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Dossier sui risvolti istituzionali della vicenda ROM di Ponticelli
Da “riunione quadri di coordinamento PD di Ponticelli del 9-5-08” |
§. La questione immigrati a Ponticelli dal 2003 ad oggi.
1.1 Campi Bipiani, Via Botteghelle e il Palazzo di via delle Industrie
Il 3 dicembre 2003 la Giunta Comunale votò una delibera (n. 4397) che autorizzava a contrarre un comodato d’uso gratuito relativo alla cessione per 12 mesi a favore del Comune di Napoli di alcune parti del Magazzino Approvigionamento sito in Ponticelli, Via Botteghelle 123, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana spa di Napoli, da utilizzare per l’accoglienza temporanea di cittadini rumeni, in attesa della materiale disponibilità del palazzo di Via delle Industrie (previsti almeno 12 mesi di lavori), ovvero la proposta avanzata dal Coord. Ponticelli Interetnica che riuniva DS, PRC, Associazioni di Volontariato come N:EA, Cartitas, 3febbraio, ArrangiARCI, e Comunità Ivoriane e Albanesi di Ponticelli nei mesi precedenti: l’allora Pres. De Cicco e i segr. di partito rappresentarono la proposta al tavolo con la Regione dove fu recepita dall’allora Assessore Buffardi la quale rese disponibile per il Comune di Napoli il palazzo di proprietà della Regione, inviando nota al Comune di Napoli che invece risponderà 8 mesi dopo.
Nel frattempo lo stesso comodato d’uso per i magazzini di via Botteghelle 123 viene sottoscritto è il 14 gennaio 2004.
Era l’epoca in cui dalla sera alla mattina sbarcarono circa 500 rumeni a Napoli (estate 2003) senza un posto dove dormire, denutriti, disorientati ed ingannati da spregiudicati mercanti di vite umane.
Tantissimi vennero a Ponticelli, al campo bipiani di via Volpicella, sorto per far fronte alle esigenze abitative del post terremoto e successivamente occupato dalle comunità Rom che ne avevano modificato le strutture e quindi contribuito alla dispersione di fibre amiantose. La situazione peggiorò con l’arrivo di famiglie rumene che venivano costrette a pagare per occupare locali sigillati e dunque entrarono subito in conflitto con gruppi etnici serbo-albanesi che erano riusciti a controllare l’area e così ad imporsi sui nuovi arrivati. La situazione degenerò inevitabilmente quando arrivarono i Rumeni di Calarasi. Così il Campo Bipiani (lato Ponticelli) viene abbattuto, i rom presenti sgomberati senza soluzione abitativa alternativa. Restano in piedi i Bipiani fronte strada (lato Barra) popolati da italiani, albanesi, e africani sub-sahariani che tuttora permangono in strutture dai pavimenti, soffittature e travi in amianto. Anche il contratto con la ditta aggiudicatrice dei lavori di abbattimento e bonifica viene sciolto dopo il pagamento di mesi di mora da parte del Comune.
L’amministrazione Comunale di Napoli fu attaccata duramente perché incapace di affrontare il problema rumeni, furono praticate soluzioni provvisorie con non poche inquietudini al Margherita di Savoia (ex scuola), al “Ristori” (centro storico) ed all’altra ex scuola Deledda in Soccavo, unico Centro di Prima Accoglienza di Napoli. L’intero Consiglio di Circoscrizione Ponticelli, leggendo per tempo le tensioni sociali si stavano manifestando tra i residenti, votò all’unanimità un ordine del giorno il 25 febbraio 2004 (nota prot. n. 251/P del 26/02/2004) dove si chiedeva “l’annullamento e l’immediato blocco del provvedimento”, ciò portò ad una successiva ulteriore mediazione che prevedeva la riqualificazione e l’arredo urbano di tutto il tratto di Via Botteghelle entro il quale vi era, quasi esclusivamente, la zona che doveva ospitare i rumeni (delibera di G.M. n. 896 del 15 marzo 2004), ma la gente era inviperita, aizzata contro tutti, atti vandalici e pregiudizi sopravanzarono a qualsiasi capacità di ascolto e di equilibrio. L’operazione saltò per evitare le più dannose conseguenze.
1.2 Aumentano i campi: 10 per 4 Kmq. La Municipalità in cerca di sponde istituzionali.
Con i Rom sfrattati da via Lufrano (Casoria) e successivamente altri ancora, i Campi rom sono aumentati: 3 su via Argine; 2 su via V. Wolf; 2 su Cupa Lettieri/via Malibran; 1 via Califano; 1 via D. Petri (recintato con lastre di Ethernit), 1 pertinenze Villa Tropeana = Tot. 10, con stima approssimativa 900/1400 presenze (non esistono dati ufficiali coerenti, per la Prefettura 600/700, per i Vigili 225, per l’ASL 1500/2000, per i mediatori dello Sportello immigrati comunale ca. 800).
Nel 2006 si acquisisce il patrimonio informativo della IV commissione Circoscrizionale tramite i resoconti del Consigliere Malandrino (già Presidente della stessa) cominciano i sopralluoghi della Commissione competente nella Municipalità VI presso i campi, (poi interrotti per la nota Mossetti: un’interpretazione del Regolamento che in generale ne fa divieto).
Sono peggiorate le condizioni igienico sanitarie ed aumenta l’attività illegale, cui va ad aggiungersi, dapprima solo nelle stagioni fredde, l’attività di brucio di pneumatici (poi divenuta business per scaricatori abusivi che trovano nei rom il socio ideale) e di rame. La Municipalità comincia ad inviare note e appelli, un fitto carteggio per chiedere tavoli interistituzionali, e nel Quartiere più volte viene segnalato come il fuoco lento e continuo, tenuto acceso per sciogliere la plastica contenente il rame, prosegue per l’intera giornata e anche di notte. I fumi sprigionati dalla combustione rendono l’aria dei dintorni irrespirabile. A nulla serve chiedere l’intervento dei Carabinieri della PS dei Vigili del Fuoco, della Polizia Municipale: i cittadini via Malibran e via Lettieri, precedentemente riuniti in comitato civico per stimolare la riqualificazione dell’area, presentano un esposto il 3 agosto 2007 al Commissariato di Ponticelli: “Nella zona di Ponticelli più precisamente in tutta l’area intorno al parco “De Filippo” vi sono diversi insediamenti di Rom che vivono in fatiscenti baracche costruite su suolo pubblico senza alcuna norma di sicurezza e senza nessun tipo di autorizzazione, con materiale di risulta (pannelli di legno, cartone, pneumatici dismessi ecc.) e privi di fognature, di acqua e di elettricità.
La mancanza delle più elementari condizioni igienico-sanitarie espone gli occupanti di tali tuguri, soprattutto i bambini, al rischio di infezioni.La totale assenza dei servizi igienici obbliga gli occupanti di questi insediamenti abusivi a fare all’aperto i loro naturali bisogni fisiologici.
Inoltre, tali costruzioni sono da ritenere molto pericolose in quanto costruite con materiali facilmente infiammabili.
La principale attività svolta dagli abitanti di questi insediamenti, soprattutto da bambini e donne, è quella di rovistare nell’immondizia aprendo sacchetti chiusi.
Gli uomini si dedicano alla ricerca di materiale ferroso e di elettrodomestici, che trasportano con un furgoncino molto rumoroso e senza targa, presso i loro accampamenti per asportare le parti meccaniche e metalliche, lasciando poi le carcasse dove capita, contribuendo così, in modo significativo, alla già precaria e insostenibile crisi dei rifiuti.”
Il mese successivo, 26 settembre 2007, dopo discussioni sull’opportunità o meno di affrontare la questione in consiglio, viene presentata dal consigliere Malandrino con le firme di 15 consiglieri un’interrogazione, rimasta senza risposta, con proposta di esame in consiglio di questioni inerenti: situazione Parchi, Immigrazione,Vigili Urbani, Centrale di Vigliena.
I 15 Consiglieri, a maggioranza DS e DL, interrogano il Presidente e la Giunta al fine di conoscere:
-(…)come si intende rispondere all’emergenza rappresentata dal moltiplicarsi di insediamenti abitativi abusivi, per lo più popolati da cittadini provenienti dall’Est Europeo, in prevalenza rumeni, le cui condizioni sociali e igienico sanitarie mettono a repentaglio le vite degli stessi nonché della numerosissima prole. In particolare, si chiede di conoscere le iniziative intraprese nel campo sanitario (vaccinazioni, stp, prevenzione e verifica stato di salute) e scolastico (percorsi socio-educativi attivati, iscrizioni scolastiche, attività di contrasto allo sfruttamento), nonché l’esito di un’eventuale ricognizione sul territorio al fine di individuare aree e locali da destinare a strutture di accoglienza provvisorie, costi di adeguamento e criteri di selezione dei beneficiari.(…)
In particolare, l’ultimo punto interpreta alcune preoccupazioni per la posizione pubblicamente assunta all’esterno dei luoghi deputati dall’Assessore Municipale alle Politiche Sociali, che impone una soluzione in tre tempi, non discussa in Consiglio e che sostanzialmente si articola in: “Breve termine: destinare la struttura di Via Pacioli (n.d.a. Villa Comunale De Filippo in Ponticelli), già parzialmente vuota e senza una destinazione d’uso particolare, a centro d’accoglienza per svuotare i campi ROM di Via Malibran e quelli adiacenti alla scuola “Marie Cure”. La struttura in oggetto è da subito abitabile e dotata di servizi, docce e cucine da campo, per ospitare almento 200 unità. La gestione pubblica da affidare sul odello “Deledda”. Le aree sopracitate saranno oggetto delle cantierizzazzioni per i P.R.U. e dovranno quindi essere liberate entro il 4 Agosto 2008.
Medio Termine: destinare un’area P.R.U., che di fatto è già occupata, o l’area comunale di Via Ma stellone (adiacente al cimitero di Barra) alla creazione di un moderno campo ROM secondo le linee guida e con i fondi già a disposizione della provincia di Napoli. Anche su questo si potrebbe riprendere un vecchio protocollo d’intesa firmato dalla ex circoscrizione di Barra con l’allora presidente della provincia Amato Lamberti. Su questa ipotesi c’è già stata una disponibilità di massima dell’assessore alla Pace I. D’Aimmo.
Lungo termine: Rilanciare l’ipotesi di Via delle industrie, uno stabile di proprietà della Regione Campania, in cui c’era un accordo sul comodato d’uso gratuito al comune per destinarlo a centro d’accoglienza per Migranti. Questa ultima ipotesi è quella su cui molti dei rappresentati del PD di zona convergono ritenendolo l’unica delle soluzioni possibili, ma (…), solo per renderlo abitabile ci vogliono ingenti risorse e almeno tre anni di lavoro” fonte sito www.patriziogragnano.it.
1.3 Anche Rifondazione rompe il silenzio, il Pd incalza “ci sono episodi di intolleranza”.
Successivamente (in data 2-4-2008) le forzature di cui sopra porteranno alcuni consiglieri del PD alla richiesta di dimissioni dell’Assessore alle Politiche sociali della Municipalità, motivata da un severa censura del metodo adottato per l’individuazione e la pubblicizzazione della proposta di via Pacioli: non si tiene conto degli episodi di sommossa popolare verificatisi anche quando la Giunta comunale su proposta dell’Assessore Tecce aveva deciso di insediare un accampamento regolare a Ponticelli, in un’area addirittura di minore densità abitativa di quella ora proposta (che è invece a 100 m dagli attuali campi di via Malibran).
Prima però scoppieranno tensioni sociali, incendi e episodi di scampato linciaggio dei Rom di via Malibran, che portano la situazione a degenerare, al punto che anche R. Carotenuto, esponente del PRC in consiglio comunale, residente in zona descrive (ma non sottoscrive) il testo di una petizione civica che presenterà in data 21-2-2008 al Sindaco “Premesso
che nel quartiere di Ponticelli esistono diversi campi nomadi abusivi;
che il più grande si divide a ridosso tra la ex Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Viale Luigi Califano;
che il menzionato accampamento è cresciuto a dismisura ed ormai esiste un problema di ordine pubblico;
che i cittadini residenti sono “costretti” a vedere scene raccapriccianti e condizioni igienico-sanitarie che fanno rabbrividire (cloache a cielo aperto, bisogni fisiologici all’area aperta, depositi di scarti di ogni genere, etc.);
Constatato
che le condizioni di disturbo della quiete pubblica (continue feste fino a tarda notte) e le pressanti richieste di soldi e cibo hanno raggiunto un punto critico tanto da far pensare che il decennale legame di solidarietà tra italiani e minoranze di stranieri possa definitivamente saltare;
che una sistemazione alternativa immediata per centinaia di rom può giovare innanzitutto a loro stessi sia per igiene che per rapporti di libera e civile convivenza tra esseri umani;
I SOTTOSCRITTI CITTADINI DI PONTICELLI CHIEDONO AL SIG. SINDACO DI NAPOLI
di permettere l’immediato superamento dei campi abusivi rom compresi tra la ex Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Viale Luigi Califano di Ponticelli affinché vengano ripristinate “normali” condizioni igienico-sanitarie oltre che di vivibilità ed una vita più degna a gente meno fortunata di noi.”
Dopo alcuni giorni, il 29 febbraio 2008, alla Municipalità il PD presenta un documento (cui segue manifesto alla cittadinanza) nelle cui considerazioni denuncia i rischi che i lavori previsti dal Piano di Recupero Urbano, il cui bando era già andato deserto in precedenza per disinteresse degli investitori, possano ritardare causando (ove mai si superasse la data del 4 agosto ‘08) la perdita dei finanziamenti ministeriali. Anche in questo OdG, che fra l’altro, oltre ad esprimere preoccupazione “per le quote destinate ad attività terziario-commerciali con particolare riferimento alla grande distribuzione”, che rischiano di svuotare “la scelta programmatica e l’obiettivo progettuale di rilanciare la zona orientale come la principale zona produttiva-industriale della città” impegna il Comune a “a riprendere la procedura per l’abbattimento dei campi Bipiani di via Volpicelli (ambito sub 6)” e rileva nelle considerazioni “(…)Che alcune delle suddette aree oggetto di interesse dell’amministrazione comunale oggi sono occupate da campi nomadi abusivi, le cui condizioni igienico-sanitarie sono insostenibili (cloache a cielo aperto, bisogni fisiologici all’area aperta, depositi di scarti di ogni genere, attività tossica di brucio del rame e di pneumatici usati, nonchè di materiali indifferenziati anche al semplice scopo di generare calore etc.) e forte si avverte la possibilità che la tensione tra la popolazione residente e le popolazioni rom possa sfociare in gravi e violenti episodi di intolleranza;(…)
1.4 Scoppia la crisi in Consiglio, “l’Assessore Riccio scarica tutto sul territorio”.
Dopo una serie di incontri a Palazzo S. Giacomo tra Assessore Riccio e capigruppo della Municipalità si arriva alla convocazione del Consiglio Municipale del 2 aprile 2008 in cui tuttavia l’Assessore Riccio porta una linea inedita (non alleggerire la pressione su un quartiere che da solo ospitava la metà dei nomadi di tutta Napoli, bensì distribuirla sull’intera Municipalità) e l’Assessore Municipale evita di ufficializzare in consiglio la sua proposta (i 3 tempi).
Il Consiglio si è concluso dopo circa 5 ore di discussione con la presentazione di due documenti uno della Sinistra Arcobaleno e Campania Democratica (l’altro gruppo PD costituito da 5 consiglieri di S. Giovanni e Barra), senza individuazione del sito (non viene espresso parere sulla proposta dell’Assessore Municipale Gragnano di Via Pacioli), ma con un metodo di lavoro (che ribadisce la volontà di lavorare sul breve – medio e lungo termine)e un documento sottoscritto da Partito Democratico (gruppo composto da 10 consiglieri) – Socialisti democratici – Unione democratica per l’europa – per l’individuazione del sito in cui ospitare i Rom provenienti dal campo più grande (area via Malibran – via Califano – via Wolf) presso via delle Industrie.
Il sito ospiterebbe alcune decine di roulotte e uffici mobili per l’identificazione e il coordinamento dei servizi di supporto e mediazione (integrazione sociale, sanitaria, scolastica) permettendo la nascita di un campo nelle more del recupero e consegna delle diverse sezioni dell’edificio da ristrutturare (interventi e consegna a stadi di avanzamento).La proposta rimarca un’ipotesi simile avanzata dall’allora Ass. Tecce alle associazioni di volontariato, all’epoca rigettata.
Durante il Consiglio Municipale, il nuovo Assessore comunale alle politiche sociali, Giulio Riccio, rimarca la contrarietà della Giunta Comunale a nuovi campi regolamentati (dichiarando di voler invertire rotta rispetto alle politiche sociali attuate negli ultimi 15 anni) e chiedendo alla Municipalità, senza fornire alcun elenco del patrimonio comunale disponibile, l’individuazione di 3 strutture sul territorio della Municipalità VI che non siano abitazioni (!) ma edifici convertibili ad uso civile abitazione (scuole, uffici, centri…), edifici di cui, sempre secondo l’Assessore Riccio:
il 1° disponibile subito; il 2° con lavori di 6 mesi; il 3° con lavori più lunghi
PD, Sdi e Udeur, confidando nel voto della maggioranza dei presenti, chiedono la votazione su ciascuno dei due documenti presentati, a completamento della lunga giornata di dibattito e analisi delle proposte.
In fase di voto Verdi, PRC, PdCI e Campania democratica hanno abbandonato l’aula. Cadendo il numero legale la votazione è saltata e la seduta sciolta.
Alla seduta successiva il documento viene ammorbidito, individuando Via delle Industrie come “una delle possibili soluzioni” e presentato nella sua versione definitiva ottenendo il voto contrario di chi invece la riteneva in ogni caso inadeguata e sosteneva che fosse necessario altro tempo per decidere, sono: Presidente, Campania Democratica, Sinistra Arcobaleno AN, UDC, e parte di FI (ad escl. del Cons. Grieco). Il documento è respinto con scarto di 3 voti.
Nel frattempo Sinistra Arcobaleno e Campania Democratica presentano il proprio documento alternativo senza individuazione di siti, ma con indicazione di metodo e parere negativo sulla proposta di via delle Industrie, che per regolamento deve venire approvato in seduta successiva. Questa viene convocata, il PD non vi partecipa, non si raggiunge il numero legale (***) e va deserta. Verrà convocata il 12 maggio, e per approvare solo debiti fuori bilancio e questioni regolamentari la cui trattazione è saltata nelle precedenti 2 sedute, in attesa di un chiarimento all’interno della maggioranza e in particolare del PD della VI Municipalità che in un quadro unitario annoverebbe da solo la metà (cioè 15) del Consiglio.
Nel frattempo: 1) l’ASL UOPC e il SEP convocate hanno comunicato in Commissione, a seguito di sopralluogo congiunto con l’Arma, l’assoluta pericolosità delle bombole GPL in prossimità delle baracche in legno, le condizioni disastrose dei campi e l’impossibilità ad effettuare qualsivoglia attività di bonifica, derattizzazione e disinfestazione delle aree perimetrale; stigmatizza la presenza di resti di falò con residui di rame; evidenzia la difficoltà ad avviare un programma vaccinale in assenza di dati pregressi sui bambini presenti. 2) In Giunta comunale è saltato l’incontro previsto tra Assessorato al Patrimonio (utile ad individuare ulteriori siti) alle Politiche Sociali, all’Edilizia (interessato al rischio PRU). 3) in commissione politiche sociali in Municipio l’elenco dei siti da esaminare si allunga (oltre i 3 del piano Gragnano e la scartabile via Botteghelle 123, 1 sito ai limiti Ponticelli/Poggioreale, 1 a Barra V. S. Barbato ex struttura destinata a Incub.Impresa, 1 a S. Giovanni a T. in V. F. Imparato ex Don Milani). 4) ritarda l’esecuzione dell’ordinanza sindacale 502 di bonifica delle aree disposta il 28-4-2008 dal Sindaco; 5) l’attenzione dei media cresce dopo l’ipotesi di racket sui campi 6) viene convocata una riunione quadri di coordinamento del PD di Ponticelli del 9-5-08 per tentare di ritrovare un luogo di direzione condivisa e, preso atto della crisi istituzionale e sociale, si propone di rompere gli indugi ed inviare una lettera aperta a AL SINDACO DI NAPOLI, AL PREFETTO, AL QUESTORE E AL DIRETTORE GENERALE DELL’ASL NAPOLI 1 per chiedere una convocazione urgente “Non è nostra intenzione alimentare luoghi comuni a sostegno dell’equazione “ROM=DELINQUENTE”, ma è indubbio che il mancato rispetto delle elementari regole di civile convivenza, soprattutto in un quartiere già attraversato da una diffusa ILLEGALITA’ e da una radicata presenza di organizzazioni CRIMINALI, esaspera gli animi dei cittadini. Alcuni recenti e gravi episodi (furti in appartamenti, tentati rapimenti di bambini) hanno acuito il clima di intolleranza ed alimentano il sentimento, comune da parte di tantissimi cittadini, di farsi giustizia da soli. È questo uno degli aspetti che maggiormente preoccupa, se è vero che, in un recente passato, si sono registrati diversi e gravi episodi (distruzione ed incendi) contro gli accampamenti nomadi. Come esponenti di una forza politica fortemente radicata sul territorio, a diversi livelli e in più occasioni, abbiamo segnalato la necessità di programmare efficaci piani d’intervento per tutelare la popolazione residente, garantire livelli di vita migliore per i rom, nello spirito di solidarietà ed insieme di ripristino della LEGALITA’ che ispira la nostra azione politica”.
È una richiesta d’aiuto: nel naufragio delle soluzioni alternative, la questione diviene sempre più da politico sociale ora di ordine pubblico e sicurezza. Nel frattempo, il clima peggiora dopo il manifesto di AN che strumentalizza il voto alla Municipalità accusata di essere “dalla parte di chi delinque per cultura e professione”. Nel PD si pensa ad un manifesto per rassicurare i cittadini che c’è ancora una sponda istituzionale al problema: non c’è tempo di rivedersi e così piuttosto che la lettera c’è chi manda in stampa un manifesto autonomo che comparirà sui muri un paio d’ore dopo il secondo rogo. Malandrino, Merito, Di Costanzo ed altri consiglieri municipali tentano di proteggere i 56 Rom ancora su Via Argine di cui 30 bambini scolarizzati, e propongono il convitto di S. Giovanni per passare la nottata. Anche qui vengono aggrediti, si negozia sul tempo di permanenza. Finalmente il Comune interviene, ma ormai si sono perse le tracce di almeno 500 nomadi.
OdG PRESENTATO DAI GRUPPI DEL PARTITO DEMOCRATICO, DELL’UDEUR E DELLO SDI NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO MUNICIPALE DEL 02.04.2008 AVENTE PER OGGETTO
“PROBLEMATICHE INSEDIAMENTI NOMADI NEL TERRITORIO MUNICIPALE”
PREMESSO
§ che nei quartieri di Barra e Ponticelli esistono diversi campi nomadi abusivi (quali via Mastellone, via Argine, Villa Tropeano, via WoIf ecc.);
§ che il più grande si divide a ridosso tra la vicinale Cupa Lettieri, Via Maria Malibran e Via Luigi Califano;
§ che il menzionato accampamento è cresciuto a dismisura ed ormai esiste un problema di ordine pubblico;
§ che i cittadini residenti sono costretti a vedere scene raccapriccianti e che insistono condizioni igienico—sanitari che fanno rabbrividire (cloache a cielo aperto, bisogni fisiologici all’aria aperta, depositi di scarti di ogni genere, ecc.);
CONSTATATO
§ che le condizioni di disturbo della quiete pubblica (continue feste fino a tarda notte) e le pressanti richieste di soldi e cibo hanno raggiunto un punto critico, tanto da far pensare che il decennale legame di solidarietà tra italiani e minoranze di stranieri possa definitivamente saltare;
§ che una sistemazione alternativa immediata per centinaia di rom può giovare innanzitutto a loro stessi sia per igiene che per rapporti di libera e civile convivenza tra esseri umani:
E CONSIDERATO
§ che l’attività investigativa delle forze di polizia, carabinieri ecc. è al momento poca o inesistente nei confronti degli atti di illegalità che continuamente si producono nelle aree degli insediamenti abusivi (combustione di cavi elettrici e di pneumatici con conseguenti danni all’ambiente ed alla salute dei cittadini con degli aumenti vertiginosi segnalati dai pronto soccorso locali di patologie asmatiche e irritazioni oculari; continue appropriazioni di materiali ferrosi, pubblici e non, quali caditoie, tombini, porte, infissi etc. sfruttamento minorile e accattonaggio molesto);
INVITA
le autorità competenti, Sindaco di Napoli e Prefetto di Napoli, con l’ausilio delle forze dell’ordine (Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri ) ad effettuare un censimento e un controllo a tappeto di tutti i nomadi presenti nel territorio municipale con la corretta e concreta applicazione delle direttive europee e delle leggi italiane in materia d’immigrazione;
INDICA
il piazzale di Via Delle Industrie come una delle possibili aree (escludendo la proposta di via Pacioli) destinabili a centro di accoglienza e campo attrezzato per accogliere donne, bambini e immigrati indigenti del territorio municipale, con attivazione di processi di integrazione capaci di coinvolgere il settore scolastico educativo, i servizi sociali, il sistema sanitario e il mondo del volontariato, nell’attesa di individuare in altri territori regionali, spazi adeguati alla costruzione di villaggi veri e propri che favoriscano un processo di integrazione seria e provvida.
CHIEDE
la definizione di un piano per il rapido abbattimento di tutti gli insediamenti abusivi presenti e dei campi nomadi della nostra Municipalità e successiva bonifica dei territori per la destinazione di opere e attività civili come previsto dal PRG.
Consiglio Municipale - i Gruppi
PD – Udeur – SDI
VI Municipalità Barra-Ponticelli-S.Giovanni a T.
1 Risposta a “Rom”