanza nella speranza, ti saluto rassicurandoti eppur ribadendoti, con ironia, che questo è un sito democratico, MA ANCHE democratico!
buonanotte,
Nazario Malandrino – cons. PD
http://www.macitynet.it/forum/showthread.php?t=794
Vorrei spezzare una lancia, anzi due, in favore delle liste elettorali.
In fondo nelle liste figurano 2 nostri concittadini ( Peppe Russo e Ciro Cacciola) e mi pare hanno anche buone possibilità di “farcela”, tutti speriamo che ciò avvenga, cosi potremo contare su due onorevoli Ponticellesi.
Caro Sabatino.
In nostro Blog Ospita regolarmente interevnti di Carotenuto e Gragnano, che ringrazio per la disponibilità e per la capacità di “aprirsi” al quartiere.
Di Patrizio Gragnano, abbiamo anche inserito il link al proprio sito ( “con tutte quelle Bandierine”).
Anche la discussione che riguarda le elezioni, come avrai visto, non ha scopo propagandistico, ma gli stessi Falcone, Zabberoni, ecc., criticano, pubblicamente la formazione delle liste e le modalità di costituzione del PD in campania.
Anche i problemi trattati sul blog, indicano che non abbiamo paura di criticare e/o incalzare gli amministratori appartenenti al nostro stesso partito ( vedi Laudadio a proposito del bipiano ).
Inoltre il “Blog” é di per se stesso uno strumento di democrazia, perchè fatto dagli stessi lettori. ( es.: Carotenuto scrive e io lo critic;, Malandrino dice qualcosa e tu hai la facoltà di condraddirlo)
Saba , scusa, credo che sei stato un’pò ingeneroso nei confronti del Blog.
Ma poi…. “qual’é il problema”.. il fatto che ci sono 2/3 simboli del PD?..Scusa ma te lo devo proprio dire :” Voi rifondaroli siete abituati a fare grandi battaglie su “simboli” dimenticando spesso la sostanza dei problemi.
ciao
Aggiornamenti date Campagna Elettorale
25 marzo – Incontro eletti e ex quadri DS-DL
28 marzo – D’Alema a Ponticelli – Teatro Pierrot
1 aprile – con Nicolais,Bossa,Russo-CasadelPopolo
Futuro da Architettare, focus del PD su Ponticelli
9 aprile (da confermare) Veltroni a Napoli!!!
7 aprile – con D’Antona,Bossa,associazioni&sindacati
giovani Donne crescono: +lavoro +merito +sud
Rione Incis
questo a grandi linee, per maggiori informazioni o collaborazioni: tutte le sere (o quasi) Casa del Popolo – C.so Ponticelli, 26 – Comitato elettorale di Ponticelli
Il programma di Veltroni definisce inanzitutto i dieci pilastri su cui si baserà il progetto del Partito Democratico: al primo posto la sicurezza, poi sviluppo “inclusivo”, concorrenza e merito, welfare universalistico, educazione come strumento di ascesa sociale, spendere meno e meglio, pagare meno ma tutti, diritto dell’economia che liberi le energie vitali, sostenibilità e qualità ambientale, stato forte e sussidiaretà.
A questi dieci punti cardine si aggiungono dodici “azioni di Governo”, il programma vero e proprio che il Segretario del PD definisce “ambizioso ma realistico”. Nel caso in cui il Partito Democratico vincesse le elezioni, Veltroni ha annunciato che ad ognuna di queste azioni corrisponderà un decreto, da presentare al primo Consiglio dei Ministri del nuovo Governo.
Le dodici azioni di Governo sono:
- stato, spendere meglio e meno: l’obiettivo è ridurre progressivamente la spesa corrente fino a 2 punti e mezzo di PIL in tre anni, tramite l’introduzione di sistemi premianti, l’unificazione degli uffici periferici dello stato centrale, l’eliminazione delle province nelle aree metropolitane e la fusione dei comuni piccolissimi.
- fisco a favore dello sviluppo: tra le misure previste in questo senso la detrazione irpef più alta per il lavoro dipendente, la riduzione delle aliquote irpef, 2500 euro per i nuovi nati, l’introduzione del credito d’imposta alle donne lavoratrici e la detrazione per chi paga un affitto. Inoltre, andrà promosso un vero federalismo fiscale e dovrà essere favorita la capitalizzazione delle imprese tramite sconti di d’imposta.
- sicurezza: tra le priorità l’approvazione del “pacchetto sicurezza” e l’attivazione del piano contro la violenza alle donne; andrà inoltre garantito che chi è stato condannato sconti effettivamente la pena (“certezza della pena”) e sarà necessario intensificare la presenza di agenti per le strade.
- diritto alla giustizia: l’obiettivo è di arrivare a tempi ragionevoli per i processi civili e penali tramite una ottimizzazione del sistema giudiziario (accorpamento dei tribunali, maggiore efficienza, ecc.). Sarà inoltre necessario regolamentare l’uso delle intercettazioni telefoniche, rendere possibile il testamento biologico e promuovere i diritti delle persone stabilmente conviventi.
- ambientalismo del fare: esso si traduce in promozione delle energie rinnovavili, incremento della raccolta differenziata, diffusione della banda larga e garanzia di un sistema ferroviario di livello per i pendolari. E’ inoltre necessario promuovere una serie di infrastrutture moderne e sostenibili quali gli impianti di risassificazione, i termovalorizzatori, la TAV, ecc.
- stato sociale: per quanto riguarda il lavoro, è necessario lottare contro la precarietà e garantire maggiore sicurezza sul lavoro, sostegno alle donne e alle mamme lavoratrici, un compenso minimo legale per i lavoratori, la formazione permanente e prestiti ai giovani per progetti imprenditoriali innovativi. In materia di sanità, è necessario valorizzare il servizio sanitario nazionale correggendo gli squilibri territoriali, fare in modo che gli ospedali siano sempre più sicuri e le liste di attesa sempre più brevi, smetterla con le nomine clientelari e partitiche, difendere la legge 194 e attuarla in tutte le sue parti. Tra le novità in questo ambito, la creazione di un fondo per le cure odontoiatriche e la diffusione della telemedicina. Infine, è necessario aumentare l’assegno di accompagnamento, favorire l’edilizia pubblica e cambiare la modalità di ingresso degli immigrati in Italia.
- cultura, scuola, università e ricerca: è necessario garantire più autonomia al fine di raggiungere una sempre maggiore equità ed eccellenza. In particolare, bisogna promuovere l’autonomia delle scuole, premiare gli insegnanti meritevoli e puntare su materie come l’inglese e la matematica; dare più autonomia alle università e fare in modo che esse siano sempre più internazionalizzate.
- imprese più forti per crescere meglio: sono necessari incentivi alle imprese, in particolare le PMI, ed è importante rendere strutturale il credito d’imposta su ricerca e sviluppo. Inoltre, vanno eliminati gli ostacoli burocratici.
- concorrenza: deve produrre crescita e a questo fine ogni anno sarà emanata una legge sulla concorrenza. La prima sarà per liberalizzare telefonia, trasporti e distribuzione dei carburanti, poi bisognerà occuparsi delle banche, che devono migliorare i loro servizi di finanziamento alle famiglie e imprese, diminuire i costi per i servizi offerti e garantire maggiore trasparenza.
- sud e mediterraneo: obiettivo entro il 2013 sarà migliorare le infrastrutture e i servizi nel Sud del Paese. Tra gli ambiti di prioritario interesse la mobilità (strade, ferrovie, porti, ecc.), l’ambiente, la scuola, la giustizia, le università.
- democrazia governante: per la riduzione dei costi della politica il PD propone una sola Camera di 470 membri e un Senato delle autonomie con 10 membri, la riduzione del governo a 12 ministeri; sarà inoltre importante stabilire il criterio dell’ineleggibilità dei condannati per reati gravi.
- la TV dell’era digitale: tra gli obiettivi l’assegnazione delle frequenze, l’introduzione di nuove regole per il governo della RAI e l’istituzione di un fondo per la qualità dei programmi.
DOMENICA il gazebo è stata una bellissima esperienza è servito a rafforzare il nostro impegno, i cittadini si fermavano a decine: alcuni spediti nel prendere il materiale per poi distribuirlo nei propri condomini, altri chiedevano spiegazioni del perchè il partito sta facendo determinate scelte “ho visto un riavvicinamento dei cittadini alla politica
”.
Il saluto di Olga D’Antona è stato significativo ed emozionante siamo felici di riaverti con noi il 7 aprile all’iniziativa “La competenza delle donne” al rione Incis.
tra poche ore ci sarà focus del PD su Ponticelli ho appena finito di attaccare gli ultimi manifesti sono distrutto ma al contempo felice perchè la mostra di Mario Ferrara è stupenda e ragazzi della giovanile si sono impegnati al massimo anzi ne approfitto per fargli i complimenti visto che sono stato un pò burbero ieri quando lavoravamo al sondaggio e al documento ops sto anticipando cose che scoprirete tra poche ore all’iniziattiva non posso
saluti attacchinati
Massimo De Luca
La testimonianza di Massimo a proposito “del Gazebo” , insieme alla constatazione del grande successo “di D’Alema”, credo dimostrino, quello che io ho sempre pensato, cioé che i “Ponticellesi” (quelli veri) sono diversi rispetto al resto dei napoletani, che a Ponticelli é sempre esistito un interesse per la politica e un “buon senso civico”.
Ho sempre pensato e detto che “la casa del Popolo” (non so come altro dire , ma credo che ci siamo capiti) dovrebbe diventare il punto di riferimento per tutti quei concittadini, che credono nella partecipazione nella democrazia; quelli che votano per convinzione politica e non per interesse personale.
Caratterizzarsi per serietà, onestà, trasparenza in modo da poter stabilire un rapporto di fiducia con le persone che non sia limitato solo ai momenti elettorali…..
ma questi forse non sono argomenti da campagna elettorale !?
Questo che quello che avrei più o meno detto se non fosse accaduto quello che è accaduto
Vedere queste foto oggi mi ha dato modo di riflettere non solo sull’aspetto estetico di ponticelli ma soprattutto sul logoramento delle persone che abitano questi cubi di cemento dove si prolificano le varie attività criminali. Ricordo quello che mi disse una mia compagna di scuola che abita nel lotto O “ la mia casa mi ha privato del infanzia e dell’adolescenza: dove abito io si diventa adulti quando gli altri della tua età giocano ancora a nascondino” si rispetta quindi così il diritto di avere un tetto? Condizionando la formazione dell’identità delle persone?
Il modo in cui fu fatta la ricostruzione nel post-terremoto è stata una delle cose più atroci che il nostro territorio ha subito e non parlo solo di ponticelli.
Si è reso molto più facile alla criminalità organizzata di diffondersi, di ammazzare le economie di quartieri e comuni interi questa è la vergogna della Campania non il problema dei rifiuti che è si rilevante ma risolvibile.
Forse se i palazzi venivano costruiti in maniera decente anche la cultura che si sviluppava era decente e magari avremmo quartieri e comuni più vivibili.
Ma la storia non si fa con i se anche perché aldilà della rabbia che posso avere nei confronti della generazione che mi ha architettato il presente debbo riconoscere che in quel periodo il disastro del terremoto ha indotto a trovare soluzioni repide che però poi furono costruite piano piano penso a persone che vivono tutt’oggi nei container.
Ponticelli ha l’opportunità con il bando dei PRU di rifarsi: ha l’opportunità di architettare un futuro migliore purtroppo personalmente non ho la capacità economica per concorrere al bando ma spero vivamente che il piano possa partire ed essere portato al termine nel migliore dei modi anche perché il tema dell’emergenza casa, della sostituzione edilizia, dell’housing sociale di cui parlano Veltroni ma anche i tecnici del comune di Napoli , sono importantissime soprattutto per noi giovani.
Parliamoci chiara: dopo la laurea, anche trovando lavoro, è impossibile per noi trovare casa a Ponticelli.
Il risultato: l’emigrazione. Le conseguenze: un quartiere senza ricambio generazionale e soprattutto senza ricambio culturale!!!!
saluti
massimo de luca
RELAZIONE INTRODUTTIVA FOCUS 1 APRILE: FUTURI DA ARCHITETTARE
Questa iniziativa è nata in un contesto giovanile e scolastico: scolastico perché nelle scuole di periferia, continuamente vandalizzate, assalite, assediate, che trovi professionalità attente, che non rinunciano, che non vanno via, che puntellano lo spazio conquistato e sottratto all’illegalità. all’altro mondo, apparentemente anomico e invece così gerarchizzato… un microcosmo chiuso di riconoscimento reciproco, in cui il neomelodico figlio dell’albergatore è una Star e gli occhiali a goccia, il compagno di classe spaccia, la compagna di classe dovrà sposarsi al più presto… oltre a questi ci sono ci sono poi gli altri giovani: quelle nuove generazioni che incontrano troppe difficoltà a lasciare la propria famiglia di origine e ad affrontare spese elevatissime, sia per una casa in proprietà individuale, che per l’affitto, oggi sempre più precluso a milioni di persone. La presenza di tanti ragazzi, laureandi con prospettiva di lavoro stabile o precario ci ricorda che anche da noi esiste una fascia di popolazione che è troppo ricca per entrare in graduatoria delle case popolari, ma è troppo povera per potersi comprare una casa.
Partiremo da un elaborato di nuova generazione, l’intervento di Manna che insieme alle case popolari fotografate da Ferrara segnalano un tema oramai esplosivo: il tema della vocazione produttiva di un quartiere la cui identità si è frammentata dopo gli anni della cementificazione e della deindustrializzazione e a seguito dell’arrivo di decine di migliaia di nuovi residenti provenienti dai più diversi quartieri, i cui vissuti difficilmente si sono integrati, e piuttosto convivono con nuovi disagi e nuove difficoltà, per le famiglie, ad orientare l’educazione dei figli verso dei riferimenti civili e culturali che siano chiaramente riconducibili alla civiltà del lavoro, alla legalità, al senso dello Stato.Quanto ha a che fare l’educazione degli individui con la loro abitazione? E perché nelle foto di Mario Ferrara non ci sono individui in azione, dinamiche sociali ma solo la fredda architettura, i cieli, le facciate, il verde spontaneo e quello attrezzato, i terreni incolti, le strade, tutti presi come elementi paritari del nuovo paesaggio urbano. Credo, ma dopo Manna lo stesso Ferrara ci dirà la sua, credo che concentrare lo sguardo sui paesaggi periferici significa, dal punto di vista del fotografo/architetto, mettere a fuoco anzitutto i segni delle profonde mutazioni del territorio, prodotte da una dispersione insediativa, forse madre della dispersione scolastica, sicuramente figlia delle scelte del post terremoto di cui parlerà più diffusamente il prof. Siola.
Da qui tenteremo poi di fare il punto sulla situazione urbanistica del quartiere alla luce delle novità inerenti la recente e attesissima pubblicazione del bando dei PRU (segue documento presentato dal gruppo PD del Consiglio della VI Municipalità) e le questioni legate ai tempi di cantierizzazione delle aree sulle quali, all’oggi, insistono campi nomadi abusivi dalle condizioni igienico sanitarie insostenibili. Molti aspettano l’apertura dei cantieri PRU, anche perché questo costringerà le istituzioni a pianificare rapidamente la delocalizzazione e l’abbattimento dei campi nomadi abusivi. Altri sono preoccupati per la partecipazione del privato ai bandi riconfigurati dopo le precedenti diserzioni. Preoccupazione che verrà fugata spero dall’intervento di tecnico e politico dell’Assessore Laudadio. Accade troppo spesso che la politica rinunci al governo dell’urbanistica, delegandolo agli immobiliaristi, cioè al Mercato e i Comuni, impoveriti, cedano terreni in cambio di un po’ di servizi. È così che anche altre città, senza un governo pubblico sono diventate agglomerati di costruzioni, ipermercati, dei luoghi di transito o dormitorio, definiti da un antropologo francese “non luoghi” proprio perchè mancanti di senso, di identità: li riconosci all’estero e credi di essere a casa… Ma, qui, il non luogo, l’a-topia, ha prodotto anche altri danni, peggiori: l’allontanamento dallo (dello) Stato.
Non credo che negli anni ’60-’70, le periferie nascessero per essere solo serbatoi di voti, ma la speranza di dare cittadinanza ai diseredati. Speranza oggi in crisi perché l’u-topia anni ‘70, monumentalizzando la casa popolare, ha prodotto non solo quelli che oggi definiamo ecomostri, ma anche i demo-mostri: le aberrazioni della democrazia.
In queste aberrazioni, accade che la sostituzione di una batteria Wc, o la riparazione di un solaio che perde, valga merito e fiducia al capopopolo di turno, che è capace di intercettare i bisogni più efficacemente dell’Istituzione, che è capace di essere istituzione, di farsi eleggere, competendo con strumenti spesso inutilizzabili da chi vive la politica come impegno per l’emancipazione dal bisogno e dalla sudditanza clientelare, i quali finiscono col venire espulsi dalla politica nel quartiere, dalla politica di mestiere.
Non col progetto, infatti, i faccendieri per mestiere si costruiscono “consenso” elettorale da queste parti.
E invece di progetto e di programmi parleremo con i nostri candidati:
La discussione, pur partendo da questioni locali, tenterà di intercettare questioni nazionali: nel programma del PD vivono proposte chiare per affrontare i temi dell’ Emergenza casa come diritto negato, Housing sociale, sostituzione edilizia, recupero delle periferie per un nuovo rinascimento urbano… proposte che avranno più forza se i candidati alle politiche del 13 e 14 aprile sapranno legarle a questo pezzo di proposta/fotografia dal territorio. Se questa legge elettorale rompe ogni vincolo e legame che ciascun rappresentante dovrebbe avere col territorio, ciò non significa che non si possano produrre dal basso iniziative per limitarne i danni e attivare circuiti di ascolto e discussione che restituiscano alla politica la sua missione: di riavvicinare i territori, le periferie, al centro, al luogo della rappresentanza. È qui, lontano da Roma, lontano dallo Stato, che può nascere il bisogno dello Stato: per restituire dignità, o peggio ancora per restituire una casa a chi – accade ormai spesso a Ponticelli – tornando dopo un ricovero o una degenza ha trovato i propri mobili fuori casa, la propria casa “data da qualcuno” ad altri, e nessuno a cui rivolgersi, un potere legale a cui ricorrere. In questi non-luoghi lo Stato è assente, si fanno strada nuove sopraffazioni e nuove ingiustizie. In questi non-luoghi vorremmo tornasse la politica, il progresso, la democrazia: nel Lotto 0, nel Parco Conacal, nel Rione De Gasperi o più in generale nella 219… è qui che inviterei a trovare le categorie per rifondare partiti e ritrovare una funzione storica, utile agli altri e non a sé stessi.
La politica, con le scelte di Veltroni, ha dimostrato capacità di autoriformarsi, proprio quando un po’ tutti ormai avevamo perso le speranze che potesse accadere… e allora rimbocchiamoci le maniche, prepariamo il ricambio generazionale e delle idee, ricominciamo a crederci anche noi, perché si può fare!
giriamo post di Alberto A. pubblicato in altra sezione del blog ma particolarmente appropriata al tema elezioni (diremmo, per la serie “recuperiamo le qualità del governo Prodi…”)
Alberto Acquaro
14 Marzo, 2008 alle 7:58 pm
Basta un po’ di buonsenso e un po’ di furbizia
Firenze, marzo 2008
Nella politica esiste una regola che tutti dovrebbero aver imparato, anche i più sprovveduti: a fronte della durata prevista di una legislatura (5 anni), nei primi due anni ogni governo mostra le sue vere finalità e le persegue noncurante del consenso degli elettori; negli ultimi tre anni (se non è fatto cadere prima) pensa anche a recuperare il consenso perduto, spesso a scapito dell’interesse generale. Cronaca politica degli ultimi anni :
11.6.2001 – 17.5.2006 II e III Governo Berlusconi
settembre 2001 – legge sul rientro dei capitali dall’estero, che prevede una imposta esigua del 2.5%, garantisce la forma anonima dell’operazione e non impone controlli sull’origine dei capitali. Si tratta di un grande e insperato regalo ai grandi evasori fiscali e alle criminalità organizzate, di una legge ideale per favorire il riciclaggio del denaro sporco.
aprile 2002 – modifiche alla legislazione sul falso in bilancio, che ne depenalizza alcune forme (quelle che, per puro caso, riguardano Berlusconi) e che abbreviano, in ogni caso, i tempi di prescrizione del reato.
novembre 2002 – legge Cirami, che, nella sostanza, allunga in modo indefinito la durata dei processi, garantendo di fatto, a coloro che dispongono di adeguati avvocati, la prescrizione del reato.
17.5.2006 – oggi dimissionario II Governo Prodi
Riduzione del deficit sotto il 3% nel 2007, che, dopo la procedura per deficit eccessivo aperta nel 2005, ha indotto il commissario europeo Almunia a dichiarare: “Ritengo la linea di Padoa-Schioppa di estremo successo”. Tale azione, dura, ma vitale per l’Italia, non è stata apprezzata da quanti (purtroppo molti) non mostrano un pur minimo attaccamento al proprio Paese.
Avvio delle prime liberalizzazioni, aspirazione solitamente naturale per le Destre sane, indispensabili per sbloccare la crescita del Paese. Anche per questa azione erano prevedibili forti resistenze e dissensi.
Forte impegno e primi risultati concreti contro l’evasione fiscale e la criminalità organizzata.
I fatti riportati non hanno bisogno di commento e sono stati compresi da tutti, anche dall’ Italiano meno intelligente; questi stessi fatti non sono riconosciuti dalle persone ossessionate dal loro presunto tornaconto personale, dai furbi per vocazione. Vale la pena, però, spendere qualche parola, dedicata alle inconsapevoli vittime di questa situazione.
Prescindendo da ogni considerazione di ordine morale, occorre far presente che all’accumulazione di enormi ricchezze si può giungere solamente togliendo a moltissime persone, senza che esse se ne rendano conto.
È evidente che un uomo come Berlusconi, che con il suo ultimo governo era divenuto il più ricco d’Italia (non governando per 20 mesi è retrocesso al terzo posto), adesso vuole rifarsi. Sono moltissimi coloro che devono tremare e, fra questi, la grande maggioranza è proprio fra i suoi sostenitori e, in particolare, fra i giovani elettori.
Per ottenere il suo scopo, il Cavaliere deve assicurarsi la collaborazione di molte persone, alle quali offre forti vantaggi (sempre trascurabili rispetto ai suoi), ma queste non sono moltissime, forse qualche migliaio; esse saranno le uniche a trarre profitto dal Governo Berlusconi; tutte le altre, alla lunga, saranno più o meno perdenti. Facciamo un semplice esempio. Uno dei molti che applaudono ai comizi di Berlusconi, forse un commerciante, un artigiano o un imprenditore, che spera di poter evadere il fisco, non vede abbastanza lontano, non considera che, in questo modo, impoverendo sempre più il parco della propria clientela, avrà sempre minori entrate; oltre a questo, egli non considera che la qualità della sua vita si degraderà sempre di più, in termini di servizi disponibili e di ambiente.
A conti fatti, il nostro sostenitore di Berlusconi e i suoi incolpevoli figli avranno fatto veramente un pessimo affare.
Questo messaggio è stato registrato, a seguito degli altri, nel sito
http://www.dante2000.it/ (Versione italiana, voce “Agli Italiani”).
Si prega di diffonderlo, anche su stampa.
Alberto Acquaro
Oggi 6 aprile 2008 sono entrato insieme ad altri tre amici in una delle foto di Mario Ferrara ci siamo immersi in un non luogo abbiamo visto sentito toccato con mano i problemi che logorano le persone che abitano il parco conocal “non so se si scrive così, ma poco importa come si scriva”.
Abbiamo allestito il gazebo democratico e devo riconoscere che l’affluenza non è stata ottima tuttavia le persone che si fermavano che chiedevano sembravano trasmettere un solo messaggio AIUTATECI.
E’stato per me ma credo anche per i miei compagni di avventura un’esperienza formativa che indirizzerà sicuramente il nostro percorso futuro.
Noi giovani dobbiamo rimboccarci le maniche, dobbiamo lavorare.
saluti
Massimo De Luca
questa notte è stata l’ultima notte ad attaccare i manifesti “per questa campagna elettorale” HO AVUTO IL PRIVILEGGIO DI USCIRE CON IL LEGGENDARIO MIMI’ “chiunque leggendo si domanderà :ma Mimì chi? non è degno della casa del popolo”
Erano presenti anche Nazario e Roberto L. ci siamo bagnati in una maniera esagerata però come si dice.
NOTTE BAGNATA ELEZIONE FORTUNATA
almeno si spera
cmq 100 manifesti in 30 minuti???
con Mimì SI PUO’ FARE!!!!!!!!!!!!
NOTTE
Massimo De Luca
ha vinto la mafia, ha vinto il razzismo, ha vinto la guerra, ha vinto il precariato, ha vinto il condono, ha vinto il nordismo, ha vinto berlusconi…
ha perso la legalità, ha perso la tolleranza, ha perso il pacifismo, ha perso la stabilità, ha perso l’edilizia regolare, ha perso l’unità del paese: ha perso il PD…
tristezza, paura, delusione.
però non ci dobbiamo abbattere perché noi siamo un partito.
possiamo discutere, valutare e decidere, loro posso solo eseguire ordini di un capo.
wagliù adesso dobbiamo lavorare ancora di più!!!
saluti democratici
Massimo De luca
sono molto deluso dell’esito di questa campagna elettorale,grave è che non si è sentito per la prima volta il calore dei cittadini che andava a votare e passato tutto in silenzio come se ci si aspettava una condanna già inflitta dai giudici popolari.Sono rammaricato non per il mio partito che si è attestato al secondo posto con un margine al di sopra delle nostre aspettative ma di una sinistra arcobaleno e socialista che per la prima volta nella storia della nostra Repubblica non è rappresentata nel Senato e nella Camera.
Questo ci deve far riflettere e ci deve rafforzare cercando in questi anni tristi e bui di fare politiche di legalità e trasparenza per riconquistare un elettorato che si è sfumato nel nulla,
Ai giovani come Massimo e tanti altri dico: forza e non abbattetevi ne abbiamo passato di più tristi e ci siamo ripresi quello che ci apparteneva.Ora tocca a voi fatevi strada!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
saluti democratici
PER MASSIMO
ABITUAMOCI A VEDERE I NOSTRI ERRORI, LA GENTE SA’ VOTARE.
HA VINTO CHI VENDE ILLUSIONI
HA VINTO CHI CHI ASCOLTA LA SUA GENTE(LEGA NORD), E FORMULA PROPOSTE PER LE ESIGENZE DEL SUO TERRITORIO.
HA PERSO CHI NON VEDE O NEGA I PROBLEMI.
HA PERSO CHI E’ STATO RISSOSO.
CARO MASSIMO NON TI PUOI ACCORGERE DEL PARCO CONOCAL, RIONE DE GASPERI O LOTTO “0″ NEI GIORNI DELLA PROPAGANDA ELETTORALE
TI SALUTO DA COMPAGNO
CARLO
la partita era ardua,tuttavia valeva la pena giocarcela pur sapendo che partivamo da una situazione di netto svantaggio sul piano elettorale.Adesso è andata,guardiamo avanti.Non occorre abbattersi,piuttoosto ho visto crescere intorno al Partito Democratico un entusiasmo che non riscontravo da molti anni.Molti giovani si sono avvicinati a noi,frequentano con entusiasmo le nostre sedi,sono animati da un animo del fare.Bisogna incoraggiarli.Al nostro Partito si pongono alcune questioni ineludibili.Ora che simo forza di opposizione come interpreteremo questo ruolo?.La mancata presenza , purtroppo, della sinistra arcobaleno in Parlamento, ci assegna un compito molto delicato.Certamente non avere la pretesa di rappresentarla,ma di costruire un nuovo rapporto con loro sul piano politico che deve trovare sbocchi nelle sedi parlamentari.Credo che il tema delle future alleanze sia per noi di fondamentale importanza perchè ,in un sistema bipolare da soli non si vince.Mi fermo quì per il momento senza affrontare altri temi di carattere più locale che credo svilupperemo tutti insieme.
Anch’io, come Adolfo, spero che si possa trovare l’occasione per sviluppare tutti insieme i temi di carattere locale.
Vorrei però, cominciare ad introdurre qualche argomento di discussione ( perchè poi lo sappiamo come vanno queste cose, quando ci si riunisce in 30 o 40, si dibatte di tutto e di tutti e alla fine, “gattopardianamente”, non si conclude niente.
Tutto a discapito della “Trasparenza” e della “Democrazie interna” )
Temi secondo me importati:
1) La nascità dei circoli, se mai ci sarà, é fatta in modo da cancellare i già pochi spazi di discussione e di democrazia esistenti nel nostro Partito.
I “cooptati” saranno persone funzionali a chi li ha scelti e a lui dovranno fare riferimento!
2) La responsabilità della cattiva amministrazione riguarda solo Bassolino & C. ? Oppure è proprio “il nostro modello amministrativo” ad essere ormai logoro ?
E per quanto riguarda la nostra Municipalità: stiamo operando Bene o stiamo commettendo degli errori o stiamo dando una immagine di inefficienza e “buonannullismo”?
3) la forte volontà di migliorare il nostro quartiere, si esprime attraverso la nascita di comitati ed associazioni, attraverso anche un proliferare di iniziative.
Non vi sembra che la nostra comunità sia rimasta fuori da questo “movimento” e sopratutto non venga nemmeno considerata come interlocutore?
L’intervento del dott. Saldalamacchia (durante il Focus sul quatriere) fu certamente un gesto scorretto e un pò sgradevole, ma le cose che diceva non mi sembravano sbagliate.
La chiesa e alcune associazioni (di peso) si stanno muovendo sul “sociale”; Ho l’impressione che “noi?” stiamo perdendo una grossa occasione per essere a passo con le esigenze dei nostri contittadini!
Mi fermo, per il momento, qua
caro carlo io ho 20 anni e sono 2 anni che sono entrato nel partito.
riconosco che è stata la campagna elettorale che mi ha fatto prendere coscenza di queste realtà, tuttavia l’ho sempre detto che bisogna lavorare sul territorio.
mi repeto adesso bisogna lavorare mi rivolgo a tutti ma in particolare a quelli della mia generazione.
lavorare bene tanto e senza dimenticare nessuna zona del territorio.
saluti democratici
massimo de luca
E ADESSO CI MANCA SOLO LA NEBBIA
nn penso che il caffè avrà lo stesso sapore di sempre…ma penso ke qua o’ caffè cn la lega nord nun ce o’ putimm kiù pijà…eh si pare proprio ke la prima riforma ke vogliono approvare sia quella di bandire dalla tavola i cibi tipici partenopei xkè ritenuti nocivi alla salute….da oggi in poi sarà illegale consumare cibi come: casatiell, spaghetti cu ‘a pummarol ro pienniel, pastiera, babbà, sfogliatelle e bere caffè…..verranno sostituti da cibi + sani come: cotoletta, polenta, risotto alla milanese, panettone e bere grappa…sembra ke le famiglie napoletane si siano già organizzate x la domenika a cucinare ragù di contrabbando nelle proprie cantine…previste x qst le unità cinofile in tempi brevi a punire i trasgressori…sembra ke la camorra però abbia trovato una nuovo forma di guadagno accantonando i vekki traffici internazionali di armi, droga e abusivismo…sostituendoli ai nuovi traffici internazionali di gastronomia napoletana….addirittura nella maddalena è possibile trovare i primi casatielli, pastiere e babbà paralleli importati però dai vasci e fatti produrre in quantità industriali da cinesi…..E ADESSO CI MANCA SOLO LA NEBBIA….
Rinnovarsi per Radicarsi
Prodi”largo ai giovani”: e a Ponticelli?
La netta e storica vittoria del centro destra nel nostro quartiere e la scomparsa della sinistra antagonista pongono un problema non più rinviabile:il radicale rinnovamento della classe dirigente che dovrà guidare il PD.
Qualsiasi analisi vecchia maniera,che qualcuno sta già cercando di fare,tipo:”però se guardiamo bene i dati,se li giriamo cosi,se li mettiamo colì….”significa non voler capire!!!
GIOVANNI RUSSO
CASA DE POPOLO
Tutto sommato non è andata proprio male. Anche se gli ultimi giorni di campagna elettorle ci hanno portato a credere che davvero si poteva fare.
La riforma elettorale che Veltroni ha fatto: scegliendo di correrre da solo, è stata una scelta salutare. Ci ha liberato dai signor no. adesso la strada per un partito riformista in Italia è spianata. E non mi dispiace affatto che la sinistra arcobaleno non ci sia in nessun ramo del Parlamento. E lo dico a beneficio di Mario: la lista della camera della S.A. sembrava proprio “solo chiacchere e distintivo”.
Il Partito democratico locale, il suo gruppo dirigente, deve avere la capacità, adesso, di non disperdere il patrimonio che questa prima campagna elettorale gli ha messo a disposizione. Mettendo da parte le divisioni esistenti,avviando un processo che dia la possibilità ai cittadini che hanno votato per il PD, di partecipare alla costruzione di un programma locale, che individui le criticità, indichi le priorità, ne discuta le azioni. Una spece di conferenza programmatica, per poi arrivare alla creazione di una organizzazione del partito che poggi su di un’ ampia partecipazione. Un percorso che abbia un lasso di tempo abbastanza lungo, che costruisce il Partito per le prossime sfide elettorali.
In questa fase metterei da parte le discussioni sulle alleanze, lavorerei per il radicamento sul territorio, facendo crescere un gruppo dirigente nuovo che sia ricousciuto come tale dall’ insieme dell’ elettorato di DS e Margherita.
Caro massimo, ti chiedo scusa, ma forse hai capito che io, mi sono inserito nelle tue analisi, per evidenziare un problema, che i “comitati elettorali” non servono, servono i giovani come tè che nel territorio fanno emergere i problemi e tentano con le rivendicazioni a risolverli coinvolgendo i cittadini. Pretendendo dagli eletti che facciano il loro mestiere, interessarsi del bene comune.
Ti saluto fraternamente
Carlo
La politica delle alleanze è necessaria per tornare a vincere. Ai piccoli partiti si è imputata una troppo generalizzante “mancanza di responsabilità” e proprio quando la sinistra si univa, invertendo una storia fatta di scissioni da Livorno alla Bolognina, rinunciando ai propri simboli, il big ben, ovvero la gente, ha detto stop!
Se il futuro non parlerà la lingua dei nani dalla voce grossa, dovrà però prendere del passato partitico l’unico valore utile alla democrazia: il radicamento.
Non lo costruisce un’esperienza amministrativa, ma la capacità di un partito e dei suoi militanti di essere terminale e cinghia di trasmissione per problemi, istanze, bisogni e sogni…
Se è vero che i voti del PD al Senato sono uguali alla somma di DSeDL nel 2006, nonostante un’astensionismo del 6-7% e i tanti voti non validi (entrambe chiare espressioni di protesta) è anche vero che alla Camera la coalizione veltroniana perde quasi 700 voti (il pd ne perde 1241 e Di pietro ne conquista ca. 500).
Quasi 2500 ponticellesi scelgono di non votare rispetto ad appena 2 anni fa (effetto Saldalamacchia?) e non sapremo mai se avrebbero bilanciato i 2500 nuovi elettori della PDL rispetto al 2006.
L’arcobaleno perde ca.3800 voti, un po’ di meno al senato ma è così + o – dappertutto e non riesco a credere alla teoria dei vasi comunicanti o dei flussi di ciascun elettorato verso il partito più a destra…
Come al solito poi nella 219 va male. Dico come al solito, perchè succede da anni ormai. La politica dell’aggiustare il WC o il tetto che scorre supplisce alle carenze di una gestione normale e alla fine fidelizza il voto di chi ha bisogno. Poichè però chiedere di votare equivale a chiedere un piacere, ci si guarda bene dal farlo se non quando si è candidati in prima persona o c’è il proprio riferimento locale in prima linea.
Tutto sommato quindi non mi dispiacerebbe anche la prossima volta un sistema senza preferenza, se l’ordine di lista venisse deciso attraverso primarie locali.
Il Sud suddito cui alludono i manifesti di D’Alema si emanciperebbe e alla lunga, con le primarie anche per i presidenti di municipalità, potremmo vivere le elezioni locali come un modo per misurare il gradimento dei cambiamenti introdotti in termini di vivibilità urbana collettiva.
In fondo, se siamo andati meglio nei seggi relativi alle aree su cui abbiamo interventi di riqualificazione in corso (v. b.longo, v. lago di scanno, v. pomilio, tra poco v. de meis) è anche un pochino perchè lì si è percepita un’attenzione dell’Istituzione che altrove manca, se non, appunto, per problemi legati alla singola abitazione fatiscente.
Occorre portare anche oltre via mArgine questa attenzione: l’ansia di riscatto verrà da sè e magari qualche simpatizzante del PD deciderà di farsi avanti per rappresentarla in prima persona in un percorso di dignità e di emancipazione collettiva.
Soprattutto, in qs ha ragione Carlo, di queste zone non ci ricorderemmo solo nella tristezza del dopo voto.
GIOVANI E VECCHI…
L’Italia è l’unico paese in Europa, e non soltanto in Europa, dove la politica è un mestiere per la vita. Nessuno si è mai ritirato, in questi anni. Tutti i leader hanno fatto politica per una vita intera e non si sono mai sognati di andare in pensione. In generale l’Italia è un paese dove il cambio di classe dirigente, che sia politica, che sia culturale, che sia imprenditoriale, è rarissimo.
Altrove non è così. Altrove esistono potenti che a un certo punto si mettono da parte e si ritirano a vita privata. In Francia come in Spagna, a Londra come a Washington. Tony Blair è stato capo del governo molto a lungo. Ma certo assai meno di molti altri nostri politici. E oggi è un comune cittadino.
Da noi non è così. Sono tutti lì.
E persino un intelligente politico come Ciriaco De Mita ha ben poca voglia di farsi da parte, nonostante gli 80 anni compiuti da poco.
Eppure il rinnovamento della politica è un concetto sdrucciolevole e pericoloso. Siamo proprio sicuri che andare verso il nuovo, lo scalare delle generazioni, sia sempre e comunque qualcosa di positivo? Da un certo punto di vista sì.
Ovvio che non si fa rinnovamento in un modo così semplice, mettendo la matita rossa sotto i nomi che hanno fatto i deputati e senatori per più di tre legislature.
Dipende. Dipende da come si fanno certe cose. Dipende da come si lavora. Dipende dal modo in cui è concepito il mestiere di politico e di parlamentare. Bisogna mandare avanti i giovani è uno slogan fantastico, in un paese dove i giovani, francamente non contano nulla da nessuna parte. Non contano nulla nelle aziende, non contano nulla nell’informazione, non contano nulla ovunque. Forse neppure in parlamento, ma francamente sarebbe anche l’ultimo dei problemi, questo.
Il primo dei problemi è avere una classe dirigente seria e autorevole, al di fuori dell’età e dei mandati.
Eppure una cosa giusta nel ricambio generazionale c’è. Attuare il ricambio non è una regola infallibile, anzi può essere persino una regola fallace. Ma attuare il ricambio dimostra quanta volontà di progetto ha un paese. Siamo diventati negli anni una gerontocrazia abbastanza insopportabile: tutta lustrini, mostrine, medaglie, alamari. Con il tempo abbiamo tolto ogni possibilità ai più giovani di contribuire al loro futuro e al futuro dei loro figli.
Abbiamo lasciato che al posto dei più giovani, investissero per il futuro dell’Italia anche degnissime persone che però avevano troppi anni addosso per conservare l’entusiasmo e la forza di andare fino in fondo nel rinnovamento della politica e del paese. Il risultato è quello che si vede: non tanto un paese vecchio, che non è un demerito, ma un paese con sarsità di idee. E questo sì che è un difetto, e alla lunga un dramma.
Forza Italia e il centro destra, con quadri dirigenti più fragili e incerti non riusciranno a innovare più di tanto. Il centro sinistra, e soprattutto il Partito democratico, ci stanno provando.
Altre strade non ce ne sono. E quel passo indietro fatto da Prodi, Amato e Violante, oltre ai giovani nel Partito Democratico non può che essere un punto di partenza. Senza populismi, senza demagogia, e con molto buonsenso.
Insomma questo turno elettorale, diciamolo pure per chi aspira ad una politica di rinnovamento nel nostro paese , non lo possiamo considerare negativo. Mi sembra che ci sia stata una buona risposta da parte degli Italiani che si sono orientati verso un polo di centro sinistra riformista.Quelli che ci credono sono chiamati a dare un contributo perchè questa nuova formazione si radichi nel paese. Ma lo sforzo che deve fare questo partito, come lo ha già fatto Veltroni nella campagna elettorale e che si cambi personale politico da i dirigenti locali a quelli che ci bazzicano intorno a quelli che occupano il partito in ogni tempo , in ogni modo e qualsiasi esso sia il cambiamento….per esempio vedi Napoli sempre gli stessi che oKKupano il partito…sono pronti per ogni stagione….a questo diciamo basta e cambiamo rotta..Non si può accettare che il segretario regionale eletto dopo tante chiacchiere..la prima cosa che fa si garantisce un posto all camera invece di costruire il nuovo partito in città. Ma vi pare possibile e serio???. Speriamo che Veltroni metta mano all’organizzazione del PD nella nostra regione. Lo spero tanto…alla prossima
Ormai il dado è tratto,le elezioni sono state perse,il “vecchio” ha vinto sul “nuovo”,le nuove idee,i nuovi volti sono stati bocciati dal paese,quel paese che ha voluto in parlamento persone come Bossi,
che se potesse minerebbe tutto il sud Italia,che calpesta sempre di più la nostra dignità di cittadini…
Quella dignità che ci ha sempre contraddistinti,quella dignità che ci ha sempre fatto camminare ha testa alta in qualsiasi occasione…
Ora però non bisogna piangere sul latte versato,ora bisogna rendere onore a questo paese che ci chiede aiuto,a questo paese che ci ha sempre dato tanto,a questo paese che,per rispondere sempre all’ “on.”Bossi,si chiama ITALIA
E noi giovani siamo pronti a farlo,siamo pronti a cambiare davvero il paese,siamo pronti a rimboccarci le maniche,siamo pronti a far valere le nostre idee,
siamo pronti…
Ora sta a noi farci valere,sta a noi far capire alla vecchia classe politica che ormai i giovani sono pronti a lavorare,sta a noi capire quello che va e quello che non va del nostro “bell” paese,
sta a noi…
Roberto Limatola
Non sono d’accordo con quanti sostengono che vi sia una questione settentrionale in ragione della quale si avanzano proposte del tipo “facciamo un partito federato del nord”guardando a possibili accordi sul piano locale con la Lega Nord.Piuttosto,penso che esiste, invece, una questione meridionale dove le ultime elezioni ci hanno consegnato un partito in difficoltà nelle grandi aree urbane e extraurbane del Mezzogiorno, con un una classe dirigente inesistente e punita dall’esito elettorale.Da qui bisogna partire per costruire il Partito Democratico a Napoli e in Campania, non proponendo ,come qualcuno osa fare,la costruzione di futuri laboratori politici,non si sa poi con chi,ma affrontando il tema della discontinuità e del rinnovamento delle classi dirigenti a partire dai nostri territori.Occorre costruire il nuovo partito sul territorio,radicarlo tra la gente, valorizzando il lavoro di quanti già vivono a stretto contatto le popolazioni locali sapendone interpretare le esigenze. Al tempo stesso deterrminare le condizioni di una forte discontinuità e di una svolta con le politiche fin qui seguite dalle istituzioni locali ,comunali e regionali ,recuperare l’efficienza e l’efficacia nell’azione amministrativa ed invertire una tendenza di forte distacco e sfiducia dei cittadini.A Ponticelli bisogna subito andare alla costituzione del circolo del P.D.,trovare una sede che rappresenti luogo di incontro e di discussione politica per avviare una forte azione politica sul nostro territorio.Questo è il primo punto da affrontare,poi intervenire sui temi più avvertiti dalla popolazione locale,in primis quello della sicurezza , della legalità e della vivibilità.Il mio auspicio è quello che si possa costruire un gruppo dirigente unitario in cui compaiano figure nuove, donne e giovani che hanno voglia di fare una buona politica.Per fare questo occorre mettersi alle spalle vecchie polemiche e partire con il piede giusto.La realtà delle cose dei fatti ,se vogliamo davvero costruire un nuovo partito,ci impone di partire con il piede giusto nell’interesse di quei cittadini che guardano a noi con fiducia e speranza.
P.S. le Circoscrizioni anche se carenti sull’azione Amm.va erano piu presenti sul territorio e a contatto con la gente. Le Municipalità si sono rilvelate un fallimento.
carlo scusami per aver frainteso ma è satato un periodo questo molto stressante per tutti noi.
ti rigrazio dunque per ciò che mi hai detto.
salutandoti da compagno
massimo de luca