Scritto da Luca Marconi da il Corriere del Mezzogiorno, 28-05-2008 08:02
Inevitabile che alcuni bambini di Ponticelli abbiano assistito da vicino, e non in Tv, ai raid incendiari sui campi rom. La stragrande maggioranza degli alunni del comprensivo Don Bosco racconta con sgomento di aver visto compagni di banco rom allontanarsi con le madri fra file di poliziotti e finanzieri che li proteggevano dalla folla inferocita. Qualche altro scolaro — ma è una piccola minoranza — scrive invece sui temi che «la gente ha fatto bene a bruciare le baracche ». Hanno tra i 9 e gli 11 anni gli alunni del 57esimo circolo di via Volpicella che da giorni, attraverso compiti in classe, disegni e incontri con le associazioni territoriali (in settimana è atteso don Tonino Palmese) stanno rielaborando quanto accaduto pochi giorni fa nel quartiere. Qualche tema che affronta di petto la questione delle violenze incendiarie ha allarmato i professori: «Hanno fatto bene — scrive uno scolaro — visto che i rom non se ne sono andati con le buone, abbiamo dovuto usare le maniere forti».
Ma saranno una decina i compiti in classe che giustificano in vari modi i raid o la rabbia del quartiere «lasciato solo», una minima parte di 150 temi soprattutto solidali. Qualcuno chiede anche scusa: «Se dobbiamo rimediare — dice una bambina — direi di cercare posti di lavoro per i rom». E non potrebbe essere altrimenti nella scuola vicina ai bipiani che, fino al 2004, con lo sgombero dei soli rom dalle baracche all’amianto ancora abitate da albanesi e ivoriani, contava 150 studenti immigrati ed oggi ne conserva una cinquantina. Ciò che hanno visto in strada o in Tv ed hanno sentito dai loro genitori quando i campi venivano assaltati, i bambini lo hanno anche disegnato: case in fumo, ma anche bimbi che chiedono aiuto, piccoli rom che dicono «ciao italiani, ci rivedremo presto». Una bimba ipotizza anche «parchi europei per i rom» creati dagli Stati della Comunità «con l’aiuto di esperti », parchi che «dovrebbero funzionare come una piccola società economica e culturale e quindi con campi per l’agricoltura, officine per artigiani e teatrini per gli spettacoli» e, conclude la bambina, «noi saremmo felici di comprare il biglietto per questi spettacoli o oggetti d’artigianato». Secondo il vicepreside dell’istituto, Mariano Coppola, «poco importa se siano stati due alunni a scrivere che è stato giusto bruciare quei campi. Se alcuni hanno assistito ai raid e dopo hanno ribadito con fermezza le posizioni dei genitori, sono stati coinvolti in pieno ed ecco perché da giorni stiamo lavorando per fargli capire cosa è successo, che gli episodi di violenza non vanno ripetuti». Sia chiaro però, aggiunge la preside Giovanna Gargiulo, che «tanti studenti hanno condannato senza riserve le violenze». Secondo l’assessore municipale all’Educazione Massimo Cilenti, «se le istituzioni non ci avessero lasciati soli con le baraccopoli cresciute a dismisura nemmeno due bambini avrebbero scritto “bravo” agli incendiari ». Per la presidente municipale Anna Cozzino è «necessario organizzare nuove iniziative di solidarietà sul quartiere». Che ne ha già diverse in corso. Lo Sportello Immigrati domenica scorsa ha portato in piazza San Domenico altre scuole della Municipalità, con cartelli preparati dagli stessi alunni, uno dei quali diceva: «Diamo loro accoglienza e integrazione, non bruciamo i loro campi». Una sorta di anticipo del Carnevale interetnico di Ponticelli che il consigliere diessino Nazario Malandrino organizza con l’Arci dal 2001 e che ogni anno porta in piazza più di 1.500 persone, quando un maxi corteo aperto sempre dai ragazzini del Don Bosco e dall’educativa territoriale Cathrin raggiunge il parco dedicato al piccolo ebreo vomerese Sergio De Simone, ucciso a 8 anni dai medici nazisti che gli iniettarono la tubercolosi per uno dei loro «esperimenti». Ponticelli, insomma, strano a dirsi, ma vanta una radicata tradizione di tolleranza e solidarietà.
2 Risposte a “Temi choc: «Bene i roghi nei campi rom»”
Nelle sale d’attesa del medico, sugli autobus, nelle interminabili file alla posta, quante volte vi è capitato di sentire cose come queste? A me purtroppo, troppo spesso. È un sentire diffuso e comune “ci hanno invaso!”.
Nell’introduzione a “I poveri no ci lasceranno dormire” un fantastico libro di padre Alex Zanotelli, Beppe Grillo fa questa brillante riflessione:
<<Ma chi sono davvero gli invasori? Perché il governo italiano parla solo delle impronte digitali degli extracomunitari e mai delle impronte ecologiche degli italiani?” e poi spiega che l’impronta ecologica è “la quantità di territorio necessaria per produrre le risorse e per assorbire i rifiuti e le emissioni collegati al livello di consumi materiali di un popolo”.
Ora, un italiano disporrebbe di 1 ettaro bio-produttivo ma ne adopera 4, un brasiliano ne avrebbe a disposizione 4 ma ne adopera 1. “Chi sono allora gli invasori?”
CIO’ CHE RITENGO PIU’ GRAVE ALLA LUCE DELLA STESURA DEI COSIDDETTI “TEMI CHOC” DEGLI ALUNNI DELLA DON BOSCO E’ IL COMPORTAMENTO DEL TUTTO SCORRETTO DELLA PRESIDE DEL PLESSO ,LA QUALE ,A MIO AVVISO HA TRASGREDITO PERLOMENO AD UN PAIO DI PRINCIPI ETICI E MORALI .
PRIMO FRA TUTTI VIOLAZIONE PALESE DELLA PRAIVASY DEGLI ALUNNI.
HA OLTREMODO SECONDO ME MESSO A RISCHIO L’INCOLUMITA’ DEI GENITORI DEGLI ALUNNI INTESTATARI DEI TEMI E DEI DISEGNI.
NON SO SE LA SIGNORA GARGIULO, SI RENDA CONTO CHE SE I RAGAZZI HANNO PARTORITO SUDDETTI PENSIERI UN PO’ DI COLPA POSSA ESSERE REPUTATA ANCHE ALL’INADEGUEDEZZA DEI SUOI INSEGNAMENTI DIDATTICI.
CREDO, ANCORA CHE LA PRESIDE HA TESO A STRUMENTALIZZARE GLI ELABORATI DEGLI ALUNNI SENZA TENER CONTO DELLA BUONA FEDE DELLE COSE DETTE E, E MI DISPIACE DIRLO NON SI RENDE MINIMAMENTE CONTO DEL CONTESTO SOCIALE IN CUI VIVONO QUOITIDIANAMENE I SUI ALUNNI ,DEI TRAUMI PSICOLOGICI CHE HA ULTERIORMENTE POTUTO CAUSARE.
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Nelle sale d’attesa del medico, sugli autobus, nelle interminabili file alla posta, quante volte vi è capitato di sentire cose come queste? A me purtroppo, troppo spesso. È un sentire diffuso e comune “ci hanno invaso!”.
Nell’introduzione a “I poveri no ci lasceranno dormire” un fantastico libro di padre Alex Zanotelli, Beppe Grillo fa questa brillante riflessione:
<<Ma chi sono davvero gli invasori? Perché il governo italiano parla solo delle impronte digitali degli extracomunitari e mai delle impronte ecologiche degli italiani?” e poi spiega che l’impronta ecologica è “la quantità di territorio necessaria per produrre le risorse e per assorbire i rifiuti e le emissioni collegati al livello di consumi materiali di un popolo”.
Ora, un italiano disporrebbe di 1 ettaro bio-produttivo ma ne adopera 4, un brasiliano ne avrebbe a disposizione 4 ma ne adopera 1. “Chi sono allora gli invasori?”
CLAUDIA
CIO’ CHE RITENGO PIU’ GRAVE ALLA LUCE DELLA STESURA DEI COSIDDETTI “TEMI CHOC” DEGLI ALUNNI DELLA DON BOSCO E’ IL COMPORTAMENTO DEL TUTTO SCORRETTO DELLA PRESIDE DEL PLESSO ,LA QUALE ,A MIO AVVISO HA TRASGREDITO PERLOMENO AD UN PAIO DI PRINCIPI ETICI E MORALI .
PRIMO FRA TUTTI VIOLAZIONE PALESE DELLA PRAIVASY DEGLI ALUNNI.
HA OLTREMODO SECONDO ME MESSO A RISCHIO L’INCOLUMITA’ DEI GENITORI DEGLI ALUNNI INTESTATARI DEI TEMI E DEI DISEGNI.
NON SO SE LA SIGNORA GARGIULO, SI RENDA CONTO CHE SE I RAGAZZI HANNO PARTORITO SUDDETTI PENSIERI UN PO’ DI COLPA POSSA ESSERE REPUTATA ANCHE ALL’INADEGUEDEZZA DEI SUOI INSEGNAMENTI DIDATTICI.
CREDO, ANCORA CHE LA PRESIDE HA TESO A STRUMENTALIZZARE GLI ELABORATI DEGLI ALUNNI SENZA TENER CONTO DELLA BUONA FEDE DELLE COSE DETTE E, E MI DISPIACE DIRLO NON SI RENDE MINIMAMENTE CONTO DEL CONTESTO SOCIALE IN CUI VIVONO QUOITIDIANAMENE I SUI ALUNNI ,DEI TRAUMI PSICOLOGICI CHE HA ULTERIORMENTE POTUTO CAUSARE.
PEPPE IIIINCAZZATO