PD e Rom in direzione provinciale

PD: ieri in direzione provinciale questione Rom di Ponticelli

 argomento: primarie a Giugno. Nardi ricostruisce la dinamica mediatica che ha accompagnato l’escalation dell’intolleranza di Ponticelli e tra i primi interventi, Malandrino, che presenta un dossier-rom sulla questione (tutte le responsabilità e la cronologia dei fatti dal 2003*), chiede i Circoli PD per ristabilire i percorsi decisionali e nega la deriva a destra del PD di Ponticelli:)

(…) Se così fosse non si spiegherebbe come abbiamo retto finora. Invece, fin dagli anni ’90 questo quartiere si è rimboccato le maniche per accogliere slavi, africani e rom in fuga dai loro paesi,  spesso dividendo con gli italiani i prefabbricati del post-terremoto. C’è una rete di solidarietà e uno sportello immigrazione che funziona a Ponticelli e anche noi nella Casa del Popolo di Ponticelli abbiamo fatto la nostra parte: con associazioni e giovanili di partito fondammo nel 2002 il Coordinamento Ponticelli Interetnica, avviamo i contratti di Solidarietà in risposta alla Bossi-Fini, aprimmo la vertenza sugli alloggi in amianto ai Campi Bipiani, organizzammo i corsi di italiano per i migranti e ben 6 edizioni del Carnevale delle Differenze per le centinaia di scolaretti che vi partecipavano educandosi all’Altro. Più volte abbiamo rinunciato a passare il Natale o il Capodanno con le famiglie per mantenere la struttura aperta alle feste delle Comunità straniere, per contaminare culture e sapori. Ma con 10 campi rom su 3-4 kmq, rame e pneumatici che bruciavano a tutte le ore tra i casermoni della 219, era inevitabile che il modello gitano si scontrasse con un tessuto sociale già modificato dalla deindustrializzazione, con redditi bassissimi, un’alta evasione scolastica, un pauroso abbassamento dei servizi, un’economia criminale radicata. No, l’effetto del mix degrado e illegalità si era già fatto sentire. Bisognava alleggerire la pressione, la metà dei Rom di Napoli era a Ponticelli e gli Assessori di Rifondazione che continuavano a proporre idee e sacrifici solo al nostro territorio. Molta responsabilità è anche dei media che, suggerendo un teorema  – i ROM sfruttati dall’economia criminale – hanno poi attirato un’attenzione mediatica scomoda per i “traffici reali” dei clan camorristici, le tante piazze di spaccio;  poi la vicenda del tentato rapimento di una neonata e le telecamere che riprendevano la manifestazione dei comitati civici contro il Comune: era prevedibile che “l’altro Stato” volesse dimostrare di risolvere la faccenda più velocemente e più efficacemente dello Stato, con il consenso della gente esasperata. È bastata la presenza delle telecamere per radunare la gente. Da questo punto in poi tutto si è svolto in modo inevitabile. Il blocco del traffico, la presenza degli esagitati che tentavano di entrare negli accampamenti, la tensione che aumentava ad ogni nuova volante che arrivava. I campi rom abbandonati che, uno alla volta, vengono incendiati con una strategia da cecchini, senza che le forze dell’ordine presenti riuscissero a tenere sotto controllo il fenomeno. A un passo da tutto questo, decine di podisti che continuavano ad correre intorno alla Villa comunale, incuranti…

(…) Nel vedere i roghi, forse c’è stato l’errore di aver pensato ad andare tra i rom, e non anche di tutelare la nostra immagine bloccando quei manifesti non concordati: sono infatti una cosa diversa dalla lettera aperta che avevamo condiviso alla Casa del Popolo per chiedere un’audizione urgente ai tutori dell’ordine. Certo,  in un contesto diverso da quelle ore,  la differenza con i manifesti PDL sarebbe stata evidente, anche con quell’impostazione semplicistica: il PD chiedeva lo smantellamento dei campi per l’aggravarsi di un’emergenza sanitaria, (oggi confermata anche dall’UE)  sociale  (che i fatti già presagivano) e ambientale (anche la bonifica dovrà attendere la rimozione dell’amianto rinvenuto);  la PDL, invece, nei suoi manifesti ancora affissi, attacca la Municipalità perché dalla parte dei Rom, definiti “delinquenti per cultura e professione”. La verità è che nel naufragio delle soluzioni che avevamo indicato in alternativa ai Campi, abbiamo deciso, da soli, di saltare i filtri e rivolgerci direttamente a  Comune, Prefetto, Questore  ed ASL perchè riconoscessero che la questione non atteneva più alle politiche sociali, oramai fallimentari, ma all’ordine pubblico e sicurezza…

  * dossier-rom

 SCARICA IL DOSSIER PD Ponticelli “tutte le responsabilità e la cronologia dei fatti dal 2003):

  
 

 Segue rassegna stampa di questi giorni sull’argomento:

http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/76886981.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77057360.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77057151.pdf
 http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77005603.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77006502.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77015102.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77048319.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77091918.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77093184.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77093957.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77093610.pdf
http://www.astampa.rassegnestampa.it/Rassegne/COMUNE%20NAPOLI/05/77197559.pdf

 

 

 

 

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