Campi ROM a Ponticelli

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Il comitatolettieri informa :

“……Abbiamo presentato un esposto-denunciin data  2/4/2008 alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli dal nostro comitato……… Abbiamo quindi pensato di informare la procura della repubblica per individuare eventuali reati commessi a vari livelli, istituzionali e di controllo, rispetto a una condizione di illegalità di cui erano informati gli organi competenti”

37 Risposte a “Campi ROM a Ponticelli”


  1. 1 Raffaele carotenuto 22 Febbraio, 2008 alle 9:33

    Stamane (21 febbraio 2008) ho avuto modo di recapitare al Sindaco di Napoli una Petizione Popolare con 535 firme di Ponticellesi in merito alla problematica dei campi nomadi abusivi tra la ex via Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Viale Luigi Califano.
    Ecco il testo integrale.

    Premesso
    che nel quartiere di Ponticelli esistono diversi campi nomadi abusivi;
    che il più grande si divide a ridosso tra la ex Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Viale Luigi Califano;
    che il mensionato accampamento è cresciuto a dismisura ed ormai esiste un problema di ordine pubblico;
    che i cittadini residenti sono “costretti” a vedere scene raccapriccianti e condizioni igienico-sanitarie che fanno rabbrividire (cloache a cielo aperto, bisogni fisiologici all’area aperta, depositi di scarti di ogni genere, etc.);
    Constatato
    che le condizioni di disturbo della quiete pubblica (continue feste fino a tarda notte) e le pressanti richieste di soldi e cibo hanno raggiunto un punto critico tanto da far pensare che il decennale legame di solidarietà tra italiani e minoranze di stranieri possa definitivamente saltare;
    che una sistemazione alternativa immediata per centinaia di rom può giovare innanzitutto a loro stessi sia per igiene che per rapporti di libera e civile convivenza tra esseri umani;
    I SOTTOSCRITTI CITTADINI DI PONTICELLI
    CHIEDONO
    AL SIG. SINDACO DI NAPOLI
    di permettere l’immediato superamento dei campi abusivi rom compresi tra la ex Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Viale Luigi Califano di Ponticelli affinché vengano ripristinate “normali” condizioni igienico-sanitarie oltre che di vivibilità ed una vita più degna a gente meno fortunata di noi.

    Come facilmente si può intuire non è un testo razzista ma molto realista che chiede un intervento e soluzioni alternative ad una criticità ormai strutturale.

    Rifondazione Comunista, con l’Assessore Municipale alle Politiche Sociali Patrizio Gragnano, ha fatto una seria e concertata proposta di allocazione diversa da quella attuale per superare i campi indicati nella petizione.
    Di ciò ne è a conoscenza, oltre al sottoscritto che l’ha fatta propria, l’intera Municipalità 6 (Barra, San Giovanni e Ponticelli), l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio espressione in Giunta di Rifondazione Comunista che l’ha sottoscritta ed infine l’Assessore al Patrimonio del Comune di Napoli Ferdinando Di Mezza, espressione del Partito Democratico, che sembrerebbe non aver ancora firmato il Decreto di Assegnazione della struttura che potrà ospitare i rom dei campi di cui si argomenta.

    Mi duole, infine, notare che esponenti dello stesso Comitato Lettieri erano non solo a conoscenza della petizione ma avevano tra le mani anche la modulistica per apporre e far apporre le firme, ma non vi è stato più ritorno delle stesse.

    Per concludere lasciatemi dire che esiste un giusto risentimento dei cittadini che alimenta l’antipolitica, una società civile attiva, protagonista e decidente, la politica che propone e quella che non è in grado di decidere.

    Il Presidente del Gruppo P.R.C. al Comune di Napoli
    Raffaele Carotenuto

  2. 2 comitato lettieri 22 Febbraio, 2008 alle 2:31

    Giudichiamo molto positivamente il commento del consigliere Carotenuto. Esso denota, finalmente, l’interessamento da parte di un eletto, nonchè residente nella nostra zona,al problema. Finalmente si parla di proposte serie e concrete avanzate dall’assessore alla municipalità Gragano. Aspettiamo con interesse di conoscere nel merito tali proposte,sperando non si tratti di riservare a questi povericristi spazi ricreativi destinati ai bambini agli anziani a tutte le persone del nostro quartiere. Ci dispiace per il richiamo fattoci dal Presidente Carotenuto, ma la nostra posizione in merito alla petizione era nota e motivata già dall’ottobre 2007 come si può evincere dalla pagina “consiglio del comitato del 11/10/2007″ del nostro blog ( http://comitatolettieri.wordpress.com ). Ricordiamo che la condizione igienico sanitaria delle area limitrofe agli insediamenti abusivi è nettamente peggiorata gli scarichi di rifiuti speciali sono aumentati, i pannelli di amianto (eternit) ritrovati nell’area non sono stati rimossi,l’attività di brucio svolta dai residenti dei campi non conosce sosta. Bisogna poi interrogarsi,a nostro avviso, sul futuro delle nuove generazioni dei Rom.

  3. 3 Nazario MALANDRINO 24 Febbraio, 2008 alle 12:53

    Conosco la posizione del comitato Lettieri e comprendo le riserve a firmare la petizione di cui sopra, sebbene anch’io sia preoccupato perché la degenerazione e l’immobilismo delle politiche sociali e del controllo del territorio abbiano come conseguenza “che il decennale legame di solidarietà tra italiani e minoranze di stranieri possa definitivamente saltare”.
    Quando presiedevo la commissione politiche sociali della Circoscrizione Ponticelli riuscivo a verificare dati diversi sull’inserimento a scuola dei bambini immigrati, sulle vaccinazioni, sull’assistenza sanitaria, finanche i contratti di solidarietà in epoca di Bossi-Fini. Mi trovai connesso ad un quartiere intero che si è rimboccato le maniche per accogliere dagli anni 90’ i migranti in fuga dagli eccidi nei Balcani e nell’Africa Sub-sahariana. Ma da tempo gli assessori di turno continuano ad affrontare questa situazione con la politica dei ghetti. Occorre una svolta, e non credo la proposta di via Paciolli ovvero di una “Deledda 2” a Ponticelli risolva il problema (e sembra che il succitato Assessore di Mezza un po’ condivida questa nostra perplessità).
    A chi giova collocare 60 Rom in una struttura contigua del parco comunale [giusta la perplessità del comitato lettieri “ (…)non si tratti di riservare a questi povericristi spazi ricreativi destinati ai bambini agli anziani a tutte le persone del nostro quartiere”] quando altri 900 permangono nelle stesse condizioni denunciate nella petizione di Carotenuto, ma aggiungerei nell’interrogazione da noi presentata nel settembre dello scorso anno (vedasi archivio blog ottobre 2007)????

    Noi abbiamo preferito spingere sulla strada dello sviluppo, perché in fondo se tanti campi rom trovano spazi a Ponticelli è perché questi spazi ci sono, inutilizzati da anni quindi abbandonati-degradati-occupati abusivamente.
    Devo dire, bisogna riconoscere lo sforzo di questi mesi da parte del PD che, potendo contare su un gran numero di eletti, ha finalmente prodotto risultati. Infatti, dopo le gare disertate dai privati e la propoga ottenuta, le pressioni, che dalla Municipalità abbiamo esercitato sulla Giunta comunale, hanno portato ad un’accelerazione e all’approvazione dei progetti preliminari per il programma di recupero urbano (Pru) nella zona di Ponticelli.
    Ora bisogna soltanto fare presto, perché se i cantieri non aprono entro il 4 agosto, vengono revocati i finanziamenti ministeriali. L’area interessata è proprio quella occupata dai campi ROM che a questo punto dovranno necessariamente spostarsi per far spazio ai cantieri che avvieranno la costruzione di un centro integrato di servizi, con opere attinenti i tre grandi poli attrattivi in fase di costruzione (Cultura, Sport e Sanità). Una quota verrà riservata all’edilizia residenziale privata, ci saranno parchi, e poi parcheggi pubblici e privati, in particolare: verranno costruiti due parchi lineari, con aree verdi piantumate con alberi di alto e medio fusto, contenenti piccole attrezzature sportive scoperte e percorsi pedonali. Una fascia di parcheggi a raso in via Fausto Coppi, una fascia di parcheggi alberati a ovest del parco e un’altra lungo via Malibran. Un altro parcheggio — stavolta interrato — verrà costruito sotto la piazza antistante la chiesa di San Pietro e Paolo. Le strade già esistenti verranno riqualificate. Stiamo producendo ulteriori sforzi per disciplinare ulteriormente il mercatino di via Califano, anch’esso collocato strategicamente dal Consiglio Municipale in quell’area per sottrarla all’abbandono e vivacizzarla.

    Adesso serve un censimento serio dei migranti in cerca di collocazione alternativa e delle politiche sociali in grado di pianificare il tutto in un’ottica di reale solidarietà e non sull’onda emotiva dell’emergenza. Come ho detto altrove, la logica dell’urgenza non può sostituirsi all’urgenza di una logica, di una capacità di fare sistema. I fondo è questa capacità di fare sistema che nel 2001 portò Ds e PRC ad avanzare una proposta unitaria sull’utilizzo dello stabile di via delle Industrie come centro accoglienza… ci vorranno anni, ma il nostro compito è proprio programmare, pena altrimenti il dimenticare che “un altro mondo è possibile”.

    Nazario Malandrino – Cons PD
    Ref. Lista CON VELTRONI – ambiente, innovazione, lavoro.

  4. 4 Mentre qui si 27 Febbraio, 2008 alle 1:01

    discute amenamente, la città brucia (non in senso figurato).

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/02_Febbraio/26/discarica_rom.shtml

    Non ci sono ragioni per pensare che a Ponticelli sia diverso.

  5. 5 patriziogragnano 9 Marzo, 2008 alle 9:09

    Vi propongo come momento di discussione e confronto la proposta articolata , su come uscire dall’emergenza rom a ponticelli. Vi premetto che questa è lunica soluzione allostato sul terreno inquanto altre no ne sono emerse. Guardatele e se volete date un contributo su http://www.patriziogragnano.it. A presto.

  6. 6 Gabriele 10 Marzo, 2008 alle 9:24

    Ho letto la proposta fatta dall’assessore Gragnano a proposito dei ROM.
    Come Pensavo…si propone di spostare , nel breve periodo, 200 (?) ROM all’interno di una struttura direttamente connessa ad un parco pubblico (che scandalosamante é chiuso da alcuni anni )
    Se questa é la proposta “seria” a cui alludeva Raffaele Carotenuto, allora spero veramante che l’assessore Di Mezza ci pensi prima di dare l’ok ad una “pensata simile”.

    p.s.
    Caro Patrizio, il tuo sito é molto bello e a noi della redazione, non dispiace pubblicizzarlo.
    Invitare però a discutere “sul tuo sito” rivolgendoti “al nostro sito”, non mi pare “CARINO”……
    Sopratutto in considerazione dello sforzo “estremo” che questo blog sta facendo per essere “non partitico” quando si parla di problemi specifici ( bipiani, ROM, PRU, raccolta differenziata)

  7. 7 patriziogragnano 10 Marzo, 2008 alle 12:35

    Ti ringrazio per la considerazione positiva che tu fai del mio sito , che ti assicuro, non vuole essere solamente un sito strettamente di carattere partitico, e ti invito però a riflettere su un punto non secondario del ragionamento. La proposta che io ho formulato non vuole essere esaustiva di tutta la problematica , come si evince dal fatto che questa e strutturata in tre momenti, ma vuole essere una soluzione che ci consente di uscire dall’emergenza in un’area, quella di Via Malibran e limitrofe, che sarà come tu sai oggetto di prossimi interventi. Tuttavia, così come vado dicendo da mesi , se c’è un’altra proposta capace di risolvere nello stesso tempo , e che non sia uno sgombero al buio, io sono pronto a ritirarla. La mia cultura politica mi porta a ragionare nell’ambito delle risposte concrete e non nelle fumose possibilità, come via delle industrie, che io condivido ma come prospettiva a cui tendere non come soluzione immediata. Poi scusa se sottolineo una considerazione molto elementare: considerato che nessuno di noi vuole temporeggiare per poi attendere uno sgombero coatto, ma tra tenerli per strada così come sono e in una struttura in cui sarebbero censiti, e controllati non è meglio la seconda?….
    Attendo con piacere suggerimenti e proposte…

  8. 8 dsponticelli 11 Marzo, 2008 alle 9:02

    Interessante su : http://comitatolettieri.wordpress.com
    Dialogo fra giornalista e donna Rom (estratto dal programma REPORT di domenica scorsa) con foto scattate a Ponticelli ( a pochi metri da luoghi densamente abitati)

  9. 9 ComitatoLettieri 12 Marzo, 2008 alle 8:20

    Non condividiamo il piano a breve termine dell’assessore alla municipalità Gragnano perché pensiamo che già troppi spazi siano stati occupati da queste persone. Riservare anche se per poco tempo (non è detto) spazi ricreativi destinati ai bambini, agli anziani, a tutte le persone che frequentano il parco “De Filippo”, sà di intolleranza nei confronti della comunità locale. Abbiamo sperimentato in questi mesi che il modo di vivere di queste persone ha un impatto devastante sulla nostra comunità. Ne danno prova i cumuli di pneumatici scaricati, la montagna di carcasse di elettrodomestici, i pannelli di eternit che giacciono intorno ai loro insediamenti, il fumo che noi respiriamo tutti i giorni e che sicuramente ci sta avvelenando lentamente. Ci chiediamo: forse l’assessore pensa che una volta spostati nella struttura di via Pacioli cambieranno il loro modo di vivere? Pensiamo di no! Ci immaginiamo uno scenario dove l’interno parco diventerà un’altra grande discarica.L’integrazione si basa, secondo noi sulla conoscenza e sul rispetto delle culture di comunità diverse. Noi siamo pronti ma vediamo troppi bambini costretti a rovistare nella spazzatura, troppe donne gridare di notte, troppi disgraziati pronti a tutto, il mancato rispetto nel nostro modo di vivere. Sono 9 i campi nella nostra zona senza contare l’occupazione della villa Tropeana. Sono troppi! La priorità, secondo noi, è alleggerire l’impatto con la comunità locale. Solo così potremo esprimere al meglio una delle nostre caratteristiche migliori: l’ospitalità.

  10. 10 Andrea Napolitano 12 Marzo, 2008 alle 9:34

    Non sono razzista, non voglio che i ROM vivano in condizioni così precarie,ma neppure voglio che continuino, con le loro attività ILLEGALI, a nuocere ai cittadini circostanti.
    SE AD UN CERTO PUNTO LA PREFETTURA, SARA’ COSTRETTA A SFOLLARE I ROM RESIDENTI A RIDOSSO DEI CENTRI ABITATI, ALLORA PREGO L’ASSESSORE GRAGNANO DI NON OPPORSI.
    Non basta proporre di mandare poche decine di ROM nel parco per mettersi a posto con la propria ideologia.E’ come quello che durante la settimana fa mille peccati e poi la domenica va in chiesa.
    Il partito dell’assessore ha tutta la responsabilità di non aver saputo trovare in 15 anni un luogo dove sistemate questa gente e ancora adesso si parla di via delle industrie come soluzione a lungo termine.
    I veri razzisti siete voi e non i cittadini che in passato hanno dimostrato tutta la loro solidarietà a questa gente.
    Sfollare i ROM di via lettieri, non é un atto di razzismo ma di LEGALITA’!

    * prego nella eventuale risposta di non citare antipolitica, qualunquesmo e razzismo, sarebbe solo un trucchetto verbale per eludere la questione posta.

  11. 11 Raffaele Carotenuto 12 Marzo, 2008 alle 5:49

    Sul problema ROM nessuno è esente da colpe.
    Tento di argomentare con pacatezza e “delicatezza di linguaggio” così come sono abituato a fare, ma affermo con fermezza che una disputa verbale senza affrontare, di nuovo, il problema ROM non gioverebbe a nessuno.
    Va inoltre precisato che se la redazione di questo blog giustamente richiama a non fare proclami elettorali questo deve valere per tutti (non a senso unico!).

    La storia è lunga e tortuosa ma farò uno sforzo di memoria per ricordare a tutti cosa è successo e cosa non è successo negli ultimi anni a Ponticelli in relazione agli immigrati presenti.
    Il 3 dicembre 2003 la Giunta Comunale votò una delibera (n. 4397) che autorizzava a contrarre un comodato d’uso gratuito relativo alla cessione per 12 mesi a favore del Comune di Napoli di alcune parti del Magazzino Approvigionamento sito in Ponticelli, Via Botteghelle 123, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana spa di Napoli, da utilizzare per l’accoglienza temporanea di cittadini rumeni, in attesa della materiale disponibilità del palazzo di Via delle Industrie (previsti almeno 12 mesi di lavori).
    Lo stesso comodato d’uso fu sottoscritto il successivo 14 gennaio 2004.
    Era l’epoca in cui dalla sera alla mattina sbarcarono circa 500 rumeni a Napoli (estate 2003) senza un posto dove dormire, denutriti, disorientati ed ingannati da spregiudicati mercanti di vite umane.
    L’amministrazione Comunale di Napoli fu attaccata duramente perché incapace di affrontare il problema. Non poche istituzioni gridarono allo scandalo.
    Invece furono praticate soluzioni provvisorie con non poche inquietudini al Margherita di Savoia (ex scuola), al “Ristori” (centro storico) ed all’altra ex scuola Deledda in Soccavo, unico Centro di Prima Accoglienza di Napoli (invito ad andarlo a visitare).
    Lo scopo dell’allora Assessore alle Politiche Sociali Raffaele Tecce, espressione del Partito della Rifondazione Comunista, era quello di far contribuire il territorio di Ponticelli a farsi carico di una parte della solidarietà chiesta alla città in una particolare contingenza storica che vedeva sbarcare presenze straniere a Napoli, senza nessuna forma di controllo da parte di organismi preposti quali Prefettura e Questura.
    In qualità di Presidente della Commissione Politiche Sociali, avendo un ruolo proprio e diretto, oltre ad essere nato in questa parte della città, provai a fare più di una proposta operativa.
    La prima, e si ripete la prima, fu quella di dichiararsi d’accordo con l’operazione di Via Botteghelle a patto che almeno i due campi abusivi che esprimevano le maggiori criticità situati a Ponticelli Nord e Ponticelli Sud confluissero nel sito delle ex Ferrovie dello Stato (circa 250 presenze previste).
    Il tutto ratificato dall’allora Presidente della Circoscrizione Vincenzo De Cicco e dallo stesso Sindaco di Napoli in estenuanti riunioni svolte in quel tempo sull’argomento a Palazzo San Giacomo (Sala Giunta).
    Scrissi una lettera aperta alla città ben ospitata dalla stampa, ebbi modo di recapitare una missiva a tutte le chiese presenti a Ponticelli, alla Caritas Decanale Immigrati (Antonio Romano), al Mo.V.I. (Salvatore Russo), pubblicai una lettera sul quotidiano cittadino Cronache di Napoli intitolata: “Ponticelli non è un luogo di razzisti”, Rifondazione Comunista affisse un manifesto per tutto il quartiere dal titolo: “La solidarietà è patrimonio di ogni democrazia”. Insomma feci da battistrada, senza preoccuparmi dello “spicciolo” consenso elettorale, ed ero il più strenuo difensore della scelta suggerita.
    A questo punto si inserirono determinati esponenti politici facenti capo ai partiti di Forza Italia, Casa delle Libertà e Udeur contro ogni tentativo di mediazione e per “cacciare” senza se e senza ma gli immigrati.
    La cosa davvero strana e sorprendente è che anche settori del centro sinistra (Democratici di Sinistra) presero in “malo modo” il tema. Vi è di più. L’intero Consiglio di Circoscrizione (compresa Rifondazione Comunista) votò all’unanimità un ordine del giorno il 25 febbraio 2004 (nota prot. n. 251/P del 26/02/2004) dove si chiedeva “l’annullamento e l’immediato blocco del provvedimento”.
    Non bastò una successiva ulteriore mediazione che prevedeva la riqualificazione e l’arredo urbano di tutto il tratto di Via Botteghelle entro il quale vi era, quasi esclusivamente, la zona che doveva ospitare i rumeni (delibera di G.M. n. 896 del 15 marzo 2004).
    La gente era inviperita, aizzata contro tutti, atti vandalici e pregiudizi sopravanzarono a qualsiasi capacità di ascolto e di equilibrio.
    L’operazione saltò per evitare le più dannose conseguenze.
    Fin qui il riassunto dei fatti che nessuno può contestare.

    Ora le considerazioni (contestabilissime).

    Nessuno mai ha reso giustizia ad un suggerimento che toglieva i nomadi dai campi abusivi più pericolosi situati a Via Argine Nord e Sud (compresi quelli ubicati a ridosso dell’area tra Via San Michele, ex Cupa Lettieri e Via Maria Malibran tra le 5 Torri e la stazione della Circumvesuviana di Via Argine).

    Nessuno mai è stato convinto di ospitare i rumeni in un’area di proprietà privata (ex ferrovie dello Stato) per 12 mesi in attesa dei lavori al palazzo di Via delle Industrie, modo unico per provare a svuotare i citati campi irregolari.

    Nessuno mai ha fatto proposte alternative praticabili, credibili, pronte ed immediate. Confondere la struttura di Via Pacioli, immediatamente percorribile, con le vicende del parco verde non aiuta.

    E’ nostro preciso dovere ripartire nel ragionamento perché l’indecenza a cui è sottoposta parte della comunità ponticellese va senza ulteriori indugi superata e mai più riproposta. Ma vanno altresì richiamate precise responsabilità se non altro per capire chi siamo, quali atti produciamo e quali ispirazioni di fondo dettano le scelte che facciamo.
    Resto a disposizione sull’argomento solo a condizione di parlare di ipotesi concrete.
    La mia storia personale non mi permette di arrivare a “mani vuote” e “senza rete” al 4 agosto per cacciare tutti.
    Se di questo si tratta non sono d’accordo.

    Il Presidente del Gruppo P.R.C.
    Raffaele Carotenuto

  12. 12 Gabriele 13 Marzo, 2008 alle 10:34

    Caro Raffaele
    Arrivare a “mani vuote” e “senza rete” al 4 Agosto, vuol forse dire che se non si trova una sistemazione ai ROM entro il 4 Agosto, allora i lavori non partiranno ?
    Questo é il primo problema:
    Subordinare la soluzione di un problema alla soluzione di un’altro non mi sembra “corretto”.

    mi fermo…continuerò il discorso in un’altro intervento.

  13. 13 Gabriele 13 Marzo, 2008 alle 1:20

    Ti conosco da una vità e sò della tua serietà ed efficienza.
    Hai dato l’anima, sono sicuro, per contribuire a trovare una degna sistemazione ai ROM.
    Ma tu stesso hai constatato che : “L’intero Consiglio di Circoscrizione (compresa Rifondazione Comunista) votò all’unanimità un ordine del giorno il 25 febbraio 2004 (nota prot. n. 251/P del 26/02/2004) dove si chiedeva “l’annullamento e l’immediato blocco del provvedimento”.
    Allora vedi il problema non é degli “altri partiti” (questo , scusa se te lo dico, é un’errore in cui spesso incorre il tuo partito,) ma di tutta l’amministrazione pubblica Napoletana ( forze politiche, amministrative, forze preposte al rispetto della legalità, popolo Napoletano).
    Non si é potuto trasferire i ROM in via Botteghelle perché non si é capaci di far rispettare la legalità, ( lo stesso é capitato per le discariche, il temovalorizzatore ecc…)
    Nel tuo intervento, volevi denunciare “mancanze” da parte di altri partiti ?
    Io credo, che spostare alcune decine di ROM nel parco sia un “rimedio largamente peggiore del male”
    Scusami ancora se sembrerò scortese nei tuoi confronti, ma non sò come esprimere diversamente il concetto : “Come potrai sentirti appagato, sapendo che per i ROM, vivere nel parco non cambierà minimamante la loro esistenza, anzi peggiorera la loro “qualità” della vita, come sembra accada agli occupanti della villa Tropeano”

    scusa ancora e grazie per la disponibilità che stai dimostrando rispetto al BLog.

  14. 14 Peppe D' Anna 14 Marzo, 2008 alle 5:38

    Il problema delle popolazioni migranti nell’ era della globalizzazione è difficile d’ affrontare. Penso perchè non abbiamo ancora sviluppato una cultura adequata alla nostra era, e pensiamo di risolvere la questione rom con un campo attrazzato: case vere, acqua corrente, servizi, pulizia e decoro. Una riserva decorosa, ma pur sempre riserva. Credo che Gabriele abbia colto nel segno, quando si chiede: quale vita meneranno i rom, una volta sistemati in una decorosa riserva? quale processo d’ integrazione si attiverà per i bambini, le donne, gli uomini di questi campi?

    La globalizzazione, un processo al quale non possiamo sottrarci, provoca negli individui insicurezza e porta le comunità a chiudersi nei propri principii e valori, relegando la solidarietà a mera carità. Rifugiandosi nell’ identità nazionale, per escludere lo straniero. E’ certamento un riflesso condizionato, dovuto alla nostra epoca in continua evoluzione, nessuno di noi è razzista e vuole radere al suolo i campi rom. Ma nei fatti e negli attegiamenti e come se lo fossimo e lo volessimo. Abbiamo paura dell’ estraneo!
    Credo che la soluzione sia quella intrapresa da altri grandi paesi: aprire la società alle altre etnie. Costruire una società multiraziale!
    Tutti partecipano allo sviluppo del Paese, non in base ad una appartenenza etnica (identità nazionale ), ma in luce di quanto un individuo dà per accrescere lo sviluppo nazionale.
    Questo lo si realizza, quando uno Stato ha delle istituzioni forti e riconosciute da tutti. Che riescono a trasmettere l’ autorevolezza necessaria per governare questo tipo di società.

    Il caso dei rom di Ponticelli deve essere affrontato dalle istituzioni locali (Comune di Napoli) con autorevolezza, predisponendo una soluzione, via delle Industrie, via Pacioli o altro, imponendola a tutti: rom e comunità locale.
    Costringendo a rispettare la decisione ai rom che devono menare una vita decorosa. Il loro campo non deve essere un ricettacolo d’ immondizia e luogo di loschi affari. I genitori devono seguire i figli e mandarli a scuola e loro stessi integrarsi con la ricerca d un lavoro. Se non lo fanno bisogna costringerli a farlo.
    Parimenti la comunità locale deve essere rassicurata circa i rischi per la sicurezza, che non ci sono pericoli per la salute. Che la vita degli individui scorre regolare, come prima della presenza dei rom.

    Il nostro comune di Napoli ha l’ autorevolezza per assicurare i cittadini che una volta sistemati i rom decorosamente, altri campi abusivi non si ricreeranno?

    Il nostro comune di Napoli ha l’ autorevolezza per imporre ai rom regole di buona cittadinanza?

    Il nostro comune di Napoli ha una politica d ‘ integrazione della popolazioni migranti certa e che non insegua le emergenze?

    Credo che l’ ostacolo ad accettare queste genti, sia proprio la non affidabilità dell’ istituzione cittadina. Che non dispiega i propri servizi nel prevenire, controllare e contenere la diffusione di baracche, sotto ogni ponte e cavalcavie della periferia Orientale e Occidentale della città.
    Se si vuole costruire una politica dell’ ospitalità dei popoli migranti condivisa dalla comunità locale, bisogna affiancare, alla ricerca dei luoghi idonei, l’ erogazione di servizi adeguati di assistenza ed integrazione certi e sicuri.

  15. 15 ComitatoLettieri 4 Aprile, 2008 alle 7:31

    Si è svolta ieri l’attesa seduta della VI municipalità sulla questione degli insediamenti rom a Ponticelli.
    Alla seduta hanno partecipato i cittadini e i comitati della zona. Presente l’assessore comunale Riccio.
    Esatta e puntuale la disamina del presidente della municipalità che ha posto l’accento sul disagio nonché sui rischi per la salute che i cittadini residenti in prossimità degli insediamenti sono costretti a vivere, richiamando, però gli stessi e le istituzioni ad un maggior impegno nella direzione dell’accoglienza e dell’integrazione.
    Purtroppo il discorso mancava di un piano e dei tempi per la soluzione del problema.
    Dai cittadini e dai comitati invitati ad esporre la loro opinione sull’argomento è venuto un netto rifiuto all’ipotesi di ospitare questi cittadini europei nella struttura presso il parco De Filippo(Via Pacioli).
    Sarebbe auspicabile confrontare le conclusioni e le opinioni sull’argomento dei consiglieri e degli assessori presenti alla seduta consiliare che spesso frequentano il vs blog.

  16. 16 Nazario Malandrino 4 Aprile, 2008 alle 11:47

    Rispondo all’invito… in breve:
    il Consiglio si è concluso dopo circa 5 ore di discussione con la presentazione di due documenti uno della Sinistra Arcobaleno, senza individuazione del sito (non viene espresso parere sulla proposta dell’Assessore Municipale Gragnano di Via Pacioli), ma con un metodo di lavoro (che ribadisce la volontà di lavorare sul breve – medio e lungo termine)e un documento sottoscritto da Partito Democratico – Socialisti democratici – Unione democratica europea – per l’individuazione del sito in cui ospitare i Rom provenienti dal campo più grande (area via Malibran – via Califano – via Wolf) presso via delle Industrie.
    Il sito ospiterebbe alcune decine di roulotte e uffici mobili per l’identificazione e il coordinamento dei servizi di supporto e mediazione(integrazione sociale, sanitaria, scolastica) permettendo la nascita di un campo nelle more del recupero e consegna delle diverse sezioni dell’edificio da ristrutturare (interventi e consegna a stadi di avanzamento).
    L’assessore comunale alle politiche sociali ha rimarcato la contrarietà della giunta comunale a campi (dichiarando di voler invertire rotta rispetto alle politiche sociali attuate negli ultimi 15 anni) e chiedendo alla Municipalità l’individuazione di 3 strutture sul territorio che non siano abitazioni (!)
    ma edifici convertibili ad uso civile abitazione (scuole, uffici, centri…), edifici di cui, sempre secondo l’Assessore Riccio:
    il 1° disponibile subito
    il 2° con lavori di 6 mesi
    il 3° con lavori più lunghi

    PD, Sdi e Udeur, confidando nel voto della maggioranza dei presenti, hanno chiesto la votazione su ciascuno dei due documenti presentati, a completamento della lunga giornata di dibattito e analisi delle proposte. In fase di voto Verdi, PRC, PdCI hanno abbandonato l’aula. Cadendo il numero legale (erano ormai le quattro meno un quarto, mi pare) la votazione è saltata e la seduta sciolta.
    Ulteriori questioni, come la richiesta di dimissioni dell’Assessore alle Politiche sociali della Municipalità, motivata da un severa censura del metodo adottato per l’individuazione e la pubblicizzazione della proposta di via Pacioli, dovrebbe essere discussa nei prossimi gg.

    per ulteriori dettagli, forse è meglio che poniate ulteriori domande…

    saluti

  17. 17 patriziogragnano 6 Aprile, 2008 alle 10:13

    Voglio ringraziare chi redige il blog per la sensibilità e l’imparzialità con cui sta moderando questa discussione, che tuttavia preferirei si svolgesse in forme e tempi che ci consentissero di guardarci negli occhi abitudine questa che mi sembra si sia persa, che ha assunto dei modi e dei contenuti che è difficile spiegare senza rischiare di essere prolisso e poco comprensible.
    Sulla vicenda che ormai da anni stiamo affrontando , ognuno di noi da angolazioni e con responsabilità diverse, sto lavorando ad una lettera aperta ai cittadini di Ponticelli che provvederò a mandarvi e che sarà resa pubblica nei prossimi giorni, magari al riparo da facili strumentalizzazioni elettorali.
    Voglio però chiosare due punti dell’intervento di Nazario che ritengo volutamenti omessi e che fano cambiare la precisa e aime “asettica” cronaca di una giornata il cui esito era abbastanza prevedibile:
    1° appunto: i partiti che hanno lasciato l’aula alla fine della seduta facendo mancare il numero legale non erano solo PRC , Verdi e PdCI ma il mio collega a “casualmente” omesso di dire che vene era un’altro, PD-Campania Democratica, che è in sintesi l’altra parte del Partito Democratico.
    Per coloro i quali non fossero aggiornati ,e la cosa credo interessi particolarmente a chi frquenta questo BLOG, esisistono due PD nella sesta Municpalità. Infatti uno, di cui fa parte il consigliere Malandrino composto da 10 consiglieri, ed un’altro composto da ben 5 consiglieri che sull’argomento ( e non solo su quello per fortuna)ha una posizione diametralmente opposta al PD che tutti voi conoscete. Resterebbe da dire quale sarà la posizione ufficiale del PD… ai posteri l’ardua sentenza.
    2° Appunto: Le richiesta delle mie dimissioni era stata motivata dal fatto che non avevo ancora preso la parola durante il dibattito e che sarei stato reo di individuare una soluzione al problema non condivisa da una parte. Mi si lasci solo dire che ritengo legittima la richiesta di dimissioni ma che in genere queste si chiedano quando un rappresntante politico non Fà o quando fà in modo losco o non chiaro. Io posso solo aver fatto in modo non condivisibile. Credo però che un rapprentante delle istiuzioni debba sempre rendere conto dell’operato che svolge e non sottrarsi al giudizio politico , e come ho detto in modo formale durante la seduta, sono pronto ad una verifica pubblica sulle cose fatte. Tutti dovrebbero fare lo stesso.
    a presto.

  18. 18 Gabriele 7 Aprile, 2008 alle 11:19

    Raffaele Carotenuto, nell’intervento del 13 marzo, metteva in relazione il problema dei ROM con “il 4 Agosto” (Ultima data utile per l’inizio dei lavori dei PRU).
    Egli dice in coda al suo intevernto :
    ” ………..La mia storia personale non mi permette di arrivare a “mani vuote” e “senza rete” al 4 agosto per cacciare tutti. Se di questo si tratta non sono d’accordo”.

    A 4 mesi dall’inizio di lavori che potrebbero contribuire a cambiare,in meglio, il nostro quartiere e dopo anni di sussistenza di insediamenti abusivi ROM;
    Non siete stati ancora capaci di fare una scelta!

    L’assessore Gragnano , nel suo intervento, fa riferimento alle sue dimissioni, ma non accenna minimamante alle soluzioni proposte per i rom o al senso di responsabilità che dovrebbe giudare gli amministratori.
    Il suo é un intervento politico-istituzionale( qualcuno direbbe “teatrino della politica”) che non va al nocciolo del problema.

    Io sono in disaccordo con chi , come il dott. Saldalamacchia, inveisce contro i partiti e chiede di non votare ( fra l’altro, chi si definisce “vecchio compagno” e alza il pugno chiuso, dovrebbe sapere che un “vecchio compagno” non avrebbe mai detto “io non andrò a votare”), credo che i partiti siano strumenti di democrazia e partecipazione…

    Tenete conto della enorme responsabilità che vi state assumendo rispetto all’intera comunità municipale.

  19. 19 patriziogragnano 7 Aprile, 2008 alle 3:40

    Caro gabriele, mi dispiace di aver dato un’idea diversa nel contributo xhe ho inteso dare alla discussione perchè la soluzione io l’ho indicata e mi darai atto sono stato l’unico ad avere il coraggio di farla! L’ho fatta anche se questa è impopolare , anche se questa mi ha fatto rischiare di essere linciata dalla clac portata ad arte da chi, putroppo anche nel partito democratico ( e ti invito a chiedere i resoconti stenografici) considera i ROM come spazzatura. La soluzione dello stabile di via Pacioli , che non è la villa comunale ma un luogo controllato e gestito afiacente e separato dalla villa comunale, perchè è putroppo l’unica soluzione possibile. Putroppo essa non è condivisa ed io ne prendo atto.
    Ora sono ina attesa di una controproposta che ad oggi non c’è. Dico non c’è perche solo uno stupido o un demagogo può pensare di allogiare in un piazzale completamente inagibile privo di ogni allaccio di utenza o servizio igienico delle roulottes ( al massimo 15 a meno che non le si voglia mettere l’uno sopra l’altro)che possano ospitare i ROM di Ponticelli.
    Inoltre avevo chiaramente rimandato ad una lettera aperta che non rendo pubblico ora perche la ritengo troppo seria da confonderla con il “teatrino della politica”.
    Vi invito a visitare i luoghi e valuatare voi stessi.
    Io ho fatto la mia parte per scongiurare il pericolo di non liberare le aree e far esasperare ancor di più questa parte del quartiere mettendoci la faccia e rischiando in prima persona. A voi il giudizio sugli altri…

  20. 20 comitato lettieri 8 Aprile, 2008 alle 8:59

    Vogliamo riportarvi alla realtà.
    Ribadiamo che nell’area Ponticelli nei pressi del parco “De Filippo” nell’area non urbanizzata compresa fra le via Malibran e la via San Michele vi sono diversi insediamenti di immigrati che vivono in fatiscenti baracche, costruite, su suolo pubblico, senza alcuna norma di sicurezza e senza nessun tipo di autorizzazione.
    Gli abitanti di detti insediamenti, in tutte le ore del giorno, usano accedere dei falò alimentandoli con materiali quali: plastica, pneumatici dismessi, fili elettrici ed altro. La combustione di tali materiali sprigiona un fumo nero e acre sicuramente tossico per i residenti della zona costretti a respirarlo.
    Tale condizione è già stata segnalata alle autorità competenti mediante un esposto presentato in data 3/8/2007 al Comm.to di PS di Ponticelli, al presidente della VI municipalità del comune di napoli e via fax al Sindaco del comune di Napoli.
    Tutt’intorno agli insediamenti vengono scaricati continuamente resti di elettrodomestici, ferraglia di ogni genere, pneumatici dismessi.
    Inoltre nella stessa area giacciono da mesi pannelli di cemento-amianto (eternit) in cattivo stato di conservazione muniti di lesioni, parti erose e in parte polverizzati di cui è già stata segnalata la presenza alla competente ASL Napoli1 distretto 52 ufficio prevenzione collettiva tramite fax il 6/10/2007.
    Per quanto esposto i suddetti cittadini chiedono che l’autorità voglia intervenire nei modi e nelle forme che riterrà più opportuni, e nel perseguimento di eventuali reati ipotizzabili.
    Tale è il testo dell’ esposto-denuncia presentato il 2/4/2008 alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli dal nostro comitato.
    Per mesi abbiamo sperato che i politici della maggioranza in uno slancio di responsabilità riuscissero a trovare una sintesi fra le varie posizioni non è stato così. E’ anche vero che si è sempre discusso di un’unica soluzione quella non presentata dall’assessore Gragnano. Abbiamo quindi pensato di informare la procura della repubblica per individuare eventuali reati commessi a vari livelli, istituzionali e di controllo, rispetto a una condizione di illegalità di cui erano informati gli organi competenti.

  21. 21 Nazario Malandrino 9 Aprile, 2008 alle 1:48

    caro Patrizio,
    non credo che i consiglieri del gruppo Camp. dem. la pensino esattamente come te, ma è anche vero che, essendo tutti e 4 di S.Giovanni probabilmente hanno una percezione diversa del problema, come noi di Ponticelli l’abbiamo di Vigliena… Comunque, come tu stesso hai notato ho cercato di riportare una cronaca precisa e asettica della giornata, per non tradire un’attesa di informazioni da parte del blog.
    Forse è meglio però rimandare di qualche giorno la discussione su questi temi, quando le fibrillazioni da campagna elettorale non ci distrarranno dalla responsabilità dei nostri compiti e anche le ansie personali si saranno, spero, attenuate. Sbagli a stigmatizzare gli eccessi di un collega del Pd che perde la calma quando si parla dei miasmi sprigionati dall’attività di combustione illegale: sai bene che ha un nipote ricoverato con laringospasmi, una patologia che alla Betania stanno riscontrando molto più spesso e che dà all’emergenza Nomadi il carattere di un’emergenza ambientale oltre che igienico sanitaria.
    Quando anche tu sarai più calmo ti renderai conto che definire “stupide” o demagogiche le proposte diverse dalla tua o, peggio, la tua come “l’unica soluzione possibile” non aiuta ad affrontare con serenità, e soprattutto rapidità, il problema.
    Costringi alle richieste di chiarimento, alle dimissioni di reazione e avveleni ulteriormente i pozzi da cui comunque dovremo bere.
    Tutte cose che ci faranno perdere un sacco di tempo in “preliminari” quando in realtà dovremmo affrontare subito il nodo della questione: la richiesta di ben 3 siti sul territorio, non provvisori, ma definitivi… cioè per sempre!
    Permetti che allora qualche soldino in più l’Assessorato alle politiche sociali potrebbe spenderlo, per cominciare ad attrezzare Via delle Industrie e procedere con gli stadi di avanzamento: in fondo si tratta di soluzioni definitive e dunque di investimenti in politiche di settore.
    Sblocchiamo questa soluzione subito e ragioniamo nel frattempo sulle altre: né i ponticellesi né i rom possono aspettare ancora i tempi di una democrazia immatura che discute troppo e decide poco!
    Sai, stasera sono tornato a via delle industrie, anche per incontrare alcuni residenti che avevano dei problemi: l’area mi pare molto più grande di come la vedi tu e il sito di via Pacioli mi sembra molto più piccolo e inadeguato per le risposte di sistemazione permanente che tu immagini.
    Ma questa è solo una mia opinione… tuttavia, ti dò ragione, anch’io preferirei che la discussione “si svolgesse in forme e tempi che ci consentissero di guardarci negli occhi, abitudine questa che mi sembra si sia persa”.
    Discutiamone in Commissione Politiche sociali, mettiamo sul tavolo tutte le proposte e sforziamoci comporle: io non sono per far valere la forza dei numeri, ma quella della ragione.
    Sono sicuro che la richiesta di dimissioni (su cui ammetterai che non mi sono espresso nel post precedente) decadrà, se saprai promuovere e ristabilire un metodo di confronto leale che permetta di superare velocemente e democraticamente i “preliminari” di cui sopra. Tutto ciò a vantaggio non solo della tenuta del centro sinistra eletto dai cittadini (di cui mi pare ci si dimentichi un po’ troppo da ambo le parti), ma anche di chi continuamente sostiene che bisogna dare responsabilità ai giovani nelle istituzioni e nella società: per cambiare o per lo meno per sbagliare quanto quelli che li hanno preceduti…
    Poichè, in fondo, sono coinvolto nel tuo destino e in quello dei giovani con responsabilità amministrative, futuro di qs città, stai sicuro che ti aiuterò/costringerò a ragionare nelle sedi giuste, al riparo da minacce, ma vincolati dal nostro compito: decidere ora, fermare l’attività illegale, aiutare il processo di integrazione, bonificare e restituire gli ambiti 1 e 2 all’obbiettivo PRU che aspettiamo da troppo tempo, per dare ulteriori alibi agli imprenditori, i cui investimenti in questa fase sono estremamente necessari.
    saluti antirazzisti
    nazario

  22. 22 Peppe D' Anna 9 Aprile, 2008 alle 6:55

    I cittadini del comitato Lettieri vanno sostenuti nella loro battaglia di civiltà. La loro denuncia è sacrosanta. Tutti sanno e nessuno interviene, non per sgomberare il campo, come si dovrebbe fare. Ma almeno si costringa questi rom a non ammorbare l’ aria che respiriamo con i loro falò alla diossina.

    La VI municipalità non è in grado di decidere niente. Il suo immobilismo è pericoloso perchè di chiacchere si può anche morire. E lo scambio di accuse fra Malandrino e Gragnano dimostra la mancanza di una visione municipale della problematica, dove ognuno tira per la soluzione che non crea problemi al proprio elettorato. Non solo nella maggioranza, ma addirittura nello stesso partito.

    Da lettore del blog mi pongo una domanda: ma questi rom vogliono una soluzione più dignitosa? siamo sicuri che vogliono lasciare questi campi abusivi?
    Non vorrei che mentre noi ci si divide per trovare una soluzione, questi fanno i loro affari. E quando si troverà una soluzione, questi scapperanno da tutte le parti per continuare nei loro affari illeciti.

    Vista l’ inaffidabilità della Municipalità, mi permetto di suggerire al Comitato Lettieri di prendere contatto con l ‘Opera Rom di Napoli ( una volta esisteva ), e cercare una interlocuzione per trovare una soluzione condivisa con quei rom che cercano una esistenza dignitosa nel nostro paese.

  23. 23 Nazario Malandrino 11 Aprile, 2008 alle 2:12

    Peppe, non mi sembra che la discussione sul blog si possa ridurre a scambio di sterili accuse, semai il tentativo di trovare un luogo pubblico anche se virtuale, fuori dalla rissa del quotidiano, non per isolarsene, ma per contribuire allo sforzo di chiarificazione e di scioglimento di grumi di violenza che di quella rissa sono causa ed effetto…

    resta il fatto che l’assessore comunale ci ha portato appena il 2 aprile la richiesta di individuare i 3 siti, non se ne era mai parlato prima, come pure che le forze dell’ordine hano fatto sapere che non provvederanno ad alcun sgombero coatto in assenza di un piano allocativo degli EE. LL.

    come dici tu, è probabile che, una volta messo a sistema uno o più centri di accoglienza, i rom più restii all’identificazione e ai percorsi di integrazione previsti decidano di disperdersi sul territorio e che delle soluzioni beneficino solo 150-200 nomadi su 800: è ovvio però che la nostra azione mira ad aiutare chi non delinque, le donne e i bambini da scolarizzare

    Con l’opera nomadi ci confrontiamo dal 2003, al forum sociale del mediterraneo e da allora si cerca di limitare i campi e convergere su opzioni tipo centri di accoglienza. La settimana prossima tenteremo di capire le proposte dell’associazionismo e, contemporaneamente, programmare la bonifica delle aree coinvolte nello scempio denunciato ANCHE dal comitato.
    Manca una visione municipale della problematica? sicuro! è pur sempre un’istituzione neonata, in cui si fatica a ridisegnare ruolo e funzione rispetto alle vecchie circoscrizioni e in cui tanti sono alla prima esperienza, (io appena alla seconda) e spesso prevale il senso comune e i ragionamenti di pancia. Qualcuno cerca di metterci la testa e si sottopone alle forche caudine del blog, misurando parole e messaggi per sperimentare nuove forme di confronto e controllo del pubblico.

    ti chiederei di suggerirci qualche altro sito da destinare, visto che conosci sicuramente bene la zona, ma forse è meglio coinvolgere i lettori solo a soluzione trovata e imposta.

    sai, sono un’appassionato lettore dei tuoi interventi, un po’ quindi mi dispiace non trovare aiuto nel ragionare insieme.

    buonanotte

  24. 24 Peppe D' Anna 11 Aprile, 2008 alle 7:29

    Se i partiti sono in crisi e non c’ è partecipazione alla vita di una sezione di partito, non si può addossare la colpa a chi sta fuori dai partiti.
    Il luogo di discussione di una problematica cosi delicata, secondo mio modesto modo di vedere, oltre alle sedi di partito, dovrebbe essere anche l’ istituzione più prossima ai cittadini.
    Chi fa politica se lo deve porre questo problema, e le colpe oltre ai meriti sono solo suoi.
    E’ pur vero che non sei tenuto a partecipare, nella tua veste istituzionale a questo blog, anche se però lo scopo di questo, è quello di allargare la partecipazione e la condivisione di certi indirizzi. Ti do atto di questo, e i meriti sono solo tuoi.

    Ma veniamo alla questione rom che ritengo più importante.
    Credo che il tuo ragionamento sia sbagliato, perchè parti dalla l’ ultima questione del problema, troviamo gli spazi dove metterli.
    La mia opinione parte dalla volontà di ospitare i rom, sapendo che se li ospito devo pagare un prezzo. Perche se decidiamo di tenerli la comunità se ne deve fare carico.
    La municipalita deve quindi decidere e stanziare dei fondi per i rom se vuole essere solidale con queste popolazioni.
    I fondi non devono solo servire ad attrezzare i campi, ma anche per dare corpo alla accoglienza. Ad esempio incentivando i servizi sociali del comune a fare di più per i rom, ai vigili urbani di sorvegliare di più e meglio i campi, alle scuole che ospitano i bambini di fare progetti per questi minori, al volontariato sociale di progettare interventi d’ integrazione. Tutto questo purtroppo ha un costo. Non so se il Comune o la Municipalità se ne possono fare carico. A te la risposta!

    Per il luogo ti posso suggerire di vedere al parco Troise. nell’ area delle serre si possono ospitare una decina di famiglie, se si frutta parte della strada di accesso da via Atripalda possiamo aggiungere qualche altra.
    Buon lavoro.

  25. 25 Nazario Malandrino 16 Aprile, 2008 alle 10:29

    comprendo un po’ di più la tua posizione, in fondo è come se dicessi che la solidarietà a chiacchiere non aiuta nessuno e che una politica riformista parte dalla realtà delle risorse disponibili per l’integrazione. Ora, vigili a parte che rimandano adun problema ancora complicato per affrontarlo in qs sede, tutto il resto è parte del dispositivo che stiamo approntando anche per potenziare, in condizioni di accoglienza decenti, il lavoro di mediazione culturale e di scolarizzazione che associazioni come la Caritas e la N:EA e scuole del territorio stanno già facendo.
    Ho sollecitato la commissione competente a risolvere poi il problema dell’assistenza sanitaria (i neocomunitari non benefiaciano di stp semestrali come gli extracomunitari, ma sono obbligati ad un’assicurazione annuale di ca. 400 euro che non si possono permettere), dei vaccini e della prevenzione (com’è ovvio si riscontrano casi di infezioni parassitaria etc.).

    certo di tutto qs. non c’è traccia nei post precedenti, se non nell’interrogazione del 26-9-07 rimasta per troppo tempo lettera morta (vd http://dsponticelli.wordpress.com/2007/10/ )

    Comunque mi riprometto di dare qlc dettaglio in più nel prox post.

  26. 26 MICHELE DI CARLO 21 Aprile, 2008 alle 12:04

    Mi inserisco nella discussione salutando gli amici che alimentano questo blog che trovo interessante per gli argomenti trattati.
    Risiedo anche io nella zona da anni e vivo con particolare apprensione il crescente stato di degrado che il quartiere Ponticelli sta subendo a causa dell’inefficienza amministrativa e di un certo modo di fare politica improntato più ad un complice lassismo, ad una incapacità di assumere delle decisioni ritenute inadeguate per la conservazione del consenso che al dovere morale e civico di chi assume il compito di gestire la cosa pubblica. Ponticelli, quartiere che nasce per lo più come quartiere agricolo, dove 20 anni fa ci si recava dal centro storico per acquistare i prodotti genuini della terra e per respirare “aria buona” è stato dapprima devastatato dall’irresponsabile scelta di allocare gli edifici del dopo terremoto, orrendi casermoni dove sono stati “deportati” senzatetto provenienti dalle zone più degradate della città poi è stato abbandonato al proprio destino in quanto ritenuto serbatoio di voti sicuri di una parte politica, privandolo di qualsiasi opportunità di sviluppo quale poteva essere la possibilità di concedere ai privati di edificare su gli ampi spazi di territorio oggi destinati a discarica a cielo aperto. Ponticelli oggi è un quartiere dove è assente qualsiasi indizio di legalità; dove da anni non si vede un vigile urbano per strada; è un quartiere dove si può scegliere di occupare la sede stradale ( SUOLO PUBBLICO) con bancarelle di frutta, verdura, cozze etc.. arrostire carciofi in mezzo al traffico nella totale indifferenza dei tutori dell’ordine e delle istituzioni. A volte basterebbe un semplice intervento dell’ASL. A Ponticelli l’aria che si respira fa schifo. Di giorno, di notte a qualsiasi ora del giorno. Fa schifo. E’ impregnata di rifiuti bruciati, di plastica, di ogni genere di sostanza tossica adatta alla combustione. Gli ampi stradoni di recente costruzione sono diventati autodromi non autorizzati dove sfrecciano le auto ad altissima velocità in assenza di controlli e/o interventi dissuasivi; e gli incidenti, spesso mortali sono all’ordine del giorno. Anche in questo caso i tutori dell’ordine intervengono solo per alzare i morti da terra.
    No, in queste condizioni, Ponticelli non può consentirsi di ospitare anche comunità Rom che aggiungono degrado al degrado. Qui non si tratta di trovare sistemazioni alternative a quelle attuali. I Rom vanno espulsi e basta. Perché vivono di accattonaggio, di furti e in condizioni igieniche pessime tali da essere dannose anche per la popolazione residente. Ponticelli avrebbe bisogno di politici che assumano posizioni definite, certe e orientate con decisione al ripristino della legalità. Basta con i giochetti. Ve lo dice un elettore di sinistra .
    Saluti a tutti

  27. 27 patriziogragnano 25 Aprile, 2008 alle 12:03

    Nel consiglio tenutosi giovedì 24 aprile un pezzo sostanziale del PD (quello che fa riferimento a Ponticelli) , insieme allo SDI, Udeur e parte di Forza Italia , si è assunto la responsabilità di intestardirsi nel proporre l’improponibile facendosi respingere il documento da approvare . Alloggiare in delle roulottes i nomadi di ponticelli nel cortile di via delle industrie oltre che impossibile sarebbe una soluzione impraticabile per ragioni di tempo e spazio. La struttura e in condizioni disastrose e priva di ogni utenza e allaccio fognario e i due piazzali potrebbero alloggiare al massimo 15 roulottes.fatevi un po due conti e vedrete quanti rom riusciremo a sistemare. Tutto ciò senza la premessa che la struttura non ha l’agibilità.
    Intanto il tempo passa e il 4 agosto , data di partenza dei PRU ,si avvicina ma una controproposta altrettanto concreta non è ancora arrivata. Io ho accantonato Via Pacioli, perchè non è condivisa ma l’attesa di essere smentito sino ad oggi e ancora vana.
    Dico al PD che con la presunzione non si va da nessuna parte e che su queste vicende bisogna sforzarsi di essere unitari e cercare la sintesi. Oggi non l’avete fatto e vi siete assunti la responsabilità di rendere più tortuoso il cammino verso la risoluzione dei problemi. Auspico di riallacciare il nodo del dialogo abbandonando il populismo che alla lunga non paga , consci tutti insieme che la linea della questura e di non effettuare sgomberi senza una soluzione alternativa. E’ in gioco il futuro di Ponticelli e noi non lo abbiamo dimenticato.
    Bene , bravi, bis!

  28. 28 Nazario 25 Aprile, 2008 alle 9:20

    Patrizio, ti prego, non continuiamo a farci del male…

    Con le provocazioni non stiamo andando da nessuna parte, la gente perde fiducia nelle istituzione additandoci come ente inutile e abbiamo ottenuto solo di dare alibi al Comune che non decide niente perchè “…purtroppo nella Municipalità sono divisi…”.

    Il documento da noi presentato, modificato rispetto alla volta precedente, individua semplicemente “UNA DELLE POSSIBILI AREE” da destinare, non c’è da essere orgogliosi di averlo respinto:

    1) perchè la proposta nel 2003, come si legge anche nel post di Raffaele, nasce dalla stessa rifondazione comunista che ci convinse (nel coordinamento ponticelli interetnica di allora) a lavorare perchè passasse dalla competenza della Regione al Comune, noi (allora DS) lo facemmo e Via delle industrie cominciò ad essere una proposta seria per strutturare un centro di accoglienza permanente tant’è che lo stesso raffaele nel post di sopra (22/2) scrive a proposito della delibera di GC del dicembre 2003 che individuava via botteghelle 123 come sito provvisorio “…da utilizzare per l’accoglienza temporanea di cittadini rumeni, in attesa della materiale disponibilità del palazzo di Via delle Industrie (previsti almeno 12 mesi di lavori).”
    Da allora sono passati 53 mesi e la tua forza politica (che da allora ha sempre diretto le politiche sociali al comune e alla municipalità) ha totalizzato 2 proposte avanzate, 2 proposte ritirate = 0 soluzioni trovate per il territorio di Ponticelli (perchè ti ricordo che anche la situazione bipiani resta così come era, con emergenze peggiori per lo sprigionarsi di fibre amiantose e conseguenti decessi; allo stesso modo, il centro per i richiedenti asilo politico in via sambuco è in rovina e vandalizzato, nonostante le tue buone idee)
    In questo mi appassiona molto di più lo stile e il modo di ragionare di raffaele, fatto di atti concreti e senso dell’istituzione.

    2)Perchè nella Municipalità, nè come assessorato, nè come commissione politiche sociali (entrambe rette da Sinistra arcobaleno) si è pensato di dotare il Consiglio di uno schema di valutazione, tipo: quali sono i siti e le aree su cui votare; con quali criteri scegliere (distanza da luoghi ad alta densità abitativa per raffreddare le tensioni sociali, presenza di sottoservizi, a quali soluzioni dare priorità, numero di persone da allocare, etc…
    ad es. 15 roulotte in area via delle Industrie da cantierare e mettere in sicurezza significa 60 persone;
    via pacioli, più vicino a luoghi di aggregazione e condominii, significa 70 persone etc. )

    3)Il documento bocciato dai voti di Sinistra arcobaleno, Campania democratica, AN, FI e Udc non significa che ci sia una maggioranza per il vostro documento che semplicemente dice “via delle Industrie non è utile” senza indicare alternativa e, cosa grave per me che credo nella programmazione e non nella logica dell’ugenza, rinunciando a via delle industrie anche come soluzione di fase 3 (quella che nel tuo sito definisci a LUNGO TERMINE “Lungo termine: Rilanciare l’ipotesi di Via delle industrie, uno stabile di prorietà della regione campania, in cui c’era un’accordo sul comodato d’uso gratuito al comune per destinarlo a centro d’accoglienza per Migranti” >>>http://www.patriziogragnano.it/pages/rompag.html )

    Fra l’altro i pidiellini barresi che votavano contro il nostro documento dicevano chiaramente “via delle industrie è barra, il problema è di ponticelli”… non credo che tu, per quanto barrese, possa condividere questo modo di ragionare che alla prossima seduta punirà anche la tua soluzione di fase 2 (“Medio termine: destinare un’aria P.R.U. , che di fatto già è occupata, o l’area comunale di Via Mastellone (adiacente al cimitero di Barra) alla creazione di un moderno campo ROM… >>>http://www.patriziogragnano.it/pages/rompag.html )

    Conclusione: la stessa che ho proposto sul blog il 9 aprile, cioè vieni in commissione politiche sociali, decidiamo i criteri subito, fermiamo l’attività illegale, aiutiamo il processo di integrazione istituendo da subito un tavolo con Opera Nomadi, NEA, Caritas decanale immigrati e ASL, “bonificare e restituire gli ambiti 1 e 2 all’obbiettivo PRU che aspettiamo da troppo tempo, per dare ulteriori alibi agli imprenditori, i cui investimenti in questa fase sono estremamente necessari” per la città di Napoli e non solo per Ponticelli.
    Assolviamo in una 3 giorni non-stop la nostra parte di competenza e andiamo subito ad un tavolo con Comune e Prefettura.

    Già immagino la valanga di critiche alla nostra inadeguatezza subito dopo questo post, però per lo meno ci siamo parlati chiaro e abbiamo dato notizia del consiglio (anche se continuo a preferire le cronache precise e asettiche).

    Nel frattempo a S. Giovanni si fanno riunioni serali per rassicurare i residenti di Taverna del Ferro, con centinaia di persone nella sala municipale senza che nè tu nè io ne avessimo notizia, come a dire: tra i due quartieri litiganti, il terzo…

  29. 29 patriziogragnano 26 Aprile, 2008 alle 1:08

    Mi dispiace che diventiate nervosi , ma caro nazario , se prorio si vogliono individuare delle responsabilità queste non possono essere imputabili a chi ha comunque ha individuato quella che resta l’unica soluzione ancora sul terreno. Inutile fare giri di parole e “arzigogoli politicisti”, se non si è daccordo con una proposta se deve fare un’altra che abbia la stessa efficacia! questo non è successo! volevate che si accantonasse via Pacioli, io ho preso atto e sono stato conseguente, ora spetta a voi l’onenere della controprosta. Sono contento che anche chi frequenta questo blog, che rigrazio per l’obbiettività ed il senso di democrazia, comincia a capire che dietro tante parole e proposte di metodo, c’è un’incapacità di formulare una proposta concreta.

    Rigurdo alla volontà di costruire , io sono andato in commissione diverse volte (tu come commissario non c’eri!) ed ho formalizzato le mie proposte. La risposta è stata che i consiglieri del PD , capogruppo e consiglieri di Ponticelli, hanno soltanto tenuto a farmela formalizzare per montare l’esasperazione della cittadinanza come si è visto nel penultimo consiglio e creare un nemico. Questa non è la politica che mi appattiene e non accetto da nessuno lezioni in merito.

    Via delle industrie viene da lontano e , come tu sai, io ne sono tra i padri.Sono disponibile a discutere come sempre e lo sono sin da lunedì prossimo. E’ chiaro che mi aspetto che vi presentiate al tavolo con una proposta, consci tutti insieme, che chi sta dilatando i tempi dicendo solo NO, si assume la resposabilità di far perdere a Ponticelli la più grande occasione di sviluppo degli ultimi anni.

    Un’ultima chiosa sull’ultima affermazione rigurdo le presunte riunioni fatte a san giovanni…. io rispetto riunioni di partito fatte con i cittadini, in quelle riunioni si può dire di tutto, e visto con non sono fatte dal mio partito non sono neanche tenuto a saperne l’esistenza. Il problema e che sono fatte dal PD, quindi….. La vostra faida interna fa male oltre che a voi stessi ai cittadini della seta municipalità, pensateci.

  30. 30 Nazario 27 Aprile, 2008 alle 9:21

    Vabbè, come non detto: è proprio inutile interloquire con queste parole d’ordine…

    buona fortuna a patrizio e agli altri compagni impegnati nel cammino di ricostruzione del consenso, spero che troveremo in futuro nuovi argomenti di confronto.

    Nel frattempo, a quanti vogliano approfondire l’argomento anche da un punto di vista culturale segnalo alcuni siti interessanti:

    http://www.cestim.it/
    it/03zingari.htm
    Ricchissimo e aggiornato portale
    informativo su Rom, Sinti e
    Camminanti, con link a risorse
    web sulla condizione dei Rom in
    Italia e negli altri paesi, rassegne
    stampa, materiali didattici,
    mostre fotografiche on-line, articoli su discriminazione e pulizia
    etnica, raccolta legislativa, esperienze e progetti di integrazione
    di alunni zingari nelle scuole
    http://www.zingari-net.net/
    “Zingari oltre il pregiudizio”: sito multilingue del progetto
    europeo che si propone di contribuire a ridurre l’ostilità diffusa
    nei confronti degli zingari, attraverso la realizzazione di interventi
    formativi rivolti al mondo della scuola
    http://www.unionromani.org/
    Sito in spagnolo e romanì dell’Associazione “Union Romani”,
    volta a difendere e a far conoscere nel mondo l’identità gitana
    http://www.flashnet.it/users/fn029392/
    Sito ufficiale dell’Associazione Italiana Zingari Oggi, con sede a
    Torino, che propone un ricco carnet di interventi formativi rivolti
    alle scuole e alle istituzioni
    http://www.homolaicus.com/storia/contemporanea/
    zingari/BIB_NOM.htm
    Ampia bibliografia di approfondimento in lingua italiana sugli
    zingari
    http://www.deportati.it/trosso/TR98/tr198/5.htm
    Il saggio “Il fascismo e la persecuzione degli zingari”

    saluti

  31. 31 Massimo .De Luca. 28 Aprile, 2008 alle 1:52

    tutto questo è assurdo.
    non c’è un minimo di buon senso.
    uno sforzo per convenire in una decisione comune che risolva un problema comune a tutti.
    una domanda:
    MA DOVE VIVETE???
    io c’ero il 24.
    non esprimo giudizzi perchè magari qualcuno mi potrebbe dire come ti permetti…
    ma il punto è questo per manie di idealismo e personalismo
    non vi preoccupate dei cittadini e delle opinioni che si fanno.
    solo una cosa la sinistrarcobaleno si è trovata in magg conquistando il voto del centro destra che ha come unico interesse far sciogliere il consiglio.
    ma???

  32. 32 NANDO SIGONA 28 Aprile, 2008 alle 2:28

    (postato da nazario), intervento di NANDO SIGONA su http://www.nonluoghi.info

    Dodici mesi fa bruciavano i campi rom di Scampia. La città distratta improvvisamente si accorse di ospitare da più di dieci anni numerosi insediamenti zingari. Nella sola Scampia ce ne erano sette e ospitavano quasi duemila persone. La mobilitazione di una sparuta minoranza di soggetti cittadini (centri sociali, gruppi, associazioni) in quei giorni riuscì ad indirizzare l’attenzione della città sulle gravi condizioni igieniche e materiali in cui (sopra)vivevano in roulotte senza ruote o in baracche fatte di plastica, cartoni e altri materiali di risulta bambini, anziani, uomini e donne.
    Prima di quell’evento drammatico molti napoletani ignoravano l’esistenza dei campi in città. Gli interventi comunali fino ad allora si erano limitati a poca cosa, la strategia utilizzata era stata l’indifferenza o se si vuole il laissez faire. Così gli accampamenti erano cresciuti, insieme con le successive ondate di profughi della lunga guerra di Jugoslavia. Serbi, bosniaci, kosovari giunti a Napoli spesso clandestinamente, senza che ci fosse mai un riconoscimento della loro condizione di profughi, che avrebbe permesso, per esempio, di accedere ai fondi della legge 390 del 1992.

    Venerdì notte e poi tutto il sabato le fiamme bruciarono i campi di Scampia.
    I raid incendiari scatenati per vendicare le vittime di un incidente automobilistico causato da un giovane rom diedero vita a scene di esaltazione collettiva, molte persone scesero per strada ad accompagnare con le grida e gli applausi le macchine zingare, stracariche di bambini e oggetti, che abbandonavano in tutta fretta Scampia.

    “Lo Stato ha lasciato ancora una volta che la camorra e la sua rete di connivenze governassero a modo loro il territorio, risolvendo con la violenza e le fiamme una situazione di disagio, profondamente sentita da ampie fasce di popolazione locale”, così dichiarava un prete molto attivo nel quartiere il giorno dopo gli incendi. L’avere lasciato che i campi crescessero e si moltiplicassero, senza acqua luce e servizi igienici, ha anzi alimentato il disagio e i pregiudizi degli abitanti del quartiere sovrapponendo agli stereotipi soliti associati agli zingari la fastidiosa e concreta immagine della povertà e della sporcizia.

    Dell’indagine giudiziaria aperta nei giorni degli incendi non si sono avute più notizie, dell’interessamento del cardinale Giordano, che venne a visitare il campo suscitando l’ira degli sfrattati dei palazzi limitrofi, neanche, così come dei progetti della Provincia di Napoli che nei giorni immediatamente successivi spostò da un comune all’altro le carovane di Rom senza però riuscire a trovare un posto dove farli sistemare. Le forze politiche, dopo le obbligatorie dichiarazioni della prima ora, scelsero il silenzio.
    Nessuno fece proposte, la sconvenienza di certi argomenti resta tale nonostante gli incendi dei campi. Le misure adottate per gestire l’emergenza furono commisurate alla collocazione sociale dei destinatari. Poche tende senza brande, nessuna cucina da campo, nessun w.c. chimico. L’allora assessore alla Dignità del comune di Napoli, Maria Fortuna Incostante (passata recentemente alla Regione lasciando il suo assessorato vacante, a sottolineare l’importanza che la città dà alle politiche sociali) dichiarò ai giornali di avere pronta la soluzione a quanto era accaduto. “Risolveremo i problemi di convivenza con il nuovo campo nomadi dietro al carcere di Secondigliano”. La struttura, promise l’assessore, sarebbe stata pronta per la fine dell’estate ‘99. E’ passato un anno e il nuovo campo è ancora chiuso, sono terminati i lavori alle infrastrutture e si aspetta da mesi l’arrivo dei prefabbricati. Dal comune fanno sapere che forse sarebbe meglio trasferire i Rom con le loro baracche ora, perché i tempi potrebbero essere ancora lunghi.

    Dopo un anno la soluzione del Comune è il trasloco degli zingari (forse per la metà di luglio) e del “problema” che essi rappresentano. La struttura di Secondigliano, collocata tra la circonvallazione provinciale, un cementificio e le mura del carcere, e con al suo interno alcuni tralicci dell’alta tensione è stata aspramente criticata sin dall’inizio dal Com.p.a.re. (comitato per l’assegnazione e la realizzazione di soluzioni abitative non-ghetto per i Rom) e da un cartello di gruppi e associazioni. “Un campo per 800 persone, come sarà quello di Secondigliano, è destinato a trasformarsi in un vero e proprio ghetto, tanto più che è completamente isolato dal resto della città. Anziché porre le basi per un migliore inserimento di queste persone nel tessuto cittadino, si è fatta una precisa scelta di isolamento ed emarginazione”, dichiara Giovanni del Com.p.a.re. e aggiunge che tutti i tentativi fatti per convincere il Comune e le circoscrizioni a cercare altre soluzioni che partissero dal territorio per costruire una rete di relazioni positive tra comunità rom e altri cittadini napoletani fino ad ora non hanno avuto successo. Eppure di aree utilizzabili a Napoli ce ne sono, basta pensare ai numerosi campi container occupati in passato dai terremotati, o alle strutture abbandonate che con una spesa minore rispetto al campo di Secondigliano potrebbero essere convertite ad uso abitativo.
    Manca invece la volontà politica di farsi carico in maniera innovativa di una questione che non riguarda certo solo i Rom ma l’intera città. “L’amministrazione continua ad intervenire in modo assistenziale, condannando i Rom a restare in una condizione di passività”, dice un altro membro del Com.p.a.re e poi aggiunge “si fa ben poco per incentivare l’attivazione delle risorse di queste persone e tantomeno la loro partecipazione reale, e non solo formale, alle scelte che li riguardano”. Una critica dura nei confronti delle scelte del comune di Napoli è arrivata recentemente dal Comitato Nazionale Rom e Sinti, riunitosi proprio a Napoli il 3 giugno. “La situazione napoletana è grave. Non solo perché a distanza di un anno ben poco è cambiato ma soprattutto perché il nuovo campo, così come è configurato e localizzato, finirà per accrescere l’emarginazione e la dipendenza dei Rom dal circuito assistenziale, laico e cattolico”.

    I Rom, abituati a vivere nei campi abusivi sotto la continua minaccia di interventi di polizia, sperano di avviare con il trasferimento nel campo ufficiale un percorso che li porti alla regolarizzazione della propria condizione in Italia, sottoposta ora, nel migliore dei casi, a continui termini di scadenza.
    A ciò bisogna aggiungere che il nuovo campo, definito dall’ex-assessore Incostante “moderno ed efficiente” e da un suo funzionario “un camping di lusso”, offre acqua corrente, luce e servizi igienici. Questo basta a chi è abituato a non avere diritti a vedere nel campo dietro al carcere la terra promessa. Ma certo non può esimere chi spera in una città capace di costruire relazioni paritarie tra i suoi cittadini di qualsiasi provenienza essi siano dal criticare un’amministrazione che nel momento in cui non ha più potuto rinviare un intervento – è necessario, infatti, liberare le aree occupate da alcuni insediamenti zingari per aprire l’asse mediano che collegherà i comuni dell’area nord di Napoli e avviare così i piani di riqualificazione di Scampia – non ha saputo fare altro che riprodurre un modello abitativo che, come testimonia anche il dibattito a proposito della legge regionale toscana, è superato e ha prodotto ai margini delle città italiane grandi contenitori di disagio ed emarginazione.

  33. 33 Segr. DSPonticelli - CasadelPopolo "Gramsci" 28 Aprile, 2008 alle 2:32

    invio rassegna stampa PD su argomento
    saluti, nazario

    21 aprile 2008
    AREA RASSEGNA STAMPA | Rassegna stampa
    Il fattore «campi Rom» nelle urne della Lega
    L’illegalità e la protesta elettorale
    Giangiacomo Schiavi – Il Corriere della Sera
    Giangiacomo Schiavi – Il Corriere della Sera
    Non ci sono fucili, asce, tomawak nella riserva indiana tra l’Olona e il Lambro, ma solo inferriate aguzze intorno alle villette e qualche cane sul cancello che digrigna i denti; sono spariti i manifesti degli Sioux e tra Landriano, Vidigulfo e Torrevecchia oggi sui muri sorride il poster di Berlusconi, «Grazie, un successo straordinario », ma in piazza c’è il gazebo della Lega.

    «Non mollate», urla un pensionato: l’altra notte hanno rubato in una casa e si è sparsa la voce, sono entrati di notte, la famiglia era a letto, hanno anche aperto una bottiglia di vino. Rom, romeni, clandestini: sempre loro.
    La paura gonfia l’urna leghista, raddoppia e triplica i consensi nei paesi di frontiera dove il piccolo benessere è infranto da incursioni e ruberie: l’impunità fa rabbia, la gente non si fida più.

    «E noi siamo ancora qui», dice Roberto Mura, segretario provinciale a Pavia, seimila chilometri di campagna elettorale, quasi quattromila voti per il Senato, «non molliamo, perché questo è il nostro compito. Siamo gli unici a parlare di sicurezza, senza imbarazzi». Dove c’è una baraccopoli, un’occupazione irregolare, un campo nomadi abusivo, i leghisti scandiscono slogan, organizzano proteste, indossano il fazzoletto verde e accendono i lampeggianti per le ronde padane, «le ho fatte anch’io — racconta Mura — ce le chiede la gente, anche qualche imprenditore. Non siamo giustizieri del Ku Klux Klan, facciamo solo capire che esiste un presidio, una vigilanza attiva. La polizia non ce la fa, gli organici non bastano».

    San Genesio, appena più avanti, è un avamposto dove senti forte la voglia di dire basta. Nel Duemila volevano mettere i cancelli antirapina: 47 assalti nelle case in meno di tre mesi.
    Mura fa anche il sindaco. «Questa provocazione dei cancelli ce la portiamo dietro, come i luoghi comuni del leghista un po’ rozzo, qualunquista e razzista. Io faccio l’imprenditore, ho la maturità scientifica, ritengo di non puzzare. Ho amici bosniaci, prendo il caffè con loro, so che bisogna convivere con l’immigrazione ma rispettando le regole. La Lega lo ripete da quindici anni, oggi viene premiata la coerenza e la chiarezza di un progetto che difende il territorio».

    Al bar sulla strada principale, il titolare Rocco Cua si scalda: «Che siano razzisti o marziani io li ho votati perché sulla sicurezza dicono quello che vogliamo sentirci dire: dentro chi lavora, fuori i mascalzoni ».
    Il bar ha le grate di una prigione, le saracinesche blindate, un antifurto satellitare. Coprifuoco di sera: alle 20 tutti a casa. Non c’è più il popolo dello scopone dopocena. «A una certa ora si fermano solo zingari e clandestini, preferisco chiudere».

    La linea del malessere finito nell’urna porta verso Rozzano, Opera, Pieve Emanuele, verso le baraccopoli milanesi dove si accumulano le vite di scarto dei rom, i campi profughi per disperati, sudici depositi di merce rubata, gomme, parafanghi e materassi.
    Anche qui è un marcia trionfale: la battaglia contro il campo nomadi a Opera ha portato la Lega dal 4,75 al 12,4 per cento. Ettore Fusco, 38 anni, è il sindaco del paese, protagonista di una battaglia finita nel rogo della tendopoli che doveva ospitare i rom.

    L’hanno accusato di istigazione a delinquere per quella sera, aveva detto in consiglio «andiamo tutti e resistiamo, gli interessi dei cittadini non sono quelli della solidarietà ai nomadi». Pentito? «Sono stato prosciolto, in certe situazioni c’è sempre qualche scalmanato. Ma senza reagire finisce che i clandestini entrano nelle nostre case, è sempre peggio. E se ti opponi rischi la galera…». La gente non ce la fa più, spiega Fusco, «e ce lo viene a dire. La sinistra ci ha marciato con questi poveracci, con il buonismo che poi era lassismo. Li volevano iscrivere ai sindacati, pensavano di farli votare: chi si occupa di campi nomadi è sempre della sinistra radicale. Noi abbiamo fatto una sommossa contro i rom , loro li volevano in casa. E così a Opera il centrosinistra è sceso dal 63 al 43 per cento».

    I rom ci hanno fatto una propaganda incredibile, spiega il sindaco. «Hanno rilanciato il nostro progetto, non la solita protesta: il federalismo. Così il cittadino vede se ti dai da fare per lui oppure no. Oggi non si capisce mai di chi è la colpa…». La periferia milanese soffre. Ci sono asili assediati, ospedali che denunciano un boom di furti, cittadini che chiamano ogni giorno polizia e carabinieri.
    Matteo Salvini, neoeletto in Parlamento, è dappertutto con il suo megafono, come un cane da polpaccio: «Ci votano per questo, non perché siamo chic. E andremo fino in fondo in Parlamento con il nostro progetto».

    A Milano, in via Dudovich, zona Gratosoglio, c’è una nuova favela, vecchi e bambini vivono tra topi e scarafaggi.
    Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, è in trincea da anni, cerca di conciliare accoglienza e legalità. «Sui campi rom diciamo come la Lega che non ci devono essere. Sono disumani. Ma è diversa la strategia sul che fare. Gli sgomberi non bastano, spostano solo il problema più in là. Serve un rigoroso progetto di accoglienza e bisogna disinnescare il clima elettorale».

    Diecimila nomadi intorno a Milano sono troppi, «vanno oltre le nostre possibilità», spiega il presidente della Provincia Penati, partito democratico: da sindaco di Sesto sui rom aveva avuto una linea simile a quella della Lega. Allora era isolato nel Pci. Adesso è un’avanguardia del partito del Nord. Ma la Lega ha già portato via i voti.

  34. 34 MICHELE DI CARLO 28 Aprile, 2008 alle 3:16

    A mio avviso si continua ad affrontare i problemi utilizzando i luoghi comuni della tolleranza e della persecuzione, l’accusa di fascismo e razzismo nei confronti di chi chiede semplicemente la tutela dei propri diritti di cittadino. E’ molto più conveniente non fare niente che fare qualcosa che mini il consenso.
    E così facendo la nostra città sprofonda nel disordine e nell’ingovernabilità.
    Toglietevi di mezzo se non siete capaci. Lasciate spazio a chi ha la determinazione di risolvere i problemi. La liberazione degli spazi ove ora sono accampati i ROM va eseguita in osservanza dei più comuni principi di legalità che il nostro codice espressamente contempla. Altrimenti invito tutti i cittadini di Ponticelli ad occupare una parte di terreno comunale ad uso proprio, nei numerosi spazi presenti sul territorio. Non vedo perché i ROM, ovvero persone che vivono in assenza del rispetto delle più basilari norme igieniche e sanitarie e sprovvisti di una attività lavorativa, debbano avere diritti superiori ai cittadini residenti che pagano le tasse.
    E poi basta con questo finto altruismo; pensate a rappresentare le volontà di chi vi ha eletto.

  35. 35 MICHELE DI CARLO 29 Aprile, 2008 alle 1:13

    Vi consiglio di visionare questo video su Youtube all’indirizzo http://it.youtube.com/watch?v=k05IGh8Uv78 intitolato : Lega Nord contro il campo nomadi a Rho, tratto da una trasmissione televisiva che affrontava il problema dei campi rom a RHO. Il sindaco di RHO di allora, della Margherita, è stata sconfitta da un rappresentante del PDL che ha totalizzato il 61% dei consensi.Ascoltate e fate le vostre valutazioni.

  36. 36 patriziogragnano 10 Maggio, 2008 alle 1:35

    Lunedì ultima chiamata per la soluzione ROM, entro il 4 agosto vanno liberate le aree per consentire l’inizio dei lavori dei PRU, ma la mediazione tra il PD e il resto della maggioranza è ancora lontano

    “Il tempo passa e gli spazi di agibilità politica diminuiscono sempre di più, la soluzione dei campi è ormai incontrollabile e si fa fatica a contenere la montante rabbia della gente. Occorre decidere e farlo presto per consegnare al comune un’indicazione che ci è stata espressamente chiesta su dove allocare chi abita i campi ROM abusivi. E’ irresponsabile continuare il muro contro muro sulla pelle della gente e occorre esercitare la nostra funzione di governo. Propongo al PD una mediazione che tiene insieme le esigenze di tutti e che significherebbe dare una soluzione subito attuabile e toglierebbe ogni alibi a chi , al comune di Napoli, non ha deciso sino ad oggi. La soluzione di Via Pacioli da adottare solo in via provvisoria per rendere agibile lo stabile di Via delle Industrie in via definitiva.
    In questo modo si può subito liberare le aree in cui è più forte l’emergenza (Via Malibran) avviando una bonifica definitiva delle aree.
    Spero che su questa proposta possa convergere tutto la parte del PD che in questi mesi ha saputo dire solo NO . Se così non fosse mi aspetto una controporta o l’assunzione della responsabilità di consegnare il quartiere di ponticelli al degrado ed alla ingovernabilità per i prossimi 10 anni, facendogli perdere l’occasione dei P.R.U. e alimentando il degrado dei Campi ROM.

  37. 37 Massimo 12 Maggio, 2008 alle 3:04

    Scrivo questo commento a seguito delle ultime gravi vicende accadute nel nostro quartiere in merito alla situazione Rom.
    Mi riferisco, come sarà evidente a tutti, al tentato rapimento di una bimba ponticellese da parte di una ragazzina Rom.”notizia giustamente passata ai tg nazionali”.
    Mi riferisco anche, come sarà meno evidente a tutti, a quello che accaduto in piazzetta E. Sandomenico nei confronti di un bambino Rom il quale è stato afferrato da due uomini ponticellesi e chinato sotto la fontanella per essere lavato.

    Io non so dove si arriverà, spero non oltre perché l’accaduto è già grave.

    Non sono uno di quelli che denomina fascista e/o razzista chi dice che i Rom devono andare via perché non posso intossicarci con i fumi prodotti dalla combustione di copertoni o di cavi elettrici o perché rovistano nei rifiuti e così facendo lasciano i sacchetti aperti per terra Etc Etc
    Anche perché non c’è nulla da obbiettare
    Le fumate nere che si innalzano dai campi le vediamo tutti.

    Personalmente per formazione caratteriale sono per non cacciare ma sarei per organizzare e indirizzare qualsiasi minoranza verso l’integrazione.
    LA QUESTIONE PERO’ E’ DIVENTATA PERICOLOSA PERCHE’ PER L’INCAPACITA’ DELLE ISTITUZIONI, CHE NON SONO MAI STATE IN GRADO FIN ORA DI REALIZZARE UN PROVVEDIMENTO, SI E’ ARRIVATI AL PUNTO IN CUI I CITTADINI ESASPERATI, DALLA PERSEVERANZA DELLA SITUAZIONE, PENSANO DI AGIRE ACCECATI DALLA RABBIA E DALLA XENOFOBIA DA SOLI O PEGGIO POTREBBERO PENSARE DI AFFIDARSI IN ASSENZA DELLO STATO ALL’ANTISATO.

    Quindi ad ora non vedo che una catastrofe imminente.
    Spero che chi mi rappresenti e governa possa al più presto prendere provvedimenti (se pur sgomberando “meglio cacciati che lapidati”.)
    Tra l’altro invito a riflettere anche chi è accecato dalla rabbia nei confronti dei Rom, nessuno può darvi torto ma pensate che quella è gente composta da uomini, donne e bambini proprio come la vostra gente, magari non pagano le tasse e fanno tutta una serie di azioni illecite e magari è vero che vanno cacciati e basta senza neanche provare ad organizzarli in centri di accoglienza in modo che non brucino più copertoni fili etc ect MA SICURO NON BISOGNA FARSI TRASPORTARE DALLA RABBIA MAGARI ARRIVANDO A COMPIERE AZIONI CHE NEANCHE IL PAGAMENTO DELLE TASSE GIUSTIFICHEREBBE.

    Un ultima cosa poi chiudo quest’intervento è una mia riflessione sulla presa di coscienza di essere cittadini avuta in questo periodo, perché dire noi, paghiamo le tasse abbiamo diritti significa aver coscienza di essere cittadini è questa è un’ottima cosa.
    Bene mi viene da ridere devo essere onesto pensando a questo fatto.
    Cioè noi le illegalità dei Rom le stiamo pesando con una taratura precisissima e quindi con vigoria e insistenza diciamo:
    1) non dobbiamo lasciarli occupare il suolo pubblico
    2) per strada sono un qualcosa di diseducativo per i nostri bambini
    3) il fumo che ci fanno respirare è nocivo
    4) non possiamo lasciarci derubare negli appartamenti
    5)varie ed eventuali
    Per queste e mille altre legittime motivazioni ci siamo attivati e mobilitati perché queste sono cose indubbiamente gravissime che vanno ad intaccare il nostro senso civico e il nostro vivere seguendo delle regole precise leggi cui noi tutti teniamo tanto che se qualcuno non si adegua ad esse “vedi Rom” noi tutti si fa le battaglie per espellere dalla nostra splendida società questi sovversivi.
    Bene tutto bello ma poi come mai sul problema camorra non c’è tutta questa vigoria nell’esprimere il dissenso, pagano forse le tasse i camorristi?
    Oppure loro non ledono la nostra società?
    1) Occupano le nostre piazze smerciando droga
    2) Per strada sono un qualcosa di deviante per i nostri bambini
    3) Il business delle ecomafie ha reso nocivo vivere non solo nel nostro ma in più quartieri di Napoli
    4) Il raket
    5) Molteplici attività illegali di cui probabilmente non conosciamo esistenza
    Adesso non mi fraintendete non voglio criticare le battaglie fatte da chi giustamente crede che i rom cosi come stanno, non posso restare ma solo vorrei far notare che non basta pagare le tasse per essere cittadini.
    MAGARI SAREMMO CITTADINI MIGLIORI SE CI ACCORGESSIMO DEI NOSTRI DIRITTI SEMPRE E NON AVENDO PAURA MAI DI AFFRONTARE CHI DI QUESTI DIRITTI CI PRIVA.
    Saluti
    Massimo De Luca


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